TITOLO: Morte
ARTISTA: Malauriu
GENERE: Black Metal
ANNO: 2018
PAESE: Italia
ETICHETTA: Southern Hell Records

Dopo ben quattro anni pieni d’attività dall’esordio Presagi di Morte i Malauriu tornano sulla scena italiana con Morte, un nuovo lavoro in formato EP: nuovo per diversi motivi!
Primo punto in questione: la formazione è cambiata dal lavoro precedente e vede S.T. al basso, A. Schizoid come songwriter e chitarrista, A. Venor alla voce, Frozen alla batteria e Felis Catus alle tastiere, a differenza del terzetto comprendente solo Otis, Marbas e Asmodeus, unico membro presente della formazione iniziale.
Nuova anche la presentazione dell’EP: nonostante la lingua d’origine sia il siciliano, il titolo dell’EP è in italiano e quello delle canzoni in inglese e in latino, chiaro segno di evoluzione concettuale della band pur rimanendo ancorati alla forte tradizione italiana e siciliana. Morte, rispetto a Presagi di Morte, presenta dei suoni un po’ meno grezzi e un Black Metal più ritualistico, meno sfacciato e schietto.
I Malauriu dunque scelgono di percorrere una svolta che li pone davanti ad un nuovo punto di partenza che sicuramente andrà a maturare nei successivi lavori. Il che, di per sé, suonerebbe senza dubbio incoraggiante ad un qualsiasi ascoltatore in procinto di approcciarsi a questo nuovo lavoro. Pensiamoci bene: una band che cerca di disancorarsi da stilemi ormai troppo vagliati ed adoperati per proporre un qualcosa che possa essere quanto più evoluzionistico possibile; non parliamo certo di chissà quale frontiera avanguardistica, ma tant’è. I siciliani hanno deciso di compiere un nuovo passo in avanti, cercando di sfondare nuovi orizzonti e di porre la propria proposta sotto una nuova luce: non un rinnego bensì una prospettiva differente, data anche dalle diverse lingue adoperate. Un modo per arrivare a persone differenti, per avvicinare più pubblico ad un progetto che sicuramente merita attenzione e considerazione, soprattutto alla luce di questa piccola “svolta”, volendo adoperare un termine forse un po’ forte ma in fin dei conti calzante. Potrei esser brutalmente sincero, dichiarando quanto fossero buone le premesse, non rispettate in toto dalla poca varietà che ho riscontrato lungo tutto l’arco dell’EP. Partiamo però dal positivo: Morte sa sicuramente dirci il fatto suo, risultando valido e forse un po’ monolitico, data l’importanza dei brani ed il suo apparire maestoso, come un blocco inattaccabile, compatto e granitico. Una coltre di nero impenetrabile avvolge i Malauriu, bravissimi nel donare al comparto strumentale una vera e propria aura di pesantezza. Una brillante incudine oscura ripetutamente scalfita da frecce e spade, impossibile però da sfregiare od anche solo da bloccare. Proviamo ad immaginare un carro di juggernaut fatto procedere lungo un rettilineo: la sua enorme mole spaventerebbe ogni tipo di ostacolo, fisico o materiale ch’esso possa eventualmente essere.
Così ogni pezzo di Morte, un vero e proprio avanzare inarrestabile, pesantissimo, in incedere dal passo possente e ben saldo, capace di affondare le proprie ruote nel terreno. Come qualità principe di questo EP segnalerei dunque questo insieme di peculiarità… portatore, però, di dolenti note a suo carico. Cosa mi ha dunque spinto a propendere per questa valutazione? Forse, l’eccessiva monotematicità e la mancanza di elementi che possano effettivamente far spiccare un brano anziché un altro. Morte avanza spedito, ma proprio come la Morte, sembra a volte non curarsi di quello che gli accade intorno, facendo razzie indipendentemente e senza apparente cognizione di causa. Una sorta di ripetitività di fondo smorza eccessivamente un discorso che, alla luce delle novità messe in evidenza ad inizio articolo, avrebbero potuto esser sfruttate assai meglio di come invece è avvenuto. C’erano elementi per differenziare i vari pezzi, per farli spiccare; a parte l’uso della lingua, non ho purtroppo trovato altro. Sembra quasi che i Malauriu vogliano presentarci un lavoro onesto, anziché d’impatto. E chiariamoci, l’onestà in musica (come nella vita) paga sempre e comunque bene. I Nostri hanno consegnato forse un anticipo di quel che sarà un discorso molto più ampio, ma lo fanno senza “osare”, rimanendo ancorati a schemi musicali fissi e non in grado di donare chissà che drammaticità o dinamicità alla tracklist tutta. Al contempo, servono un tipo di Black in grado di farsi ascoltare senza troppa curiosità, facendo forse la gioia dei puristi ma non propriamente quella di chi ricerca in una qualsivoglia release un aspetto che possa spiccare, che possa spingerci a riascoltare più di una volta quanto già udito. Ripeto, però, di voler vedere il bicchiere mezzo pieno. Un EP onesto di sole cinque tracce, troppo presto per potersi lanciare in chissà che discorsi o disamine. Vorrei attendere i Nostri al varco, promuovendoli senza dubbio ma non risultando troppo di manica larga. La strada è ancora lunga, sono sicuro che i Malauriu sapranno stupirci come si deve. Sino ad allora, posso congedare Morte con onore, risparmiandomi però pubblici encomi o lodi. Al momento, non posso sbilanciarmi.

VOTO: 75/100

TRACKLIST:

01. Ad Insidia Diaboli
02. Vortex Of Supremacy
03. Revenge Of The Shadows
04. Behold The Damnation
05. Cornucopioides

http://I5KxPU0JhlE

LINE UP:

S.T. – Basso
A. Schizoid – Chitarra, songwriting
A. Venor – Voce
Frozen – Batteria
Felis Catus – Keyboards

WEB:

https://www.facebook.com/malauriuofficial/

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