AFTERLIFE SYMPHONY – Lympha

AFTERLIFE SYMPHONY – Lympha

AFTERLIFE SYMPHONY – Lympha

ALBUM: Lympha
BAND: Afterlife Symphony
GENERE: Symphonic metal
ANNO: 2018
PAESE: Italia
ETICHETTA: Revalve Records

A due anni dall’ultimo full length, Moment Between Lives, gli Afterlife Symphony pubblicano Lympha, rilasciato dalla Revalve Records il 30 marzo 2018.
L’intro di basso della prima traccia, Artemisia, è un po’ anonima e sembra essere slegata dal resto del brano. In sé la canzone è decente, non sembra peccare di monotonia, ed è sostenuta per quasi tutta la sua durata da una sezione di archi che tiene bene insieme il pezzo, a cui si aggiungono gli ottoni verso la fine. La voce di Anna Giusto risulta decisamente piacevole all’udito, ma per il momento sembra restare anonima, senza sfumature.
La seconda traccia è intitolata Oroboro. Inizia con un’introduzione di chitarre sin troppo lunga. Sono interessanti nel corso del brano i brevi interventi di pianoforte effettato, eseguiti da Stefano Tiso.
Mantra inizia con una strofa di voce a cappella schermata, che torna normale con l’ingresso degli strumenti. Il mood del brano però sembra essere eccessivamente affine a quello delle due tracce precedenti.
Do comincia con un interessante riff di chitarre, sostenuto poi da ottoni e archi che risuonano per qualche secondo. In questo frangente però sembrano più sintetici rispetto a Artemisia. Il brano è interessante, e per la prima volta percepiamo un leggero distaccamento da quelli precedenti, anche se per la voce restano valide le considerazioni fatte in Artemisia.
L’inizio di Cremisi invece è completamente diverso: una chitarra acustica emerge solitaria dal silenzio, accompagnata a tratti da brevi melismi della voce. La linea vocale non è per niente scontata, e questo è un po’ il tratto caratteristico di diverse canzoni di questo gruppo. In questo brano, le potenzialità vocali di Anna Giusto emergono, passando da diverse sfumature di dinamica, in un crescendo che culmina al termine della canzone.
Era, non abbandona del tutto i termini della ballad che avevano caratterizzato Cremisi: dopo un riff di chitarra introduttivo, il tempo sembra arrestarsi: la canzone prende una piega quasi eterea, come se ci trovassimo in un posto dove lo spazio e il tempo vengono annullati, e la voce riesce a rendere in pieno questa idea. Idea che prosegue per tutta la durata del brano interamente strumentale Creation.
Nebula fa ancora da spartiacque tra il mondo etereo delle ballad che abbiamo appena ascoltato e quello delle canzoni dalle caratteristiche più dure e aggressive.
Obscura fa parte di questo secondo gruppo, anche se purtroppo la voce non sembra essere così incisiva come vorrebbero invece gli strumenti, e a tratti l’elemento vocale e quello strumentale sembrano quasi scontrarsi. Le potenzialità della voce vengono espresse al meglio infatti nel breve bridge più lento che possiamo ascoltare verso la fine del secondo minuto.
XXI non sembra introdurre nulla di nuovo; si ritorna al mood che aveva caratterizzato i primi brani dell’album.
Enemy inizia molto aggressiva; la voce si presenta un’ottava più in alto rispetto alle altezze a cui siamo abituati a sentirla, tuttavia non sembra essere del tutto piena, effetto forse voluto. Restano le considerazioni fatte per Obscura, sebbene il divario tra voce e strumenti in questa canzone sembri essere minore.
Chiude l’album la title track Lympha, un brano della durata di dieci minuti, molto elaborato nelle sue parti, che coinvolge l’ascoltatore sin da subito. Gli interventi orchestrali, di archi in particolare, sono un’arma efficace. Al quarto minuto il riff di chitarra fa la propria uscita in fade out, mentre fa la sua comparsa un pianoforte effettato, che suona un giro di accordi dai tratti cinematografici, supportato dapprima dai flauti ai quali si aggiunge un’orchestra d’archi. Due minuti dopo, questa sezione sfocia in un arpeggio di chitarra acustica, su cui si inserisce la voce con tratti eterei, in un mood che caratterizzerà il brano fino alla sua conclusione.
In generale si tratta di un lavoro abbastanza buono. Si notano miglioramenti rispetto al precedente album, e una maggiore consapevolezza delle capacità del gruppo. Le canzoni sono in media più elaborate, e sono presenti quelle 2/3 tracce che spiccano rispetto alle altre e che colpiscono l’ascoltatore come un fulmine a ciel sereno, caratteristica che mancava in Moment Between Lives. Diverse altre tracce però continuano a restare nell’anonimato e, anzi, a volte scadono nella ripetitività. Manca ancora quel gradino che possa rendere tutte, o quasi, le canzoni uniche e memorabili. Si notano indubbi miglioramenti rispetto a due anni fa, ma c’è ancora un po’ da lavorare e speriamo di ascoltare un progetto in continua evoluzione con il prossimo album.

 

VOTO: 72/100

 

Tracklist:

  1. Artemisia
  2. Oroboro
  3. Mantra
  4. Do
  5. Cremisi
  6. Era
  7. Creation
  8. Nebula
  9. Obscura
  10. XXI
  11. Enemy
  12. Lympha

 

 

Line Up:

Anna Giusto – Voce
Eddy Talpo – Chitarre
Stefano Tiso – Tastiere e pianoforte
Nicolas Menarbin – Basso
Antonio Gobbato – Batteria e percussioni

 

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giuseppe_corcella

Appassionato di musica da quando ha memoria, studia pianoforte da 12 anni e chitarra acustica da autodidatta. Da una decina d'anni si interessa di musica metal, al punto da conseguire una laurea triennale in Musicologia a Cremona nel 2016 con una tesi dal titolo "The Rime of the Ancient Mariner di S. T. Coleridge nella lettura poetico-musicale degli Iron Maiden". Ora studia Scienze della Musica e dello Spettacolo a Milano, è tastierista e compositore degli Onyrica (Symphonic Heavy Metal), scrive recensioni di album metal e porta avanti un progetto di composizione di musica cinematica.

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