ARTISTA: Blutvial
TITOLO: Mysteries of Earth
GENERE: Black Metal
ANNO: 2018
PAESE: U.K.
ETICHETTA: Heidens Earth Records

I Blutvial sono una band Black Metal britannica nata nel 2007, giunta quest’anno al rilascio del proprio, terzo lavoro ufficiale dopo 2 LP (I Speak of the Devil e Curses Thorns Blood) datati rispettivamente 2009 e 2011. Il gruppo è sempre rimasto semi celato nell’underground, sebbene il bassista (Andy Galloway) abbia avuto una piccola parentesi nei Blitzkrieg, band cardine della NWOHBM  che nel miglior passato fece anche da gruppo spalla agli Iron Maiden durante i loro live. Questo ultimo album, Mysteries of Earth, rappresenta un leggero cambio sul piano stilistico: ricordandoci momentaneamente di Curses Throne Blood tornerebbe alla mente un ritmo molto meno definito, quasi sfociante nel Noise (tipo Abruptum). I Nostri attuali, invece, garantiscono un Black Metal assolutamente definito e proprio, con tonalità che a tratti ricordano i primi Celtic Frost nella batteria (quasi Punk) e gli Tsjuder nella potenza delle chitarre. Analizzando più a fondo l’album notiamo quanto il discorso sia sostanzialmente questo: già dalla copertina possiamo aspettarci ritmi diabolici e ossessivi, con teschi ed ossa che adornano un tetro candelabro ancora spento, il tutto posto all’interno di una location in stile cripta od antichissima grotta. Beneath the Moon ci fa entrare in questo tempio del male, otto minuti di puro caos e terrore, in cui un organo accompagna le macabre danze. Un ritmo assolutamente canonico per i puristi del genere, che ricorda molto i grandi gruppi scandinavi. Bellissima anche Black Silence, in cui il cantato estremo di Ewchymlaen prende per mano la batteria Punkeggiante in un’esplosione musicale ricca di diabolico Pathos. Il terzo tassello, Existential Rite dà invece più spazio ai riff, i veri padroni di questo brano. Quasi quattro minuti in cui la tonalità della chitarra si amalgama perfettamente con la comprimaria batteria e col canto distruttivo a dir poco. Vault Of Unrest presenta invece batteria molto ritmata e violenta, così come le due tracce successive (Carving NihilMidwinters Halls). Questa seconda metà dell’album è quasi sovrapponibile ai primi Gorgoroth (Pentagram e Under The Sign Of Hell su tutti), riprendendone lo stile in maniera piuttosto marcata. Menzione d’onore per le ultime due tracce, In Praise of Noctula Where Graves Spring Open, le quali hanno un’impronta senza dubbio più Ambient. Identificativi principali sono la batteria più rilassata, la voce più meditativa (ma sempre violentissima) e la chitarra che accompagna inesorabile il resto della composizione. Ritmi che oltre a ricordare alcuni gruppi Depressive (Nortt ad esempio), ricordano anche alcuni dei primissimi gruppi Black Metal come i Baxaxaxa. Nel complesso, posso dire che ci troviamo dinnanzi ad un album per i puristi del genere, capace di riportarci indietro ai tempi di sonorità maturatesi quasi trent’anni fa. Non v’è nulla di troppo innovativo: tuttavia, non ci troviamo dinnanzi ad un difetto che ostacoli l’ascolto, in quanto l’atmosfera creatasi riesce senza dubbio a farci arrivare sino alla fine di Mysteries of Earth senza incontrare noia od intralci.

VOTO:89/100

TRACKLIST: 

  1. Beneath the Moon
  2. Black Silence
  3. Existential Rite
  4. Vaults of Unrest
  5. Carving Nihil
  6. Midwinters Halls
  7.  Urnacht
  8. Doomed to Eternal Night
  9. In Praise of Noctula
  10. Where Graves Spring Open

LINE-UP:

Andras – Basso

Tiùval – Batteria

Aort – Chitarra, Batteria, Basso

Ewchymlaen – Voce, Chitarra

 

WEB:

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