CARA CALMA – Sulle punte per sembrare grandi


TITOLO: Sulle Punte per sembrare grandi
ARTISTA: Cara Calma
GENERE: Rock
ANNO: 2018
PAESE: Italia
ETICHETTA: Cloudhead Records / Phonarchia Dischi

Vi avevamo già parlato dei Cara Calma, ricordate?(trovate qui il live report ndr.). Ci avevano incuriosito e fatto ballare con il loro show “fresco” e travolgente, così oggi abbiamo deciso di ascoltare Sulle punte per sembrare grandi.
Sono una band giovane, nata nel 2016, con tanta voglia di farsi conoscere in tutta Italia ed una grande forza di volontà che li vede , il 19 Gennaio 2018, dare alla luce il loro primo album, licenziato via Cloudhead Records / Phonarchia Dischi.
Sulle Punte per sembrare grandi vanta la produzione di  Karim Qqru (The Zen Circus) che ha seguito la band in tutto il percorso di registrazione, fino alla resa di un prodotto ben rifinito. Sebbene il sound sia “movimentato”, tendente al tipico Punk italiano anni ’90, i loro testi non sono mai banali e scontati; criptici, riflessivi e sociali, essi propongono la visione che i Nostri hanno del mondo moderno.

Il disco si apre con Fango, traccia breve ma “diretta” che, in appena 1.58 minuti, arriva dritta all’ obiettivo. Si tratta di un semplice ma immenso ringraziamento a tutti coloro che hanno fatto provare un emozione alla band, a chi ha creduto in loro permettendogli di non arrendersi mai di fronte alle avversità. A seguire troviamo Ci Dicevano feat. Nicola Manzan (Bologna Violenta) che parla della voglia di ricominciare da capo e rialzarsi inseguendo la propria vita, facendosi forza delle insicurezze e mancanze; il concetto di cambiamento diventa quindi necessario, una scelta da non vedere come male.
Tale “incoraggiamento alla rinascita” può benissimo essere applicato al percorso di crescita artistica di una band, al desiderio di portare avanti il proprio sogno ed al contempo farlo maturare. Prendiamo ad esempio la frase: “Ci dicevano che il rumore può aspettare, sulle strade”, una chiave di lettura riconducibile agli innumerevoli ostacoli che un gruppo trova sul proprio cammino musicale; quante volte si è “accantonati” a causa di un genere di nicchia o non prettamente radiofonico?.
I testi dei Cara Calma risultano enigmatici, dalle molteplici valenze, in cui si narra la storia di ognuno di noi. Essi vogliono essere il manifesto della generazione Millenial, ripercorrendone l’ingenuità dall’ essere bambino, la rabbia e delusioni adolescenziali, fino al senso di smarrimento e “vuoto esistenziale”, tipico dei trentenni odierni.
I due pezzi più emblematici ed accattivanti sono sicuramente Rispettare i Centimetri e Domenica; dal sapore “vintage”, con ritornelli facilmente canticchiabili, le cui musicalità ricordano il Punk-Rock italiano che ha formato noi “Generazione Y” . Sebbene nel primo brano la band veda un “inno ad apprezzare gioie e dolori della vita”, che definisco il nostro Essere, il secondo è una metafora dell’ ipocrisia e perbenismo moderno (la Domenica ne è l’emblema: giorno di festa in cui indossare una maschera ndr.). Personalmente li interpreto come un “grido di aiuto”, di voglia di essere stimati per ciò che si è; siano “piccolezze” o difetti, ognuno di noi merita il rispetto altrui e qualcuno che sappia farne tesoro.
Nei testi i sentimentalismi non mancano,  così come le tematiche di crisi adolescenziale ed il tormento di quegli anni bui e confusi, ma sicuramente di forte crescita; tutto ciò crea un disco di forte impatto, travolgente e riflessivo.

La vena “polemica” dei Cara Calma emerge in Eroi, brano in cui si percepisce chiara e decisa la critica ai social network, al mondo virtuale dietro cui nascondersi e creare personaggi fittizi; esso dà vita ad inconsapevoli “Eroi” o determina la fine di una persona. Un’ arma a doppio taglio della modernità: giudicare ed essere giudicati, vittime e carnefici. Il concetto di finzione, quindi, ha una duplice valenza di via illusoria e meschina o strumento per evadere dalla realtà.
Lo stile Rock che pervade l’ intero album è “spezzato” dall’ insolita ballad Buoni Propositi dove le tematiche centrali sono l’ambizione e le mete che ognuno di noi si prefigge ma che, purtroppo, spesso sono irraggiungibili. Le fatiche, le notti spese dietro un sogno, i desideri e le sconfitte, sono parte integrante della vita, vanno accettate e prese come esempio per il futuro.
Sebbene i Nostri dicano che: “Il disco è nato quasi per caso, è uscito dalla sala prove come un tornado senza che noi ci accorgessimo veramente di cosa stava succedendo”, la qualità non ne risente; il prodotto è stato curato nei mixaggi  (Glotoneria Studio) e vanta interessanti featuring con Gianluca Bartolo (Pan del Diavolo) in Quello Che Mi Rende Normale e, con la cantautrice Ambra Marie, in Qualcosa di Importante. Quest’ ultimo pezzo lento, “sofferto”, molto distante dall’ Alternative Rock, insieme a Morti, toccano il concetto di “alienazione” moderna ed indifferenza altrui. I Cara Calma ci mostrano un quotidiano fatto di prevaricazione sociale, egoismo e disinteresse verso le cose davvero importanti della vita; le parole sono taglienti, la voce di Riccardo Taffelli è graffiante, struggente, rendendoci partecipe di questo triste “dramma” contemporaneo.
Sulle punte per sembrare grandi si chiude con Premi Sulle Ossa, a mio avviso, il migliore brano dell’ album. Il retaggio è quello dei Verdena ai tempi di Valvonauta, di Viola degli Shandon e di tutte quelle sonorità malinconiche ed introspettive figlie del Punk di fine anni 90. Si racconta di emozioni e sofferenze difficili da lasciarsi alle spalle ma, tra le righe, si respira anche qualcosa di più prettamente “romantico”, tristemente e bruscamente finito. Non sono in grado di affermare con assoluta certezza che si alluda ad una delusione amorosa, una ferita mai rimarginata che pesa sull’ Essere, ma mi piace vederla così!
Come detto poc’ anzi, i testi dei Cara Calma si prestano a molteplici interpretazioni; profondi e travolgenti, scandagliano le fasi dell’ uomo, gioie e dolori che ci accompagnano in questo percorso chiamato esistenza. Le sonorità care a noi trentenni, unite a quelle più recenti di Ministri e Fast Animals and Slow Kids, creano un album affabile ed interessante, il quale vuole dare voce ad una generazione sconfortata e bloccata in un “limbo”, le cui vie di uscita sono ben poche. L’ascoltatore è lo stesso che durante la giornata li canticchierà allegramente, mentre ai concerti pogherà con il fiatone, rimpiangendo i bei tempi di skaetboard e bermuda, vedendo in loro lo sfogo della propria frustrazione.
Un perfetto mix di Punk , Alternative Rock ed una carica esplosiva dal vivo, ecco cosa ci ha subito colpito!

Traendo spunto dal titolo dell’ album, possiamo affermare che i Cara Calma si affacciano “sulle punte” nel panorama musicale e speriamo di vederli “diventare grandi” in tale ambito.

 

VOTO: 80/100

 

 

TRACKLIST:

1. Fango
2. Ci Dicevano (feat. Bologna Violenta)
3. Rispettare i Centimetri
4. Eroi
5. Domenica
6. Buoni Propositi
7. Quello Che Mi Rende Normale (feat. Il Pan del Diavolo)
8. Qualcosa di Importante (feat. Ambra Marie)
9. Morti
10. Premi Sulle Ossa

VIDEO:

LINE UP:

Riccardo Taffelli – voce, chitarra
Cesare Madrigali – chitarra, cori
Gianluca Molinari – basso
Fabiano Bolzoni – batteria

GUESTS:

Nicola Manzan (Bologna Violenta)
Gianluca Bartolo (Il Pan del Diavolo)
Ambra Marie

WEB:

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Amante di live e fotografia, quando non scrivo di concerti, li fotografo. Ascolto principalmente Folk e Heavy Metal. Svapo addicted, acida, sarcastica e pignola, il tutto concentrato in 1.58 metri di pura cattiveria.

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