TITOLO: The Shape
ARTISTA: Deaf Autumn
GENERE: Metalcore/Post Hardcore
ANNO: 2018
PAESE: Italia
ETICHETTA: This is core Records

 

I Deaf Autumn sono una band Metalcore/Post Hardcore tutta italiana, più precisamente di Arce (Frosinone), formatasi nel 2013 e composta da Davide Ricci alla voce e alla chitarra, Davide Torti al basso e alla voce, Alessio Scala (entrato nel gruppo durante la registrazione dell’album) alla seconda chitarra e Antonio Paliotta (subentrato a Davide Ciccarelli) alla batteria. Il gruppo pubblica nel 2015 il primo album, intitolato What Was To be Known. Il loro ultimo lavoro, The Shape, è fresco di repertorio, uscito il 12 Gennaio di quest’anno. L’album in questione è composto di dieci tracce, che ci porteranno via trentacinque minuti buoni per poterlo ascoltare.  Il disco si apre con S.O.S: un’introduzione malinconica ma spensierata che apre le porte a I Won’t Run Away. Un brano quasi motivazionale, ma illustrante una fase pre-suicidio. Testo molto emozionale, ma sembra quasi di averlo già sentito in altri contesti. Over me, terza traccia del disco, presenta delle parti corali davvero interessanti, ma togliendo questo elemento sembra strizzare troppo l’occhio alla canzone precedente. Si giunge poi, alla traccia che, secondo iTunes, è quella più ascoltata dell’album: A Thousand Broken Hearts. Anche quest’ultima tratta il tema del suicidio, ma in maniera molto più profonda rispetto al secondo brano. La ripetitività viene interrotta e la parte strumentale, così come quella cantata evidenzia le capacità del gruppo di creare qualcosa di easy-listening ma allo stesso tempo di qualità. La title-track The Shape, invece, va incontro a quello che è il genere Punk. Più elaborata rispetto alle prime tracce, ma molto più scontata e che riporta il tutto ad una sensazione di “già sentito”. Without a Shelter presenta un testo molto profondo, questa volta sulla realtà della depressione, che viene ben affrontata e trasmessa all’ascoltatore. Anche questa molto Punk e, come già successo, sembra “ripetere” il brano precedente. Getting Worse si presenta come una canzone molto energica (in contrasto con il tema della depressione) che rompe nuovamente la monotonia del disco. Anche qui, testo profondo e molto esplicativo della realtà trattata. La ripetitività viene definitivamente rotta con Love Pretender, l’unica ballata di chitarra acustica dell’album. Il tema che racconta non va ripetuto, ma il brano è veramente ben scritto e si fa ascoltare davvero molto volentieri. La voce della cantante, poi, dà alla canzone quella marcia in più. C’è poco da discutere: è certamente, a detta di chi scrive, la migliore di tutto il lavoro. Si rialza il gain con Set No Evidence, altro brano davvero ben scritto ed energico che dà a tutto il disco un valore aggiunto. Si giunge al termine con Till The End, brano che inizia con toni più tranquilli per poi esplodere in urla disperate ed energiche: questa è forse la più grande vetrina del talento dei nostri presente in tutto l’album.
Tirando le somme, il platter si presenta come tanti altri della scena Metalcore e Post Hardcore (così come il primo disco della band): molti brani che lo compongono sembrano composti letteralmente con lo stampino e la ripetitività viene interrotta e ripresa ad intermittenza fino all’ottava traccia. Questo rende il disco un po’ plumbeo all’inizio; ma riesce a redimersi senza problemi verso la fine. Le tematiche trattate (attuali e da non sottovalutare) vengono affrontate in maniera coerente e profonda (così come i testi), dando la giusta enfasi al tutto. Molto “adolescenziale” e easy-listening, adatto anche a chi non apprezza il genere Metal in generale. Nonostante ciò, sento di non dover scartare questo lavoro. I ragazzi hanno talento, si sente, ma andrebbe migliorata un po’ la varietà tra i brani. Possono fare davvero molto meglio e hanno tutte le carte in regola per farlo.

VOTO: 70/100

TRACKLIST:

  1. S.O.S
  2. I Won’t Run Away
  3. Over Me
  4. A Thousand Broken Hearts
  5. The Shape
  6. Without a Shelter
  7. Getting Worse
  8. Love Pretender
  9. Set No Evidence
  10. Till The End

LINEUP:

  • DAVIDE RICCI – Chitarra e voce
  • DAVIDE TORTI – Basso e voce
  • ALESSIO SCALA – Chitarra
  • ANTONIO PALIOTTI – Batteria

WEB:
Facebook

 

Lascia un commento:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *