PÁNICO AL MIEDO – Formador

TITOLO: Formador
ARTISTA: Pànico al Miedo
GENERE: Death/Thrash Metal
ANNO: 2018
PAESE: Spagna
ETICHETTA: Symbol of Domination Prod.

Esordiscono ufficialmente in full-length i Death-Thrashers Pànico al Miedo, nativi di Barcellona, dediti ad un sound sospeso in bilico fra tradizione più oltranzista e sensazioni decisamente più moderne / in voga, tipiche della metà dei ’90 sino ai giorni nostri. Dico “in bilico”, poiché è questa l’espressione che a parer mio meglio si presterebbe a descrivere un esordio come Formador, disco decisamente roccioso, carico di rabbia eppure “ragionato”, mai troppo scontato o comunque dedito ad un sound-linciaggio privo di strategia o tecnica di base. In bilico, o meglio in equilibrio: partendo dalla copertina, disegnata nientemeno che da un gigante delle illustrazioni Metal come Ed Repka (il nome Vic Rattlehead… vi dice nulla? Potrei rincarare la dose urlando fieramente Scream Bloody Gore!) sino ad arrivare al contenuto effettivo, pieno di richiami alla gloria di bands quali Megadeth (per certi versi) od Exhorder uniti ad un uso della ritmica invece molto più groove, tipico dei sempreverdi Pantera, senza dimenticare una componente death piuttosto debitrice nei riguardi di giganti quali i Death dell’era Symbolic. Sembra proprio, difatti, che i vecchi ed indimenticabili “duelli” fra Rex Brown Vinnie Paul, ben misti a sensazioni mustainiane schuldineriste non siano sconosciuti a questo combo catalano; soprattutto il groove di base, una ritmica assai moderna, mitigherebbe in un certo senso la loro volontà di proporre un qualcosa di più old school, distaccandoli (per fortuna) da un calderone di insopportabili copie, nel quale sguazzano ormai da anni repliche su repliche. Un paio di nomi? Violator Fueled By Fire, in misura minore i Gruesome. Band le quali, sempre a parer di chi vi scrive, risultano sin troppo noiose ed incapaci di svecchiare il Thrash od il Death, proponendolo ai giovani d’oggi in maniera troppo scontata e priva di mordace nonché personalità. Chiariamoci: Formador non è un disco che potrebbe far urlare al miracolo, portatore di chissà che innovazione, ierofante di chissà che avanguardia; eppure, riesce perfettamente nell’intento di presentare un qualcosa di moderno e tradizionale al contempo, unendo in coorte stilemi da molti puristi considerati antitetici… eppure, capacissimi in combine di dare vita a prodotti interessanti come questo bel platter. Un disco che consiglierei vivamente ad un quindicenne di oggi, desideroso di approcciarsi al Metal più underground dopo naturalmente aver assaporato qualche capolavoro come Master Of PuppetsSeasons in the AbyssThe Great Southern Trendkill. Godibilissimo da inizio a fine, massiccio e tecnico, caratterizzato da sound curato ma non troppo, unito quest’ultimo alla voglia di far confusione alla vecchia maniera. Qualora cercaste un prodotto perfettamente in equilibrio fra sensazioni più tradizionali ed altre più alla portata del pubblico moderno, Formador farebbe sicuramente al caso vostro. Non rimarrete delusi, garantito!

VOTO: 78/100

TRACKLIST:

01. Intro – Popol Vuk
02. Formador (James Murphy solo)
03. La Fuente
04. Hermanos de Sangre
05. Cebos Vivos (Bobby Koelble solo)
06. Rompe el Cepo
07. Bautizado Por la Arrogancia
08. Punos
09. No Voy a Perder
10. Asfixiar con Verbo
11. El Final de la Grandeza
12. Outro (Popol Vuh)

LINE UP:

Jordi Creus – chitarra
Marc Jufré – voce
Alfred Gonzalez Moralez – batteria
Gerard Comellas – basso

WEB:

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