TITOLO: Idho
ARTISTA: Duirvir
GENERE: Melodic Black/Doom Metal
ANNO: 2014
PAESE: Italia
ETICHETTA: Indipendente

I Duirvir nascono dall’idea dei due chitarristi Iskhathron e Ithydvea, nel 2011 a Palmanova (Udine), di dar vita a un progetto ricalcante le sonorità Melodic Death degli Amon Amarth, anche se dopo l’entrata del batterista le sonorità si contaminano con Doom e Atmospheric Black. Dopo mesi di ricerche entra ufficialmente come bassista Galar, a cui si deve inoltre il logo ufficiale della band. Nel 2012 si esibiscono per la prima volta dal vivo e iniziano a registrare la prima omonima demo, disponibile dall’anno successivo, che rappresenta la storia evolutiva iniziale del gruppo, dal Melodic Death, ad un Black/Doom atmosferico. A ottobre del 2014 esce Idho, la cui elaborazione grafica è a cura di Galar. In questo lavoro si percepisce intensamente il desiderio di convogliare più generi estremi per creare qualcosa di nuovo: lo stile vocale spazia infatti dal growl tipicamente Death ai lamenti strazianti del Black, così come la batteria da blast beat a parti più minimali, le chitarre da riff serrati ad arpeggi più puliti e respirati, talvolta strizzando l’occhio ad Alcest e Agalloch, talvolta ai primi Amon Amarth. Purtroppo la resa generale dei suoni risente dell’autoproduzione, e questo in alcuni punti mina leggermente la godibilità dell’ascolto, in particolare laddove gli strumenti eseguono parti soliste. Inoltre, per quanto sia interessante, seppur non così innovativa, l’idea di fondere i generi di cui sopra, in Idho questa fusione è ancora piuttosto grezza, i passaggi dalle parti Black/Death all’Atmospheric non sono fluidi ma staccati tra di loro, come se invece di fare qualcosa di nuovo si avesse fatto un accostamento di generi, in un continuo cambiamento di sonorità, velocità, stile e tecniche di esecuzione. Questo non è necessariamente un aspetto negativo: infatti il continuo cambiamento porta qui a evitare la rischiosa ripetitività in cui è facilissimo cadere suonando Black, Death o Doom, ma per renderlo un punto di forza serve ancora molto lavoro, molta consapevolezza e molta crescita. Le basi ci sono, la stoffa anche. Per un prossimo lavoro ci si può aspettare uno sviluppo interessante, se si riesce a dare una forma più definita a questa scultura di argilla.

VOTO: 70/100

TRACKLIST:
1. The Life’s Birth
2. Winter Solstice
3. In Death, In Faith, In Blood
4. On the Mounds Of The Past
5. Ethereal Distance

LINE UP:
Iskhathron – Voce, chitarra
Ithydvea – Chitarra
Galar – Basso
Rashgroth – Batteria

WEB:
Bandcamp

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