SHAKMA – House Of Possession

TITOLO: House Of Possession
ARTISTA: Shakma
GENERE: Thrash Metal
ANNO: 2018
PAESE: Norvegia
ETICHETTA: Duplicate Records

Gli Shakma si formano Haugesund sulla costa occidentale della Norvegia nel 2014 con l’intento di suonare un Thrash Metal viscerale infettato da tematiche horror. La band rilascia il suo Demo di debutto, Night Of The Coven, a Settembre 2016, giusto in tempo per potersi presentare alla prima edizione del festival undeground locale Heavy Nights, portando con se trenta tapes “fatte in casa” da regalare a pochi fortunati. Il primo lavoro del quartetto arriva alle orecchie della Duplicate Records che colpita dal sound degli Shakma offre immediatamente loro un contratto per registrare il primo album e rilanciando il Demo del gruppo ristampandolo in maniera professionale in cento copie. La band accetta immediatamente l’offerta e spendendo le forze per quasi tutto l’anno successivo nel comporre e registrare nuovi brani. Agli inizi del 2018, il debut-album del gruppo viene licenziato dalla Duplicate Records e viene intitolato House Of Possession.

Le dieci tracce che compongono questo debutto costruiscono il loro sound su un’impronta Thrash diretta e stilisticamente ispirata agli anni ’80 sulla scia di band come Sabbat (Giappone), Whiplash Midnight alternandolo, come nel caso di The Mummy’s Curse con soluzioni più aperte e “stradaiole” in netta contrapposizione con il piglio deciso e ruvido che sta alla base di questa proposta. Le canzoni scorrono via lisce e senza particolari varianti fino a Midnight Mass, quinta traccia, dove i Nostri optano per un brano più “lento” che ammicca a Venom Celtic Frost dove sia la ritmica che i riff appaiono più studiati e curati rispetto alle sferragliate iniziali votate alla velocità ed alla violenza sonora. Già a partire dalla successiva House Of Possessiontitle-track dell’album, assistiamo al ritorno a suoni debordanti e ad arrangiamenti che corrono all’impazzata su un unico binario senza però calare in efficacia e coinvolgimento; un Thrash sanguigno dalla presa facile. Ma la band non si adagia sugli allori e con Ruthless Deflier ci presenta un secondo brano con un muro sonoro a quello di Midnight Mass ma senza utilizzare la stessa lentezza del precedente ma con un lieve inasprimento delle linee vocali che regalano al pezzo una atmosfera orrorifica più netta ed ispirata. La triade finale formata da Knife Of The Prowler, Into The Fiery Death e Night Of The Coven chiude il cerchio pestando senza ritegno sull’acceleratore confezionando tre brani tagliati con la sega elettrica che si concedono poche varianti sul tema fatta eccezione per il finale dell’ultima traccia dove la band rallenta e abbassa i toni a metà brano per creare un rapido momento di respiro che apre ad un assolo di chitarra trascinante con il quale la canzone si avvicina al finale all’insegna dell’ultima cavalcata.

Il quartetto norvegese si presenta con un debut-album di ottima fattura che con pochi elementi e senza sbrodolature inutili inanella canzoni dalla presa immediata e che dai suoi numi tutelari trae ispirazione dando vita ad una impronta personale senza cadere nella copia più spudorata.

VOTO: 78 / 100

TRACKLIST:

  1. Blood Ritual
  2. The Mummy’s Curse
  3. Spectre Of Death
  4. Deadly Spawn
  5. Midnight Mass
  6. House Of Possession
  7. Ruthless Deflier
  8. Knife Of The Prowler
  9. Into The Fiery Death
  10. Night Of The Coven

LINE-UP:

M. Runic – Voce / Chitarra

L. Udjus – Chitarra

A. Runic – Batteria

S. Golden – Basso

WEB:

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Bandcamp

 

 

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