Trick or Treat: “Re-Animated Tour” @ Notte Bianca (MO)

Trick or Treat: “Re-Animated Tour” @ Notte Bianca (MO)

Trick or Treat: “Re-Animated Tour” @ Notte Bianca (MO)

 

“Nessun Dorma”, questo è il nome scelto per la notte bianca modenese, ma diciamocelo, chi mai penserebbe di farlo quando a salire sul palco sono i Trick or Treat?
La band Power Metal capitanata da Alessandro Conti che per l’occasione gioca in casa, proponendo (gratis!) alcuni brani tratti dalla loro ultima fatica: Re-Animated.
La nascita dell’album si deve in primis ai fans i quali, tramite crowdfunding, raccolsero un sufficiente numero di fondi, da permetterne la realizzazione. Un inaspettato successo esploso non solo in patria, ma anche oltreconfine: basti pensare che a breve sbarcherà anche sul mercato giapponese con l’aggiunta di un bonus track (Pegasus Fantasy), cantata sia in italiano che in lingua nipponica.

Dopo questa breve premessa, parliamo della serata appena trascorsa.

Piazza della “Manifattura dei Tabacchi” fa da cornice a un concerto adatto davvero ad ogni età, in cui verranno proposte perlopiù sigle di cartoni animati rivisitate in chiave Rock e Metal, con l’aggiunta di classici estratti da Tin Soldiers e Rabbit’s Hill pt.1 & 2, scelta azzeccata per coinvolgere anche la fetta di pubblico abituata a chitarre e headbaging.
Si comincia subito con Batman, interpretato dal cantante e supereroe Alessandro Conti, mascherato a tema per l’occasione e pronto a farci tornare bambini, cantando tutti insieme come fossimo ad una serata karaoke. Seguono, per la gioia di noi “âgées”,direttamente dagli anni 80, gli intramontabili 5 Samurai, Ken il Guerriero e Jem; quest’ultima, nonostante manchi il cantato al femminile della bravissima  Sara Squadrani (Ancient Bards), non perde la vena travolgente grazie a Conti, il quale è riuscito a sopperirne la mancanza adattando la sua linea vocale al pezzo. Niente falsetti o banali giochi di voce, una esecuzione scanzonata ma ben riuscita. La serata, quindi, si apre con un trittico energico, coinvolgente ed accattivante per i nostalgici di vecchi anime.
La chiave di Re-Animated è proprio questa: mantenere una base di fedeltà alle originali sigle, a cui aggiungere sporadicamente riff, assoli e doppia cassa, caratteristici del Power. Lavoro sicuramente insolito per una band che fa questo genere, ma non del tutto estraneo ai Nostri. A riprova di ciò, dopo un tuffo nel passato con Loser Song, in cui si salta e ci si diverte in vero stile Trick or Treat, veniamo dolcemente cullati dalle note della ballad Let It Go, tratta da Frozen. Pezzo rimaneggiato e risalente al 2014, che dimostra come una semplice canzoncina zuccherosa può essere resa allettante alle orecchie dei più esigenti cultori di “suoni duri”, tramite acuti in stile Rhapsody e potenti chitarre. A quanto pare anche questa versione aggrada i più piccoli: Martina (una bimba tra il pubblico ndr.) a cui è stata dedicata in loco la canzone, ha cantato e ballato entusiasta assieme a noi. Metallara sotto mentite spoglie o esempio rampante di come la buona musica abbatte ogni barriera? A voi la scelta.
Il momento “soft” lascia ben presto il posto ai cult della nostra giovinezza: Devilman, Dragonball e Robin Hood. Pezzi richiesti a gran voce dal pubblico che, anzichè canticchiare il ritornello:”What’s my destinity DragonBall io so che tu lo sai, DragonBall”, mangiando merendine dopo scuola davanti alla tv, per una sera potrà farlo sorseggiando birra aggrappato alla transenna.
E’ proprio questa allegria che ci fa trovare dinanzi ad una piazza sempre più gremita, fatta di passanti che si fermano incuriositi, uniti a rockers scapigliati rapiti dalle chitarre di Guido Benedetti e Luca Venturelli. Tutto ciò fa quasi impressione: raramente assistiamo a divari generazionali e musicali, raggruppati in un unico luogo ed in così grande sintonia. Sarà questo il punto di forza di Re-Animated? La fusione di mondi opposti che risveglia il comune “essere bambino” presente in tutti noi?
Si prosegue con Prince Valiant e Jeeg Robot D’Acciaio, pezzi che su cd vedono la collaborazione di artisti come Giacomo Voli (Rhapsody of Fire, Teodasia) e Potowotominimak (Nanowar of Steel), proposti nel corso della serata in modalità singolo da Conti, capace in egual misura di rendere giustizia ai brani.
Vocalist carismatico e dirompente, riesce sempre ad instaurare con il suo pubblico un dialogo fatto di “botta e risposta” graffianti e scherzosi. Le doti vocali non gli mancano ma, sicuramente, neanche quelle di showman! A suon di battute ed acuti (purtroppo) la serata volge al termine.
Si chiude con classici come Pokémon e Pegasus Fantasy. Il primo ci fa tornare al tempo delle elementari, il secondo svela un audace cantato giapponese, volto ad accattivare il pubblico del Sol Levante. Una follia propor loro un album totalmente eseguito in italiano? Da quel che si vocifera e dal nutrito seguito di fans esteri, si direbbe di no e noi ce lo auguriamo, attendendo l’arrivo dell’album in Oriente.

Come scritto poc’anzi, questo è stato uno show volto principalmente alla promozione, ma in cui trovano spazio classici come Great Escape, Cloudrider ed Evil Needs Candy too, lavori precedenti che hanno conquistato il cuore dei fans. Così facendo, i  ragazzi non disdegnano il loro passato, accontentando una sempre più ampia fetta di pubblico che va da i “fedelissimi” a nuovi e giovani adepti.
I tecnicismi tipici di competenti musicisti emergono nei momenti di interludio, dove dapprima Luca Setti ed in seguito Leone Villani Conti, prendono il meritato spazio con assoli strumentali degni di nota.
Sono momenti più concitati e ritmati, quasi tendenti all’elettronica quelli di Setti, mentre più allegri e scanzonati, quelli di Leone.
Tutto ciò va sicuramente ad elogio dei talentuosi Trick or Treat che, nonostante il successo raggiunto, non dimenticano mai le loro origini, suonando in realtà nostrane certamente non paragonabili alla portata di eventi quali Lucca Comics o luoghi come Druso (BG).

Per concludere: abbiamo assistito ad uno spettacolo fatto da professionisti umili e mai banali, divertenti ed allo stesso tempo precisi nell’eseguire ogni pezzo, in grado di intrattenere la più disparata folla.
Un viaggio nel passato per chi era presente a Modena, ma anche un eccellente esempio di Power Metal italiano capace di abbracciare le comuni masse.

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marianna

Amante di live e fotografia, quando non scrivo di concerti, li fotografo. Ascolto principalmente Folk e Heavy Metal. Svapo addicted, acida, sarcastica e pignola, il tutto concentrato in 1.58 metri di pura cattiveria.

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