TITOLO: Don’t Forget The Wine
ARTISTA: Run Chicken Run
GENERE: Hard Rock
ANNO: 2018
PAESE: Italia
ETICHETTA: Volcano Records

I Run Chicken Run nascono a Roma nel mese di Ottobre del 2014. Dopo vari assestamenti il gruppo raggiunge la formazione definitiva composta da: Michele Montesi alla voce e chitarra, Leonardo Piccioni alla chitarra, Paolo Scarabotti al basso e Mirko Santacroce alla batteria. Già dai primi incontri della band lo stile era chiaro: Hard Rock. Un Rock duro con sfumature Blues. Nell’estate 2016 esce in primo album intitolato Open The Grill. Registrato nello studio della Pink House, viene pubblicato dalla RaRa Records, un’etichetta che pur non trattando musica Rock dopo aver ascoltato i brani ha deciso di ampliare i suoi canali a questo genere. Nel 2018 inizia la collaborazione con la Brothel Of Sound Agency e ad Aprile dello stesso anno i Run Chicken Run fanno da gruppo spalla ai Saxon di Oliver/Dawson. Il mese dopo la band avrebbe dovuto fare da spalla alla band di Phil Rudd, ex-batterista degli AC/DC. Purtroppo il tour dell’artista internazionale è stato annullato per problemi di passaporto. Dopo aver annunciato l’ingresso nel roster della nostrana Volcano Records, il quartetto romano è pronto a presentare il nuovo disco svelando Don’t Forget The Wine, uscito il 12 ottobre. Le dieci canzoni che compongono l’album possiedono una carica di adrenalina che cattura immediatamente e che trascina con forza chi ascolta. Un serie di influenze, come la band stessa afferma, che vanno dagli AC/DC passando per gli Airbourne e arrivano ai Guns ‘N’ Roses fanno da fondamenta al sound principale dell’album ma che riesce ad avere anche una sua impronta definita e riconoscibile. Il duo iniziale formato da Rust From Space Your Girl scorre con una rapidità che quasi non concede il tempo di accorgersi che i due pezzi ci investono con la loro serie di riff taglienti e loro ritmiche ruvide come le vocal che a tratti fanno apparire queste due canzoni più prossime all’Heavy che all’Hard Rock. Fortunatamente la corsa non prosegue lungo tutta la durata dell’album e già a partire da Louder On You fino a My Heart Is A Stone il mood del disco assume dei tratti più marcati e il mix di Hard Rock e Blues si percepisce maggiormente così da potersi gustare il lavoro strumentale fatto per queste canzoni che rivelano un guitar-working molto potente e una sezione ritmica decisa che riescono a passare da frangenti più cadenzati a cavalcate elettriche veloci ma studiate il tutto con la giusta dose di assoli che regalano ottimi momenti melodici. La corsa poi riprende sulle ali di Black Shadow, Good Brewer e Boredom Killers ma senza dimenticare di tenere alto lo stile di cui la band romana si fa portatrice; il loro Hard Rock venato di Blues rimane sempre in primo piano. Le conclusive Real Man Blackout Out chiudono l’album all’insegna del Rock Duro più diretto, con poche aperture che diano respiro, confezionando due cavalcate elettriche di buona caratura.

Don’t Forget The Wine è senza dubbio un buon disco, molto godibile e trascinante; un album con brani che rimangono subito in mente, unite da un Rock sanguigno, potente ed incisivo che nonostante i numi tutelari citati e nonostante il genere sia stato esplorato in tutti gli angoli possibili possiede una sua personalità e una sua impronta senza fare il verso a nessuno e senza rischiare di apparire come una mera copia.

VOTO: 75 / 100

TRACKLIST:

  1. Rust From Space
  2. Your Girl
  3. Louder On You
  4. Sun
  5. My Heart Is A Stone
  6. Black Shadow
  7. Good Brewer
  8. Boredom Killers
  9. Real Man
  10. Blackout Out

LINE-UP:

Michele Montesi – Voce / Chitarra

Leonardo Piccioni – Chitarra

Paolo Scarabotti – Basso

Mirko Santacroce – Batteria

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