TITOLO: Emperor Of Sand
ARTISTA: Mastodon
GENERE: Heavy Metal
ANNO: 2017
PAESE: USA
ETICHETTA: Reprise Records

 

I Mastodon sono una band heavy metal fondata nel 2000 ad Atlanta, Georgia. Nel 2001 viene pubblicato l’EP Lifesblood, accolto con il consenso del pubblico e della critica, ma che ancora vede il gruppo ancorato al metalcore; solo nel 2002 con l’uscita dell’album Remission  i Nostri plasmano lo stile che li ha portati al successo. Il 2004 è l’anno di Leviathan, concept album basato sul romanzo Moby Dick di Herman Melville, il quale fu proclamato Disco dell’Anno da tre differenti riviste americane: Revolver Magazine, Kerrang! e Terrorizer. Il brano Blood and Thunder venne incluso nel videogioco del 2005 Need for Speed: Most Wanted e in Guitar Hero: Metallica. Dopo numerose apparizioni live, la band torna in studio per la realizzazione dell’album Blood Mountain (2006) e partecipa al tour dei Tool come band di supporto. Crack The Skye (2009) segna l’ascesa della band al successo mondiale, i Mastodon vengono considerati una delle più grandi metal band di inizio millennio. Nel giugno 2014 viene pubblicato Once More ‘Round the Sun. Emperor of Sand è il settimo album in studio, pubblicato nel 2017 dalla Reprise Records. Il full-length è composto da undici brani per circa cinquanta minuti di musica. Nell’incipit un uomo vaga nel deserto, metafora della malattia e delle avversità, riflettendo sul valore del tempo e della vita “Faith is in me, end I can see, tears are strong as ten thousand tongues (…) Memories of loved ones are passing me by”: il tema principale del concept è l’esorcizzazione della Morte, personificata dall’Imperatore di Sabbia, che avanza ineluttabile spingendoci verso di sé un respiro dopo l’altro. L’opening track è Curse of Satan, un brano dalla struttura semplice ma di impatto, tipicamente Mastodoniano. Segue Show Yourself,  con un cambio di registro evidente, un pezzo orecchiabile dalla melodia piuttosto lineare e dal ritornello pop che poco si confà al tono del concept, in grado di destare perplessità fan più accaniti.  Roots Remain è un pezzo malinconico, più melodico e introspettivo ma comunque poco convincente. La qualità sale nella seconda parte dell’opera, con brani come Andromeda, Scorpion Breath e Word to the Wise, e la closing track Jaguar God, il finale catartico dell’opera in cui il viandante trova una risposta alle sue riflessioni: “They say I ain’t bad, I’m the best that I’ve had and I know it ain’t right but I’ll fight my whole life just to prove that I was right”, una suite d’importante durata, sognante e nebulosa, in cui riecheggiano l’energia e l’ispirazione degli albori. Ciò che si nota dal principio è la scarsa incisività sia dal punto di vista musicale che stilistico: generalmente i brani hanno un inizio incerto, un ritornello poco entusiasmante e un valido intermezzo musicale che non è sufficiente ad innalzare il livello qualitativo dell’opera nel suo complesso; inoltre i testi sono grezzi ed effimeri se paragonati alla profonda complessità dei temi trattati. Anche dal punto di vista vocale il lavoro lascia insoddisfatto l’ascoltatore, e la sezione ritmica, di cui negli anni i Mastodon hanno fatto la loro forza, viene messa in secondo piano. L’idea generale è di un lavoro abbozzato, incompleto: La creatività c’è ma le idee non sono state curate e sviluppate concretamente. Con Emperor of Sand, i veterani dell’heavy metal allargano il giro puntando alla realizzazione di un album dalle sonorità più mainstream e povero di sperimentazione, facilmente fruibile da una platea piuttosto ampia non necessariamente appassionata del genere.  In sostanza i Nostri, pur realizzando un lavoro di tutto rispetto, non reggono il confronto con le glorie del  passato e perdono la loro impronta stilistica.

 

VOTO 65/100

TRACKLIST:

  1. Sultan’s Curse
  2. Show Yourself
  3. Precious Stones
  4. Steambreather
  5. Roots Remain
  6. Word to the Wise
  7. Ancient Kingdom
  8. Clandestiny
  9. Andromeda
  10. Scorpion Breath
  11. Jaguar God

 

 

LINE UP:

Troy Sanders – basso, tastiere, voce
Brann Dailor – batteria, voce
Brent Hinds – chitarra solista, voce
Bill Kelliher – chitarra ritmica, cori

WEB:

Facebook
Sito Ufficiale
Reprise Records

Lascia un commento:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *