TITOLO: Neurasthénie
ARTISTA: 
Niflheim/Gris
GENERE: Depressive Black Metal
PAESE: Canada
ANNO: 2006
ETICHETTA: Sepulchral Productions

Discutendo sulla scena Black Metal oltreoceano diviene doveroso nominare il duo Niflheim, attivo dal 2004 ed ancora oggi operativo sotto il nome Gris, il quale esordì in questo mondo oscuro e controverso con la produzione di quattro demo tra il 2005 e il 2006, tra cui una dall’inequivocabile titolo True Depressive Pagan Black Metal. La qualità grezza dello scream del cantante Orion narrante tematiche esplicitamente ricorrenti a riti antichi e misantropia, chiarisce la volontà in questi primi lavori di riportare l’ascoltatore alle vecchie atmosfere create dal Black anni ’90, intenzione che andrà poi a fondersi con le avvilenti tinte del Depressive: da questa unione nascerà Neurasthénie.

Il primo full length dei Niflheim viene rilasciato sotto la Sepulchral Productions il 19 Dicembre 2006, il primo giorno delle celebrazioni dei sabba di Yule per rimanere in tema di Paganesimo, e propone sette tracce di cui due strumentali, una delle quali è proprio l’introduttiva Le neurastheniqué , quattro minuti di un malinconico ma piacevole sottofondo musicale di pianoforte, interrotto ad intervalli regolari da singoli accordi di chitarra che da metà canzone vengono accompagnati da distorsioni (non dimentichiamo di che genere stiamo parlando!) per poi sfumare il finale in un’arpeggio che si accoda all’inizio di The cold wind of my breath is always blowing. Già nel corso del primo minuto la traccia si evolve in una regolare successione di riff, arpeggi e singoli accordi  distorti, percepiti in maniera decisamente più nitida rispetto alla voce di Orion, molto probabilmente registrata con l’intenzione di renderla più lontana, quasi soffocata, rispetto a chi ascolta, effetto accentuato dal riverbero. Con Lueur d’ombre si procede all’ascolto del pianoforte suonato ripetutamente, stavolta sovrastate dallo scream che, con un’irruenza disturbante ma più che consona al contesto di genere, squarcia la base musicale distorcendosi al punto da emulare uno straziante grido di dolore, effetto che non si perde neanche con l’entrata in gioco di nuovi arpeggi di chitarra da metà canzone. La quarta traccia è Where so many tombs were forgotten, un piacevolissimo sottofondo di pianoforte che si protrae per quasi tutta la prima parte canzone, sormontato dalla prepotenza degli altri strumenti e della voce, che qua torna ad essere quasi un eco alle orecchie di chi ascolta, mentre nella seconda metà del pezzo le ritmiche vanno in crescendo, più veloci ed aggressive. Gli ultimi due minuti sono riempiti da un breve assolo distorto e da grida soffocate, simili a conati. Elder Moons è l’altra canzone strumentale, interamente costituita da arpeggi di chitarra interrotti ogni tanto da quelle che sembrano essere impennate di plettro volte a dare una volontaria sensazione di scivolamento e da acuti giri di pianoforte. Funérailles porta di nuovo con sè il doloroso scream distorto già presente in Lueur d’ombre, stavolta accompagnato dalla piacevole melodia del pianoforte all’inizio e da una strumentazione creante una nuova atmosfera addolcente nel corso della canzone, tanto che se non fosse per lo scream, questa traccia potrebbe tranquillamente essere considerata una ballad. Chiude il disco Aux serres de la mélancolie, dieci minuti che pongono nuovamente la voce lontananza esaltando gli effetti sonori e la velocità degli strumenti, il pianoforte stavolta è totalmente assente. La canzone congeda l’ascoltatore con un rumore di leggera pioggia battente.

Neurasthénie è un ottimo album Depressive, che ha saputo mantenere la penetrante sensazione di malessere data dall’ascolto dei dischi di pionieri del genere (ad esempio gli italiani Forgotten Tomb, in particolare nel loro album Songs to leave) senza discostarsi dall’iniziale intenzione di rimanere comunque sullo stesso piano dei vecchi idoli, dei quali si sentono le influenze soprattutto nella distorsione degli strumenti. Consigliato in particolar modo ai cinici, ai solitari e a chi ama il gelo interiore prodotto dall’indifferenza verso i sentimenti, caldamente sconsigliato alle persone troppo allegre e spensierate.

VOTO: 90/100

TRACKLIST:

  1. Le neurastheniqué
  2. The cold wind of my breath is always blowing
  3. Lueur d’ombre
  4. Where so many tombs were forgotten
  5. Elder Moons
  6. Funérailles
  7. Aux serres de la mélancolie

LINE-UP:

Orion- voce, piano, batteria

Neptune- chitarra, basso

WEB:

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