TITOLO: Catharsis
ARTISTA: Machine head
GENERE: Metal
ANNO: 2018
PAESE: USA
ETICHETTA: Nuclear Blast

I Machine Head non hanno bisogno di presentazioni: il gruppo californiano è una delle più celebri band metal al mondo attive dagli anni 90, che con il successo di Burn My Eyes e The More Things Cange hanno segnato un’intera generazione – la mia – cementando le basi del loro successo.  Nel corso degli anni i Nostri hanno avuto una carriera altalenante, con album di buona riuscita come The Blackening (2007) e flop come Supercharger (2001), fortemente criticato dalla critica e dai fan. In quanto alle scelte stilistiche, Catharsis si riallaccia al precedente Bloodstone And Diamonds, ma con metodologie e risultati nettamente diversi. Dal punto di vista musicale, l’album si rifà palesemente allo stile degli Slipknot, e il cantato, in particolare nelle parti melodiche, ricorda quello del frontman Corey Taylor. Il full-length presenta tematiche molto attuali e largamente discusse, quali la lotta al razzismo e alla corruzione del sistema, la promulgazione degli ideali di libertà ed uguaglianza; tuttavia i temi sono sviluppati in modo poco ponderato e inconsistente, con un songwriting a tratti imbarazzante: l’esordio f* the world  è uno stereotipo largamente utilizzato che, seppur in grado di ingraziarsi i consensi del pubblico, più si confà alla ribellione adolescenziale che ad una coscienziosa affermazione di ideali. L’opening track è Volatile – da molti tradotto erroneamente in italiano con il termine “volatile” ma che in realtà qui significa volubile, incline alla violenza: “sick of the racists, sick of this s*it, sick of them telling me it’s immigrants, sick of the phonies on my phone screen sick of the NRA trying to scare me (…) times are volatile, this world is fucking volatile” è un esordio diretto e di impatto, violento e dai ritmi serrati, ma che ricorda molto i già citati Slipknot. A seguire la title track Catharsis, che vede un cambio repentino di stile: il brano alterna parti melodiche con elementi elettronici e momenti dai ritmi più accelerati e dagli assoli intricati, è un pezzo commerciale con un ritornello catchy dal facile sing along che lascerà perplessi i fan storici “the only thing keeping me sane, the music in my veins / If these words are my fists, this is my catharsis”. Tra le tracce di peggior riuscita troviamo la pop ballad Bastards, decisamente fuori contesto e dal tono trito e buonista: “stand your ground, don’t let the bastards grind you down, be bold , be strange don’t let their fears make you afraid! There’s hope, we’ll change(..) Remember there is love! Our words can stop their guns”. Tra i migliori brani della produzione si distingue Heavy lies the crown, una critica aspra alla macchina della guerra, con lyrics e sonorità più originali e ragionate. In questo contesto vengono inserite, forzatamente, ballad dagli inserti melodici, ritmi lenti ed arpeggi acustici come nei brani Behind the Mask, Catharsis, Bastards. Inoltre la band riproduce maldestramente lo stile dei Pantera e degli Slayer, con sfumature post-grunge – come in California Bleeding – ma soprattutto, i Nostri ripescano a man bassa dal proprio passato nu metal, in particolare rifacendosi all’album Supercharger, e dal nu metal e rap rock dei primi anni 2000 come Korn, Limp Bizkit, Avenged Sevenfold, Rage Against The Machine e perfino Papa Roach, Disturbed, Creed, Godsmack e Hollywood Undead: il brano Hope Begets Hope ne è un esempio lampante. Per quanto mi dolga dirlo, nel complesso Catharsis è un’opera deludente; seppur con l’intento di veicolare un messaggio sociale – e di raggiungere una nuova fetta di pubblico e di mercato-  la band ha riunito una miscellanea dei più disparati cliché convenzionali e mainstream, realizzando un lavoro vergognosamente superficiale, sintomo di un profondo letargo creativo.

                                              VOTO 55/100

TRACKLIST:

1.  Volatile
2.  Catharsis
3.  Beyond The Pale
4.  California Bleeding
5.  Triple Beam
6.  Kaleidoscope
7.  Bastards
8.  Hope Begets Hope
9.  Screaming At The Sun
10. Behind A Mask
11. Heavy Lies The Crown
12. Psychotic
13. Grind You Down
14. Razorblade Smile
15. Eulogy

LINE UP:

Robb Flynn – voce, chitarra
Dave McClain – batteria
Phil Demmel – chitarra
Jared MacEachern – basso

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Nuclear Blast Records

 

 

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