LECTERN – Deheadment for Betrayal

TITOLO: Deheadment for Betrayal
ARTISTA: 
Lectern
GENERE: Death Metal
ANNO: 2018
PAESE: Italia
ETICHETTA: Via Nocturna

Qui capro ci cova. Altro che gatti, amici lettori… è proprio di belve cornute, che parliamo. Di mufloni ed arieti assatanati, intenti a caricare ogni ostacolo (umano o meno che sia), ogni distrazione decida scioccamente di frapporsi sulla propria traiettoria. Del resto, stringendo fra le mani un disco dei Lectern, romanissimi alfieri del Death Metal più intransigente e tradizionalista, non potremmo certo aspettarci delicate carezze o melodie di gusto languido. Tutt’altro, ringraziando il cielo; tutt’altro! Per chi come il sottoscritto è sempre affamato di brutalità e cattive maniere a buon mercato, ecco che Deheadment for Betrayal (ultima fatica del combo capitolino) giunge prepotente a saziare quell’insanabile appetito di morbosità ed eccessi. A mo’ di diavolo intento a rovesciarti un calderone di lava incandescente lungo l’esofago, Deheadment… fa esattamente ciò che un qualsiasi disco Death Metal dovrebbe fare, obbligatoriamente – per quel che mi riguarda, of course -; cioè distruggere, annichilire, soffocare, spezzare, rompere, innescare un esplosivo talmente pericoloso dal poterlo far detonare anche solo osservandolo. Partiamo dal principio: non siamo di certo dinnanzi ad una svolta significativa per il genere o comunque anche solo marginale, lieve. Tutto il contrario, i Lectern non fanno altro che sottolineare la propria totale e ferma devozione a stilemi considerati sacri ed inviolabili. Il loro sancta sanctorum vede incise, sulle proprie pareti, nomi di spicco: Morbid Angel su tutti, quelli dell’ABC (Altars of Madness, Blessed are the Sick, Covenant), più varie statue e monili innalzati in onore dei Deicide migliori; verrebbe da considerarli dei Glenbentoniani, qualora la Crusca decidesse di inserire nel vocabolario questo termine. Molti di voi (e già vi osservo… non nascondetevi!) staranno già storcendo il naso, pensando all’ennesimo disco fotocopia, all’ennesimo riciclo. Di sicuro, lungo i solchi di Deheadment non troverete quel che la modernità vi offre, è bene che questo lo specifichi e sottolinei ancora una volta. Quel che si nasconde fra tracce come Placid Must Defunct Pamphlet Spawn at Gelid Crypt Satan non è altro che la più pura essenza della covata malefica. I germi cannibali e mai sazi di carne che tanti appassionati della vecchia scuola riconosceranno e, per forza di cose, adoreranno. Il punto forte dei Lectern è proprio questo, dopo tutto: riconoscersi volenterosi di portare avanti un discorso old school e coerente, senza mai (e dico mai) aver ammesso il contrario, dimostrandosi totalmente disinteressati nei riguardi delle evoluzioni succedute al periodo d’oro del Death. Mi fossi trovato dinnanzi ad un disco prodotto da una band autoproclamatasi come la “nuova sensazione del Metal italiano”, allora avrei anche potuto avere dei dubbi… e magari bocciare in maniera stoica Deheadment. Fortunatamente il tutto va controcorrente all’ipotetico discorso appena fatto, poiché il punto forte di questo platter risulta esattamente il parlar chiaro posto alla base dell’intero progetto Lectern: una compagine schietta, prepotentemente veritiera e decisa più che mai a portare avanti un discorso fatto di coerenza e stoicità a non finire. Mi verrebbe da paragonarli ad altre realtà nostrane, pur appartenenti a generi differenti. Baphomet’s BloodViolentor, Witchunter e compagnia; un juggernaut in folle corsa sul quale i Lectern possono accomodarsi e stappare più di qualche birra in compagnia dei loro sodali, tutti accomunati dalla passione per il lato più viscerale e primigenio del Metal. Quando il genere veniva suonato per far voce al ribollire dello stomaco, e non per strappare qualche applauso o consenso da questo o quel critico. In un mondo di artefatti, di suoni di plastica e voci angeliche, ben venga la maleducazione di questi briganti. Suoni catacombali, urla, ruggiti, nocche ed ossa spezzate. Questo, il prodotto finale. Abbiate voglia di divertirvi con un disco che suoni maledettamente Death da inizio a fine, Deheadment for Betrayal farà al caso vostro. Otto tracce di velocità, grezza brutalità e tanto, tanto odio e voglia di menar le mani.

VOTO: 85/100

TRACKLIST:

1. Deheadment for Betrayal
2. Placid Must Defunct
3. Daedal of Thy Wrath Unchrist Altar
4. Provvid Ad Gemel Confessor
5. Leals Shalt Kill
6. Perturb In Lamb Thronal
7. Dogmatician of Predicator
8. Pamphlet Spawn at Gelid Crypt Satan

Line Up:

Fabio Bava – Basso, voce
Marco Valentine – Batteria
Pietro Sabato – Chitarra
Gabriele Cruz – Chitarra

WEB:
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