TITOLO: Death Wish Woman
ARTISTA: Marche Funèbre
GENERE: Doom Metal / Death Metal
ANNO: 2018
PAESE: Belgio
ETICHETTA:  Grimm Distribution / Cimmerian Shade Recordings

Dieci anni sono passati da quando cinque amanti delle sonorità più tetre e oscure del Metal hanno unito le loro forze per dare vita ad una band che rapidamente ha scalato svariate posizioni fino a ritagliarsi il suo posto all’interno dell’undeground. Dieci anni da quando la prima formazione embrionale dei belgi Marche Funèbre prese vita nel 2007 dalle menti dei due chitarristi Peter Egberghs e Kurt Blommé e del bassista Roel Van Doorsselaere ai quali si unirono il cantante Arne Vandenhoeck e il batterista Dennis Lefebvre. La band si era formata con l’obbiettivo di riportare in auge i fasti del Doom Metal di gruppi come Paradise Lost, My Dying Bride, Anathema e i primi Katatonia. Un primo anniversario che arriva con una discografia composta da tre album intitolati rispettivamente To Drown (2011), Roots Of Grief (2013) e Into The Arms Of Darkness (2017), un EP di esordio dal titolo Norizon (2009), un singolo e due split-album usciti nel 2015, 2017 e 2018. Per festeggiare questo primo ragguardevole traguardo di carriera, la band di Mechelen ha deciso di realizzare un nuovo EP, Death Wish Woman, composto da tre nuove canzoni inedite e una cover di una delle band a cui il loro sound è ispirato, ovvero As I Die dei Paradise Lost. L’EP verrà rilasciato ufficialmente il 14 Ottobre.

Ad aprire questo nuovo lavoro è Broken Wings, canzone che si avvale di una introduzione acustica affidata alla chitarra la quale viene subito raggiunta dalla batteria che scandisce immediatamente il passo che avrà il pezzo. Un’intro di breve durata che apre la strada al Doom dall’incedere pesante della band belga, incattivito dalle vocals di stampo Death Metal. Una prima traccia impreziosita da incursioni Thrash Metal. Questo tipo di commistione, in altre situazioni, arriverebbe a far indignare pesantemente i puristi del Metal e invece la band, in barba ai dogmi e ai canoni, riesce a fondere tre correnti con molta abilità e grandi capacità regalando a chi ascolta una canzone che è in grado di essere aggressiva e dall’incedere greve allo stesso tempo, e che riesce anche ad avere delle aperture melodiche le quali unite al growl ed al cantato in pulito della parte finale portano la traccia verso un Epic Doom elegante. Apertura convincente. Death Wish Woman, title-track e singolo con cui la band ha voluto presentare l’EP, uscito il 14 Settembre sul loro canale YouTube, occupa la seconda posizione in scaletta. L’aggressività del sound del disco aumenta maggiormente e il connubio tra Death, Thrash e Doom diventa ancora più marcato e il risultato è una traccia veloce ma articolata nel riffing e nella ritmica intervallata a momenti più cadenzati che ricordano molto i Candlemass per epicità e ritualità. Si potrebbe quasi “etichettare” questa canzone come un Thrash / Death venato di Doom in quanto i primi due stili dominano sull’impronta originaria del gruppo belga, che però non viene messa in disparte e segna i momenti più intensi del pezzo. Veniamo ora a A Departing Guest, terza traccia. In termini di durata questa terza canzone è la più corposa di tutto l’EP ma che per tutta la prima parte dell’arrangiamento appare fin troppo lineare e troppo semplice nella sua costruzione tanto da spingere chi ascolta a chiedersi dove siano finite le soluzioni sonore delle prime due tracce ma è solo una impressione poichè i suoni che hanno subito reso questo lavoro convincente e piacevole fanno capolino all’improvviso riportando sia i tratti melodici, epici e aperti che lontani ma vicini echi di atmosfere sulfuree; l’andamento mantiene comunque una certa linearità anche nei cambi di tempo che caratterizzano la seconda parte del pezzo, ma non si rischia né la noia né la perdita di attenzione grazie alle alte capacità nel coinvolgere gli ascoltatori che la band dimostra. Giungiamo alle battute finali con l’unica cover, come anticipato in apertura, dell’EP, As I Die dei Paradise Lost. Il brano, tratto dall’album Shades of God, originariamente suonava con una carica emotiva molto potente, un’aura gotica intrisa di paura accentuata dalla batteria violata e quasi annullata dalle vocals che facevano apparire il tutto più distorto di quanto le chitarre riuscivano a fare lungo tutto il brano e melodie che portano alle vertigine che ne ha fatto uno dei brani più celebri della prima fase di carriera della band britannica. La versione dei Marche Funèbre rende il mood del brano originale più greve e aggressivo intensificandone le atmosfere, la rabbia, le emozioni e l’intensità originarie portandole su un piano più alto. Tecnicamente arrangiato ed eseguito con un gusto per i suoni pieni e una carica energica di grande impatto.

Una prova maiuscola che ci presenta una band coesa e in gran spolvero che taglia il suo traguardo decennale con immutata carica e pronta a investire tutta la sua anima, si spera, in nuovi e futuri progetti.

VOTO: 80 / 100

TRACKLIST:

  1. Broken Wings
  2. Death Wish Woman
  3. A Departing Guest
  4. As I Die (Paradise Lost cover)

LINE-UP:

Arne Vandenhoeck – Voce

Peter Egberghs – Chitarra / Voce

Kurt Blommé – Chitarra

Boris Iolis – Basso / Voce

Dennis Lefebvre – Batteria

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