EVERSIN – Armageddon Genesi

EVERSIN – Armageddon Genesi

EVERSIN – Armageddon Genesi

TITOLO: Armageddon Genesi
ARTISTA:
Eversin
GENERE: Thrash Metal
ANNO: 2018
PAESE: Italia
ETICHETTA: My Kingdom Music

Li avevamo lasciati alle prese con il validissimo Trinity: the Annihilation, appena tre anni fa. Un disco pesante, massiccio, oscuro ed opprimente. Nomen omen, in quanto la voglia di annichilire l’ascoltatore a suon di devastanti bordate sonore era ben presente, lungo tutta la durata del penultimo nato di casa Eversin. Una release che aveva – ed a ragione – esaltato i metalheads nostrani più vicini ad un certo modo “guerresco” di intendere il Thrash Metal; violenza senza quartiere, mista ad un plumbeo disfattismo. Come se quelle otto tracce altro non fossero che possenti juggernaut ciechi, sordi ma non certo muti. Il loro unico scopo? Radere al suolo qualsiasi cosa. Distruggere per annullare, non certo per costruire. Trinity… lasciava intendere proprio questo: per il pianeta in cui viviamo non c’è altra soluzione se non il collasso, la fine più decisiva ed irreversibile. Premesse incoraggianti… soprattutto se ad esse è effettivamente seguito un disco come Armageddon Genesi, coronazione del discorso iniziato nel 2015 e totalmente giunto a compimento in questo 2018. Il suono della fine, il rintocco della fatal campana: è questo il modo che adopererei, personalmente, per definire un platter di questa portata, capace di affermare totalmente gli Eversin e di renderli ben più di una band da tenere sott’occhio. Partendo dal principio, risulta senza dubbio lodevole la volontà di questi ragazzi di rendere il proprio sound così particolarmente schietto e genuino, lontano da contaminazioni eccessive le quali avrebbero di fatto minato la buona riuscita del concept posto alla base del tutto. Come narrare la fine del mondo, come parlare dell’Armageddon se non a ritmo di sferragliante intransigenza sonora? Semplicemente, non si poteva fare altrimenti. Basterebbe anche solo Legions a descrivere appieno Armageddon GenesiManifesto programmatico di forza e brutalità, posto in apertura (dopo l’inquietante intro A Dying God Walks the Earth) quasi nell’atto di sfidare gli ascoltatori. “Arrivate sino in fondo, se ci riuscite”. Un biglietto di sola andata per l’oblio più totale, un viaggio fra riff sanguinolenti e trascinanti misti ad una sezione ritmica tritaossa, per non parlare delle vocals sempre acide e violente, corrosive al punto giusto. Il suono dell’apocalisse, il suono del termine. Non è un Thrash udibile tutti i giorni, non è certo un qualcosa di scontato o magari banale, pur attingendo a piene mani da un vasto repertorio. Nel sound degli Eversin ben si fondono i Testament più massicci, passando per sensazioni tipiche di band come Slayer o magari passaggi leggermente più complessi debitori al grande Jeff Waters. Thrash, Thrash ed ancora Thrash, ben “piegato” al servizio di un’idea, di un concetto sviluppato nel migliore dei modi. Ascoltare brani come Soulgrinder Where Angels Die fa effettivamente venir voglia di precipitarsi fuori a prendere una boccata d’aria, tanto il comparto sonoro risulta soffocante, d’assalto, come se fossimo stati di colpo ingoiati da una densa nube di terra e fuliggine. Qualora ci trovassimo già fuori, direste? Beh… in quel caso, il primo pensiero sarebbe cercare un riparo dalle bombe che vedremmo cadere dal cielo! Almeno, questa è la sensazione che ho provato ascoltando Havoc Supreme durante una tranquilla passeggiata; rivelatasi, successivamente, una tragica gita fra macerie e carri armati pattuglianti una città demolita, disintegrata, rasa al suolo. Per non parlare di un gran finale coi fiocchi, affidato ad un brano di quasi nove minuti: quella To The Gates of Abyss ed i suoi rallentamenti killer, le sue cadenze assassine. Tetra marcia verso un baratro senza fine, buco nero pronto a fagocitare ogni speranza, ogni sogno, ogni anche lieve traccia di positività. Un album pesante, senza dubbio. Un disco in grado di dire la sua, di parlare, di creare nella nostra mente un immaginario, un mondo da toccare e percepire a suon di potenza sonora. Gli Eversin riescono a farsi notare, bissando il successo di tre anni fa. Confermandosi e risultando migliori al contempo. Una gran prova, quella di IgnazioGiangabrieleAngelo Danilo, ai quali si sono uniti addirittura due special guest di enorme rispetto: il compianto Ralph Santolla (presente in Soulgrinder) ed il vocalist Lee Wollenschlaeger (Malevolent Creation, comparso nella titletrack), ben felici di aver apportato la propria firma sulla release (almeno sino a questo momento) più importante del quartetto siculo. Come suona, la fine del mondo? Semplice… basta inserire Armageddon Genesi nel proprio lettore, per scoprirlo!

VOTO: 80/100

TRACKLIST:

1. A Dying God walks the Earth
2. Legions
3. Jornada Del Muerto
4. Soulgrinder
5. Havoc Supreme
6. Where Angels Die
7. Seven Heads
8. Armageddon Genesi
9. To The Gates of the Abyss

Line Up:

Ignazio Nicastro – basso
Giangabriele Lo Pilato – chitarra
Angelo Ferrante – voce
Danilo Ficicchia – batteria

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marek

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