THROAAT – REFLECTIONS IN DARKNESS

THROAAT – REFLECTIONS IN DARKNESS

THROAAT – REFLECTIONS IN DARKNESS

TITOLO: Reflections in Darkness
ARTISTA: Throaat
GENERE: Speed/ Symphonic Black Metal
PAESE: USA (New York), Brooklyn
ANNO: 2017
ETICHETTA: Dying Victims Productions

Andiamo a visitare gli antri oscuri dello stato della Grande Mela, precisamente a Brooklyn, dove ad attenderci troviamo un trio nato cinque anni fa, che si presenta sotto il monicker Throaat. Formatasi nel 2013, la band ha subito ingranato una proficua attività con la produzione della prima Demo, per poi comporre l’anno successivo un album e uno split assieme a Possession, Swamp, Occult Burial, Bestiality e Spite, dopodiché proponendo tre EP nel 2015. Oggi ascoltiamo Reflections in Darkness, la loro ultima creatura, licenziata il 28 Novembre del 2017 a cura della label tedesca Dying Victims Productions. Già dalla prima traccia Burning the Ice, viene definito quello che sarà il sound dell’intero album, caratterizzato da riff molto veloci e distorti, blast beat e growl gutturale del cantante Impiurifier Vilethroaat, alternati a parti più pulite e meno grezze accompagnati al suono delle tastiere, alternanza frequente e continua, che potrebbe risultare molto simile allo stile utilizzato dai norvegesi Dimmu Borgir. Mentre le prime tre tracce si concentrano chiaramente su un suono che tende a risultare più veloce che altro, nonostante le alternanze con il pulito, la quarta traccia del disco, Radiation, è quella che più incarna le sopracitate caratteristiche tipiche del Symphonic Black Metal, insieme alla successiva Alive Inside of the Pentagram, sono gli esempi più lampanti e che subito dal primo ascolto fanno pensare ad una assai probabile ispirazione da parte dei Throaat ai loro “colleghi” scandinavi. Segue continuando sulla stessa linea d’onda la traccia seguente The Bells of Newcastle upon Tyne, mentre con la settima Tormentia I si ritorna alla velocità proposta dalle tracce iniziali, stavolta con la totale assenza di parti pulite; discorso inverso per Tormentia II, nella quale a scomparire sono proprio i riff veloci, che ritorneranno con la concludente Impaler’s Night.

Nel complesso, Reflections in Darkness è un lavoro più che discreto, piacevole da ascoltare soprattutto nelle tracce proponenti le alternanze sinfoniche, stile a mio parere molto più avvezzo ai Throaat (viste anche le tematiche trattate nel disco) rispetto alla continua ricerca di velocità, che a volte risulta quasi forzata. Consigliato a chi vuole dare un’opinione ascoltando il disco in prima persona, ma certamente nulla di molto più entusiasmante di altri lavori Symphonic Black.

VOTO: 76/100

TRACKLIST:

  1. Burning the Ice
  2. The Light
  3. The Crypt
  4. Radiation
  5. Alive inside of the Pentagram
  6. The Bells of Newcastle upon Tyne
  7. Tormentia I
  8. Tormentia II
  9. Impaler’s Night

LINE-UP:

Impurifier Vilethroaat- voce, batteria, tastiere

Revelation of Doom- chitarra

Vein- basso

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giada-caserini

08/08/1996 Lombardia-Italy Amo la buona musica, gli animali e scrivere.

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