F.U.B.A.R – WELTSCHMERZ

TITOLO: Weltschmerz
ARTISTA: F.U.B.A.R.
GENERE: Grindcore
ANNO: 2017
PAESE: Olanda
ETICHETTA: F.D.A. Records

 

Pensate ad un suono molto distorto, a tratti disturbante, accompagnato da riff irregolari e dal growl nitido utilizzato solitamente nei gruppi Melodic Death Metal: ecco i F.U.B.A.R., band olandese in attività dal 2001, la quale diviene in breve tempo esponente della scena grindcore locale, unendo nel suo sound elementi blackened crust ad un’atmosfera più melodica. Si raccomanda di non confonderli con altre omonime band americane, dalle quali si distinguono per il genere, in quanto quest’ultime suonano (o suonavano) Thrash Metal.

Questo mix di sonorità lo si percepisce già dal primo ascolto del loro terzo full-length Weltschmerzrilasciato dall’etichetta F.D.A. Records il 24 Marzo del 2017, composto da 14 tracce. La title-track strumentale introduce il lavoro con impennate di chitarra distorte, brevi ma decise, riconoscibili anche in alcuni gruppi Black o Death e sovrapposte ad un lungo riff acuto e prolungato. Le grezze distorsioni continuano nella seconda traccia Exhaustion, nella quale però subentrano il rapido growl del cantante Luc e nuovi riff puliti, dal carattere più melodico. Consumed è la traccia che, quando parte, dona una nuova linfa all’ascolto, intensificando ulteriormente la velocità degli strumenti e variando le ritmiche nel suo proseguimento. Paranoia risulta al contrario piuttosto noiosa, nonostante venga mantenuta la ritmica molto veloce delle precedenti, mentre Dead comincia diversamente dalle altre presentando un inizio anche qui quasi melodico, caratteristica che verrà mantenuta nel resto del pezzo. Storm ripresenta le stesse caratteristiche di Paranoia, fatta eccezione per qualche cambio di ritmica, mentre Light propone un cambio di ritmo anche nella voce, che non “corre” più ma tende a seguire meglio il resto degli strumenti, anch’essi smorzati nella velocità; interessante la presenza, in questo brano, di un arpeggio distorto ripetuto più volte verso il finale. Dopodichè tocca a Forsaken, con la quale ritorniamo a ritmiche velocissime, che però si tramutano in impennate brevi, regolari e quasi piacevoli all’ascolto verso il finale. Ennesimo ritorno alla monotonia con Shadows e Repent, che potrebbero senza stupore alcuno essere confuse con le prime tracce del disco, stesso discorso per Hell e Tombs, anche se quest’ultima viene salvata dalla sua brevissima durata. Demons promette bene con un inizio melodico, ma non si rivela tanto diversa dal già sentito, fatta eccezione per la voce che sembra leggermente più in linea con l’accompagnamento e un’interruzione melodica a metà; Void chiude le danze a mo’ di outro dell’intero album, proponendo la stessa ritmica di Weltschmerz in una sorta di prolessi.

Weltschmerz è un incontro di ritmiche e stili non adatto a tutti gli ascoltatori: consigliato a chi ama la velocità estenuante e i suoni disordinati, sconsigliatissimo a chi ricerca nella musica qualcosa di più, che sia un’atmosfera evocativa, un suono chiaro e diversificato o semplicemente un disco che non proponga sempre la solita solfa con le ritmiche.

VOTO: 60/100

TRACKLIST:

  1. Weltschmerz
  2. Exhaustion
  3. Consumed
  4. Paranoia
  5. Dead
  6. Storm
  7. Light
  8. Forsaken
  9. Shadows
  10. Repent
  11. Hell
  12. Tombs
  13. Demons
  14. Void

 

LINE-UP:

Luc– voce

Paul– batteria

Bas– chitarra e basso

Mark– chitarra

 

WEB:

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About Giada Caserini 7 Articles
08/08/1996 Lombardia-Italy Amo la buona musica, gli animali e scrivere.

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