INNERSPHERE – Amnesia

TITOLO: Amnesia
ARTISTA: 
InnerSphere

GENERE: Melodic Death / Thrash Metal
ANNO: 2018
PAESE: Repubblica Ceca
ETICHETTA: MetalGate

Partiamo da un presupposto fondamentale: chi vi scrive ha da sempre, sin dagli albori della sua vita da metalhead, considerato la Repubblica Ceca fondamentale per la musica più estrema, oscura ed intransigente. Del resto i fatti parlano chiaro, molto del Black Thrash fondamentale per l’intera scena europea deriva proprio dalla terra dei Golem. Basterebbe pensare a realtà quali Master’s Hammer Root, scavando più in profondità ci imbatteremmo in nomi del calibro di Torr Fata Morgana; un pugno di band di sicuro ben solido, eretto su pilastri affondanti le proprie radici negli albori dell’Estremo, nelle sue prime indimenticabili incarnazioni. Proprio per questo motivo troverei quanto meno singolare imbattermi in una realtà, se vogliamo, agli antipodi di quel che la tradizione ceca impone (od imporrebbe, a questo punto!). Girovagando nel “nuovo” sottobosco ecco dunque gli InnerSphere, compagine boema attiva da soli tre anni e giunta proprio lo scorso Aprile alla pubblicazione del suo primo full-length, Amnesia, licenziato dalla MetalGate. Una sorpresa, dunque: decisamente piacevole, aggiungerei, per nulla in grado di farmi storcere il naso o di farmi “giocare” al metallaro troppo chiuso ed intransigente. Non parliamo certo di un gruppo “rivoluzionario” nel vero senso della parola, meglio specificarlo sin da subito; la proposta degli InnerSphere è infatti semplice quanto diretta, funzionale alla voglia di picchiare duro pur suonando comunque melodica al punto giusto. Un bel compromesso fra aggressività ed espressività, slanci drammatici ben spalmati su di un comparto estremo evidente in ogni situazione. Dalla voce al buon numero di bei riff presenti, passando per la sezione ritmica: i nostri boemi colpiscono forte e leniscono i nostri sopraffatti sensi con una punta di “romanticismo” ben diffusa ed intelligentemente sparsa. Prendiamo un macigno come Slaughter of The Soul ed aggiungiamoci passaggi più moderni e vicini ai giorni nostri; qualcosa dei Battlecross o degli Skeletonwitch, più in alcuni casi rimandi agli Ex Deo ed ai Kataklysm. Miscelando bene il tutto si otterrà Amnesia, che per quanto possa suonare abbastanza “derivativo” in alcuni punti, riesce comunque a lasciar trasparire più di qualche slancio “personale”. Singolare, a parer mio, la voglia del gruppo di donare alle proprie composizioni quel tocco d’ossianica sofferenza; dipingere la musica degli InnerSphere è infatti semplice, basterebbe appunto prendere in esame un dipinto come l’Ossian di Françoise Pascal Simon Gérard. Il bardo eroe adagiato su di una scogliera, lo sguardo malinconico e sofferente a fungere da contraltare alla voglia di narrare di Dei e cavalieri, un cielo plumbeo nero pece, a malapena squarciato da un lampo di luce. Un associazione forse troppo audace? Eppure, amici lettori, questo è quel che la musica di questi giovani cechi è riuscito a suscitarmi. Un Metal sì estremo eppure melodico, a tratti aggressivo a tratti sofferto e sofferente; un pizzico di personalità in più non guasterebbe, lo riconosco e rivendico questa mia opinione… eppure, almeno per il momento, vorrei incolpare solamente il tempo e non le qualità di musicisti che – a parer di chi vi scrive – sono decisamente sulla buona strada. Un concept magari più mirato e ragionato potrebbe aiutarli nel donare maggiore personalità alla propria musica, plasmando quest’ultima lungo le peculiarità di un tema più evidente, marcato. Non mancano, i boemi, di far riferimento a tematiche supernaturalistiche, mistiche, spirituali; chissà se una puntualità maggiore non possa aiutarli, in futuro…

VOTO: 75/100


TRACKLIST:

1. Proem
2. Shape the Nihilism
3. Black Forest
4. Tell Me
5. Asylum
6. Presence
7. Amnesia
8. Impure
9. When The Empire Falls
10. Deceased


Line Up:

Mira Litomericky – chitarra, voce
Katas – basso, voce
Tomas “Lebi” Lebenhart – batteria
Lukas Mai – chitarra


WEB:

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