Sweet Revenge – Forbbiden Happiness

Sweet Revenge – Forbbiden Happiness

Sweet Revenge – Forbbiden Happiness

TITOLO: Forbidden Happiness
ARTISTA: Sweet Revenge (o SweetRevengeK)
GENERE: Alternative Metal
ANNO: 2011
PAESE: Giappone
ETICHETTA: Indipendente

Quando sentiamo parlare di Vocaloid associamo quasi sempre il termine all’arcinota Hatsune Miku, ormai simbolo della cultura pop giapponese, nonché alla musica leggera nipponica satura di sdolcinatezze. Prima di parlare di questo disco è doveroso fare una premessa: Vocaloid è un software di sintesi vocale sviluppato dalla Yamaha Corporation, le cui voci dei diversi vocalist sono raccolte in librerie (i vari personaggi, quindi, non sono altro che delle librerie vocali). Ognuna di esse contiene una voce studiata per adattarsi ad uno stile di canto, una lingua e un genere musicale (Metal compreso). Una volta inseriti i suoni/sillabe da pronunciare, si scelgono le note da far cantare al personaggio per ogni singolo suono. Facile, no? Mica tanto.

Detto questo, SweetRevengeK è un produttore giapponese (chiunque componga musica con Vocaloid viene definito in tal modo; di solito, rimane anonimo) il quale pubblica nel 2011, da indipendente, l’album Forbidden Happiness, registrando e programmando da solo tutti gli strumenti assieme alla voce di Megurine Luka, libreria vocale molto utilizzata per la composizione di brani Rock e Metal con Vocaloid. Un disco composto da otto tracce che ci impegnerà per circa trentatré minuti.

Il platter si apre con la titletrack Forbidden Happiness, mettendo subito in risalto le caratteristiche musicali dell’album. Basso a manetta, ritmi Nu Metal incalzanti, chitarre aggressive, elettronica e voce che, nonostante canti in inglese, presenta un fortissimo accento giapponese; risultando a tratti robotica (tipico di tutte le canzoni la cui voce è programmata con Vocaloid). Nonostante questo, il brano è orecchiabilissimo, molto godibile ed energico. Si arriva poi a Speak, più energica della precedente, evidentemente ispirata dai Linkin Park (come d’altronde dichiara lo stesso produttore) per stile compositivo e sonorità adottate. Sono presenti anche molti richiami al Gothic ben amalgamati al resto della canzone. Tocca ad Until The Bitter End, in cui si notano subito i limiti della libreria vocale di Luka per quanto riguarda le basse frequenze: la voce risulta nasale e robotica, effetto accentuato dalla leggera distorsione di quest’ultima nel pre-ritornello. Davvero un peccato, data la buona parte strumentale. Segue Broken Step (pervenuta a noi occidentali solo nella sua versione inglese), canzone che per un certo verso ricorda i Lacuna Coil degli ultimi album. Un po’ monotona ed affetta dallo stesso problema del brano precedente. Carina però l’idea della voce, in certi punti, in contrasto con la ritmica. Rosemary sembra inizialmente una colonna sonora da film horror, sfociando poi in una musicalità tipica del Gothic Metal. Molto tranquilla e leggera da ascoltare, pur portandosi dietro i problemi delle ultime due tracce. Arrivati ad Elixir l’atmosfera diviene più orientale. La tonalità della canzone ricorda molto la musica tradizionale nipponica e la voce ritorna ad essere più acuta e piacevole. La parte strumentale, dominata dal basso, è semplice ma d’effetto, rendendo il tutto più orecchiabile e apprezzabile. Fatal Farewell riprende la linea Gotica del platter, richiamando alla mente gli Evanescence come sonorità e temi trattati. L’effetto sonoro dell’elettrocardiogramma diventa parecchio fastidioso a lungo andare, rendendo una canzone che di per sé è anche piacevole, molto irritante. Mi dispiace… ma non ci siamo. Giungiamo alla fine con Valkiria. Un modo carino di terminare il lavoro, riprendendo tutte le influenze del disco in un unico brano. Un po’ malinconica, quasi a volerci salutare con un “arrivederci” per invitarci a riascoltare il disco.

Lo farei? Forse solo per le prime due o tre canzoni, le uniche che veramente mi hanno regalato emozioni forti (oltre a farmi pogare non poco). Da bassista apprezzo il fatto che si sia voluto mettere in luce uno strumento fatto, in questo genere, per rimanere spesso nell’ombra ignorato dalla maggioranza. I giapponesi, lo ammetto senza vergogna, sono dei veri e propri maestri dell’ Alternative: l’elettronica è ben miscelata e le canzoni sono perfette sotto ogni aspetto, alla nipponica maniera. In questa precisa occasione, però, manca qualcosa, a partire dalla voce: la libreria di Megurine Luka non è stata sicuramente la più adatta per buona parte dei brani di questo album, nonostante la varietà di altre librerie indicate per questo genere musicale (come Hagane Miku o Rin Kagamine). Apprezzo comunque lo sforzo di Sweet Revenge: non è sicuramente facile fare tutto questo lavoro da soli, specie la programmazione della voce con Vocaloid, ma una canzone non è fatta solo di quello; ed anche se lo fosse, sarebbe opportuno scegliere con cura quale libreria usare (nel caso di Vocaloid), valutando meglio le varie opzioni per valorizzarla e farla emergere nel brano, essendo ognuna di queste studiata per rendere al meglio in un dato range di frequenze ed in un dato genere musicale.

Da fan di molti gruppi Metal nipponici, posso sicuramente dire di aver ascoltato di meglio. Non è mai piacevole dover valutare negativamente un disco (seppur non così tanto, viste le prime tre canzoni)… ma un lavoro del genere deve essere in grado di regalare emozioni dalla prima all’ultima canzone. Oggettivamente parlando, alcuni brani potevano essere studiati molto meglio di così. E questi pochi brani hanno purtroppo rovinato un platter che poteva dare molto di più.

VOTO: 55/100

TRACKLIST:

  1. Forbidden Happiness

  2. Speak

  3. Until The Bitter End

  4. Broken Steps (English Version)

  5. Rosemary

  6. Elixir

  7. Fatal Farewell

  8. Valkiria (Alternative English Version)

 

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Matteo Zago

zagowski

Cresciuto a The Police e jazz, ma metallaro nel cuore fin da piccolo, suono il basso nella mia cameretta dal 2011 e con gli Azra'il dal 2016. Recensisco per rendere produttivo il mio compulsivo ascolto di musica, di ogni genere. Appassionato anche di cultura giapponese e vaping.

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