SPITE EXTREME WING – Vltra

SPITE EXTREME WING – Vltra

SPITE EXTREME WING – Vltra

TITOLO: Vltra
ARTISTA: Spite Extreme Wing
GENERE: Black Metal
ANNO: 2008
PAESE: Italia
ETICHETTA: Avantgarde Music

I nostrani Spite Extreme Wing si formano a Genova nel 1998, la cui prima demo risale al 1999, su cassetta, in cinquecento copie numerate a mano. Nel 2002 producono una seconda demo, Arcano Incanto; da questo momento in avanti le liriche saranno prevalentemente in italiano. L’anno successivo Beyond Productions distribuisce Magnificat, il primo full-length degli SEW. Nel 2004 è la volta di Non Dvcor, Dvco, per Behemoth Productions; l’album dura poco meno del suo predecessore, ma è decisamente pionieristico per quanto riguarda la registrazione: infatti per questa non si sono avvalsi di uno studio, ma hanno registrato direttamente a Forte Geremia, sfruttando i naturali riverberi del castello ligure. Per la medesima etichetta esce, nel 2005, Kosmokrator, le cui sonorità si discostano dal Black tetro di Non Dvcor, Dvco, più propense ad un riffing d’ ispirazione Death Metal. Infine, nel 2008, tocca a Vltra, uscito per Avantgarde Music; questo è l’ultimo lavoro degli SEW, i quali dichiarano la chiusura ufficiale del progetto una volta pubblicato il miglior album della loro rispettabile carriera, e tra i migliori della storia del Black Metal italiano. Vltra è composto da dieci tracce senza titolo, per un totale di 55 minuti di musica. I testi si ispirano a Ovidio, Virgilio, miti e leggende classiche. L’intro, con i cori sardi dei Tenores di Norax, prepara il terreno per la traccia II, la quale se avesse un nome sarebbe senza dubbio la titletrack. La voce calda e sporca di Argento si sposa perfettamente con le sue chitarre, che spaziano da riff validissimi, accompagnate dal quasi limpido basso di Azoth, a stacchi più melodici e non distorti, come gli evocativi fraseggi nella traccia V o l’arpeggio iniziale della III. Per quanto riguarda le sonorità, Vltra non ha niente a che fare con il classico Black Metal, da cui prende in alcuni punti giusto le partiture di batteria; ha il sapore di un Black ‘n Roll simile a quello dei Frangar, il cui cantante Il Colonnello ha prestato la voce per la traccia IV, ispirata a Devilock dei Misfits, ma con un’energia differente dalla band piemontese. La VIII è la punta di diamante dell’album: basso, voce e sintetizzatori costruiscono uno scenario incredibilmente evocativo ispirato alla leggenda de L’Olandese Volante. La X e ultima traccia è una cover di Helter Skelter dei Beatles. Con questo album, gli SEW portano a compimento un percorso che li ha portati a evolversi fino a creare un sound e uno stile inconfondibile, che da anni è fonte di ispirazione per molte nuove generazioni di musicisti. Purtroppo non ce ne sono stati altri dopo questo, ma proprio per questo si è trattato di un’uscita in gran stile. “Il tocco supremo dell’artista. Sapere quando fermarsi” –A. Conan Doyle

VOTO: 98/100

TRACKLIST:

  1. I
  2. II
  3. III
  4. IV
  5. V
  6. VI
  7. VII
  8. VIII
  9. IX
  10. X (Beatles cover)

 

 

LINE UP:

Argento – voce, chitarre
Azoth – basso
F. La Rosa – batteria

 

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miriam

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