DREARINESS- My mind is too weak to forget

DREARINESS- My mind is too weak to forget

DREARINESS- My mind is too weak to forget

TITOLO: My mind is too weak to forget
ARTISTA: Dreariness
GENERE: Depressive Black Metal/Shoegaze
PAESE: Italia
ANNO: 2013
ETICHETTA: Nostalgia Productions

Nella ricerca di sonorità evocanti sofferenza, disagio interiore, male di vivere, misantropia e ripugnanza verso ciò che compone la realtà che ci sta intorno, viaggiamo spesso e volentieri attraverso le gelide note del Depressive Black Metal scandinavo o francese, le due zone d’europa che possono vantare il ruolo di culle dei maggiori artisti di questo filone. Ma è davvero necessario andare all’estero, quando i talenti li abbiamo in casa? Conosciamo così i Dreariness, trio made in Italy direttamente dalla storica capitale, da non confondersi con l’omonimo gruppo messicano.

Fondato nel 2012, il progetto fonde il graffiante scream della cantante Tenebra all’accento melodico, poetico ed atmosferico caratterizzante generi come il post Rock o lo Shoegaze, dando vita al primo album My mind is too weak to forget il 16 Gennaio 2013, di casa Nostalgia Productions. Pronti ad esplorare una nuova sfaccettatura di Roma, malinconica ed evocativa come non l’avete mai sentita?

Ad accogliere l’ascoltatore è un sottofondo di quelle che potrebbero essere onde marine che, in una giornata di pioggia, si arenano violentemente sulla spiaggia introducendo la prima traccia del disco: Reminiscence, strumentale e di breve durata, suonata su note acute accentuanti il senso di angoscia crescente che vuole trasmettere l’immagine mentale di un mare in burrasca. Succede poi Coming Home, i cui riff regolari e melodici sono spezzati dalle urla di Tenebra, che conferiscono al pezzo, molto apprezzato dagli amanti del genere, la ricercata dose di ansia, turbamento e contagiosa tristezza che ci si aspetta di trovare in una canzone Depressive Black Metal. Sono quasi dieci minuti di sofferenza interiore, accentuata nei momenti in cui il cantato è sostituito dal normale parlato, al quale viene applicato un effetto di eco, mentre accordi ed arpeggi procedono in maniera lineare. In My last goodbye sono le tastiere ad accompagnare il ritorno della marea, che sfocia increspandosi in una nuova melodia dilaniata dalla voce, grezza e sempre più sofferente, ad eccezione di una strofa in pulito al quarto minuto. Madness si sviluppa in crescendo, si presenta lenta per poi velocizzarsi in un vortice di note espanse nello spazio dal riverbero, dando all’ascoltatore l’impressione di trovarsi alienato, in una triste isola di rimorso e disperazione. Ma è Dysmorphophobia a scuotere nuovamente l’animo alternando allo scream urla pulite ed imploranti, per poi dissolversi in un dolce arpeggio prima dell’urlo di dolore finale. Simile all’arpeggio appena menzionato è l’inizio di Lost, un pezzo piuttosto lento e nella buona parte parlato, che trasmette la sensazione di smarrimento provata da chi cerca affannosamente la via d’uscita da un incubo. Gli effetti sonori qui simulano vuoto e claustrofobia, è palpabile il panico provato calandosi nella situazione narrata dal pezzo e il finale sfuma in un’inquietante nota acuta. Giungiamo qui all’ascolto di One last wish, l’altra traccia strumentale dell’album, che nel suo essere malinconica risulta comunque più allegra rispetto alle altre canzoni, e l’assenza del mare in sottofondo lascia presupporre una nuova stabilità interiore, forse un monito di speranza. Si percepisce un abbassamento di tono nella title-track My mind is too weak to forget, un cambio che denota rassegnazione ad una condizione di tristezza alla quale ormai non si può porre rimedio: le urla tornano in tutta la loro disperazione, al parlato è applicato l’eco e le note s’inseguono sempre più acute andando a concludere la loro unione in una triste successione di accordi in riverbero, impreziositi dalle note della tastiera.

Riuscita è l’unione dei due stili musicali proposta dai Dreariness: My mind is too weak to forget è un disco che come primo lavoro desta curiosità e fiducia in un miglioramento, che verrà poi confermato con l’uscita del secondo album Fragments nel Novembre 2016, nel quale è immediata la constatazione del miglioramento della tecnica vocale di Tenebra. Il primogenito del trio romano si lascia comunque ascoltare fino alla fine, desta malinconia ed atmosfera, rimanendo tuttavia troppo melodico per gli amanti della ruvidità e del gelo tipici del “vecchio” Black Metal.

VOTO: 75/100

TRACKLIST:

1. Reminiscence

2. Coming Home

3. My last goodbye

4. Madness

5. Dysmorphophobia

6. Lost

7. One last wish

8. My mind is too weak to forget

LINE-UP:

Tenebra – voce

Gris– chitarra, basso, tastiere

Torpor– batteria

WEB:

Facebook 

Bandcamp

 

Avatar

giada-caserini

08/08/1996 Lombardia-Italy Amo la buona musica, gli animali e scrivere.

Lascia un commento:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *