TITOLO: Solarité
ARTISTA: Necropolé
GENERE: Atmospheric Black Metal
ANNO: 2018
PAESE: Francia
ETICHETTA: Northern Heritage Records

 

Nécropole è un progetto Black Metal non molto conosciuto all’interno del panorama underground internazionale. Quest’anno il musicista della one man band transalpina Amertume pubblica finalmente il suo primo album, Solarité ,dopo tre Demo e una Compilation pubblicate tra 2014 e 2016. Bellissimo lo scenario classico riflesso nella copertina: un eroe dalla perfezione statuaria greca intento a battersi con una figura che ricorda uno spaventoso Minotauro. Ed è infatti a questo proposito che Amertune si impegna a trattare all’interno di questo album temi di carattere classico: dall’escatologia ad alcuni riti esoterici dell’epoca. L’intero album è cantato interamente in francese e si compone di sei tracce.  Aurore  è l’incipit dell’album. Cinque minuti e mezzo che immediatamente ci catapultano in un album dai riff melodici e violenti, il tutto condito con la voce apocalittica del cantante. Elemento preponderante di questo primo brano sono sicuramente le chitarre, che riescono ad essere sia oniriche (ricordando la musica degli Alcest), ma allo stesso tempo d’impatto alla Peste Noire (per citare due esempi connazionali al gruppo). Ferments de Corruption presenta metà brano uno dei riff più belli dell’intero album: un bellissimo tocco di chitarra accompagnato da una batteria in una tonalità quasi ineffabile (tra l’aggressivo e il tranquillo). Segue Le Culte du Héros, in cui viene ripreso un tema classico (Il culto dell’eroe e la sua grandezza). Nove minuti di brano che sembrano volare, in cui la produzione detiene sonorità proprie senza mai sfociare nel banale o nel già sentito.  La Voie est la Vertu apre la seconda metà dell’album in maniera diversa. L’inizio del brano infatti non inizia con Blast Beat o scream di sorta, bensì con una placida chitarra il cui suono è accompagnato da una timida batteria. Tutto questo si esacerba dopo appena un minuto dall’inizio della canzone. Ecco arrivare la chitarra elettrica e lo scream del cantante i quali, come se smarriti in una caverna, tornano ad imperare all’interno del brano. Capacità di Amertune è quella di cambiare spesso riff di riferimento all’interno del brano distogliendo quindi quel senso di noia che una stessa melodia potrebbe dare. Anche L’Orbe du Monde (traccia più breve dell’Album) è molto quieto rispetto agli altri, sebbene i protagonisti di questa canzone siano solamente due cordofoni. Sono infatti due chitarre (una acustica e una elettrica) a prendere il sopravvento in questa traccia, creando una meravigliosa traccia d’atmosfera (grazie anche ai sintetizzatori) che ci catapulta verso l’ultimo capitolo dell’album, Sous l’Egide d’Eros. Personalmente è un peccato che questo progetto sia rimasto nell’oblio, e che a cinque anni dalla nascita di quest’ultimo arrivi (solo) il primo album. Spero che in futuro Amertune ci proponga nuove produzioni poichè in questo album ha dimostrato che di talento lo ha. 

VOTO: 90/100

TRACKLIST

1. Aurore
2. Ferments de Corruption
3.  Le Culte du Héros
4. La Voie est la Vertu
5.  L’Orbe du Monde
6. Sous l’Egide d’Eros

VIDEO

 

LINE UP

Amertune – Tutti gli strumenti

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