TITOLO: Oikoumene
ARTISTA: Inside Mankind
GENERE: Progressive Metal (White Metal)
ANNO: 2015
PAESE: Italia
ETICHETTA: Qua’Rock Records

Le eccezioni sono sempre le mie preferite. Capita a volte di trattare sottogeneri del metal molto particolari e risulta quasi sempre interessante analizzarne le peculiarità e le somiglianze coi generi cardine. Ci si trova dunque a paragonare scelte musicali atipiche con quelle più prototipiche dei generi originari. Cosa accade però quando l’eccezione non sta nella musica, bensì nel testo?
Gli Inside Mankind sono una virtuosa formazione Progressive Metal di Arezzo e nel 2015 si presentano col loro primo full Oikoumene. La loro particolarità sta infatti nei testi: si parla di White Metal quando le lyrics fanno riferimento ad elementi di fede cristiana. Non vi sono deviazioni musicali dal momento che ciò influenza soltanto i testi e non vi sono generi nei quali questo è escluso: il White Metal è arrivato persino nel Black Metal dove assume la connotazione “Unblack Metal”*
Oikoumene si apre con la virtuosa Out Of The Loop, che rappresenta il brano-manifesto dell’album: un messaggio di positività e degli stilemi musicali degni dei migliori Nightwish, Epica, Dream Theater e in piccola parte Symphony X: per raggiungere la felicità bisogna uscire dai circoli viziosi della vita ed ambire alla virtù “Slave of a senseless world, time to foresee my freedom, I see You -God-. Change yo be overtuned, I’m out of the loop!“.
City è il secondo brano dell’album: un inizio in vivo, senza introduzione, l’aggiunta del growl e una leggera inclinazione al Progressive Death dimostrano come nulla sia stato inserito a caso in Oikoumene. Le strumentali e la voce del soprano lirico Claire Briant Nesli rimangono costantemente virtuose, ma equilibrate grazie all’utilizzo del ritornello, non sempre scontato e spesso sottovalutato in questi contesti. Molto singolare qui il riferimento alle Beatitudini Evangeliche: Le Beatitudini sono quegli elementi che ci accomunano a Cristo, essendo esse la vita di Cristo ed Egli stess. Con Forty siamo nel pieno di questa complessa e simbolica opera: non aumenta solo l’aggressività del sound, ma anche la determinazione nel volersi liberare dal male innato dentro di noi (“Your will is all I need to win against this darkness, give me strenght to fight this war“).
Arriviamo a quella che potrebbe essere definita la ballad dell’album: Magdalene. Più morbida e forse più allegorica dei precedenti brani, la figura di Maddalena, importante seguace di Cristo, viene usata come metafora per la ricerca della salvezza attraverso una figura concreta. Così come si concretizza il tributo a livello musicale, così anche il percorso verso la salvezza (“Leave your anxiety, leave your misery, there’s another way to live this world“). Il passaggio di mood tra Keep Me By The Stars e Uneasy, le due tracce seguenti, è un chiaro messaggio coerente col concept: a volte si può perdere fiducia in questo lungo percorso verso la ricerca di sè stessi e sentirsi soli, sino a cedere perfino alla paura. Questa paura, ben espressa da Fear, passa attraverso Toccata, una strumentale di stampo  in parte Progressive Neoclassico, in part Symphonic Metal giapponese, emblema del caos che questo percorso può portare all’anima umana. Non è un caso che proprio in Fear siano presenti componenti estreme come il growl e, a sorpresa, il Blast Beat, soluzioni tipiche dell’Extreme Metal.
Arriviamo dunque a Phariseum, penultima traccia dell’album. La figura del fariseo risulta essere decisamente la più esplicativa per questa sezione dell’album, poichè i farisei erano una setta religiosa particolarmente ancorata ad un rigorismo etico e seguivano alla lettera le leggi della tradizione mosaica: è possibile ritrovare se stessi seguendo rigidamente una tradizione, o al contrario si finirà in un apocalittico giudizio di fallimento?
La risposta la troviamo in Human Divine, ultima traccia che potremmo definire in un certo senso una suite: divisa in tre parti, traccia la conclusione finale della purificazione dal peccato: il passaggio da Human, attraverso Divine sino a Oikoumene, title-act del fullè un chiaro messaggio: solo entrando nella casa (Oikoumene, abitazione) del signore, troveremo la pace eterna e allontaneremo il peccato, fonte di dannazione e ostacolo in questo percorso spirituale.

VOTO:90/100

*http://www.metalwinds.org/2017/articoli/unblack-metal-post-black-blackgaze-le-nuove-frontiere-del-black-metal/

TRACKLIST:

01. Out Of The Loop
02. City
03. Forty
04. Magdalene
05. Keep Me By The Stars
06. Uneasy
07. Toccata
08. Fear
09. Phariseum
10. Human Divine (Human, Divine, Oikoumene)

LINE UP:

Claire Briant Nesli – Vocals
Francesco Monaci – Guitar and backing vocals
Christian Luconi – Bass
Matteo Bidini – Drums
Valerio Dalla Ragione – Keyboards

WEB:

https://www.facebook.com/InsideMankind/

 

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