Folkstone: “Oltre il Tempo Tour” // (Bergamo, Prato e Bologna)

Folkstone: “Oltre il Tempo Tour” // (Bergamo, Prato e Bologna)

Folkstone: “Oltre il Tempo Tour” // (Bergamo, Prato e Bologna)

Premessa, chi vi scrive è da considerarsi ormai una veterana dei concerti targati Folkstone.
Una che: “O seconda fila, o niente”.
Io e la mia fedelissima fotocamera abbiamo deciso di seguirli nelle date di Druso (BG), Exenzia Live Club (PO) ed Alchemica (BO) ed oggi vorrei condividere con voi parte delle emozioni che rivivo ogni volta.

Dopo l’uscita di Ossidiana e la sua presentazione con qualche live questo inverno, i Folkstone decidono di festeggiare i dieci anni dall’uscita del loro primo album girovagando per sette città: Pavia, Treviso, Bergamo, Roma, Prato, Varese e Bologna, abbracciando tutti i fans della Penisola, catapultandoli al lontano 2008. Chi ha già preso parte a qualche loro show sa che il rapporto instauratosi con il pubblico è di decennale fedeltà, amicizia, complicità;  appena li vedi salire sul palco vien spontaneo salutare come faresti con un vecchio amico, senza mezze misure o formalità. Probabilmente ciò che si è creato è il punto di forza di questa band: un legame con chi li segue, dentro e fuori palco, vera spinta motrice capace ancora di far registrare sold out, laddove i cupi tempi della musica live direbbero il contrario. Quello che abbiamo vissuto con “Oltre il Tempo Tour” è un vero e proprio viaggio musicale fatto di emozioni, ricordi, vecchi e nuovi successi che ti vengono sbattuti prepotentemente in faccia dalla struggente voce di Lore. Una scaletta creata ad hoc, fatta di classici come Lo Stendardo, Briganti di Montagna, Il Confine, uniti a successi più recenti quali Pelle Nera e Rum, Scintilla ed Asia . Tutto incastrato alla perfezione, un volo pindarico irrefrenabile e mai banale, studiato per farti tornare alla mente quattordici anni di live e birrette in loro compagnia. In questo live report più che sulla mera setlist, vorrei concentrarmi su alcune “piccole chicche” regalateci. Partiamo con la data di Bergamo (sold out ndr.) : ha visto la partecipazione del Coro Le Due Valli, che già in passato ha collaborato con i Nostri nella stesura e composizione di brani, una scelta azzeccatissima e molto apprezzata dal pubblico. L’ esibizione è stata il perfetto connubio tra classici della canzone popolare italiana (Generale di Francesco De Gregori) e brani dei Folkstone (Rocce Nere e Luna), rivisitati per l’occasione e che, sotto l’attenta guida del Maestro, riescono a coinvolgere un pazzo branco di metallari.
“Giocare in casa” ha portato i suoi benefici: seicento persone al Druso in ben poche occasioni si vedono.
Seconda novità del tour: la scelta di aggiungere in scaletta un piacevolissimo intermezzo acustico come Le Bal de l’Ours ed Igni Gena , dove le cornamuse e bombarde di Maurizio, Roberta, Matteo ed Andreas  ci accompagnano in scatenate danze tipicamente folkloristiche.
Altra “perla” da segnalare è il riarrangiamento dell’ intramontabile cavallo di battaglia Anime Dannate, con parte iniziale in acustico, un pezzo immancabile , atteso con impazienza dalla Marmaglia; un turbinio di emozioni che ci pervade instancabilmente dal 2010. Potete immaginare il delirio creatosi su queste note in occasione della festa di San Patrizio all’ Exenzia Live Club (PO), una serata tra fiumi di birre e la voglia di fare scorribanda che ti portano a cantare all’unisono con lo sconosciuto al tuo fianco.
Costante di ogni ogni live è l’ incessante e frenetico doppio pedale del vecchio Edo Sala. Esso sancisce l’inizio del delirio e l’atmosfera incandescente che si crea con vecchi classici come FolkStone, Briganti di Montagna o Lo Stendardo, non vengono minimamente smorzati da i nuovi pezzi di Ossidiana; un album molto discusso, forse controverso, che ha diviso i fedelissimi. Brani come Scintilla ed Asia riescono a brillare tanto quanto i loro predecessori, non inserirli in questo tour celebrativo avrebbe interrotto il racconto di crescita e sviluppo artistico propostoci. Con “Oltre il Tempo Tour” abbiamo realizzato di trovarci di fronte ad un gruppo di musicisti esperti, capaci di portare in scena uno spettacolo travolgente ed entusiasmante e mai banale, da quattordici anni; basti pensare al polistrumentista Maurizio, abile nel passare rapidamente da un bouzouki irlandese ad una cornamusa senza che tu spettatore abbia il tempo di accorgetene. Non da meno è Federico Maffei che con il suo giro di basso distorto ma ben studiato manda in estasi il pubblico. Luca Bonometti che nonostante qualche piccolo inconveniente tecnico (vedi data di Busto Arsizio), è sempre pronto a riscattarsi .
Come non citare Roberta Rota, sicuramente parte del processo evolutivo dei Folkstone, degna di nota sia per la crescita nel cantato (come solista o in duetto con Lore), sia nel vederla cimentarsi con l’arpa al posto di SilviaAgli sgoccioli di questo live report: la storia di Anna. Un brano nuovo, subito entrato nel cuore di tutti, impossibile stare fermi quando lo si ascolta, la descrizione di una ragazza che per mesi ci ha fatto chiedere: “Ma chi è Anna?”. Sono state avanzate mille ipotesi a riguardo e (finalmente) dissoltesi all’Alchemica di Bologna quando Lore, durante uno dei suoi monologhi, ci ha svelato la nascita del brano. Accadde tutto una sera, a fine concerto nei pressi del bancone, quando videro questa giovane sconosciuta ballare bella, libera, “Sbattendosene di tutti e tutto quello che c’era intorno a lei” (cit.). Rapiti, danno vita ad una delle più belle canzoni di Ossidiana, dove, in fondo, Anna siamo un po’ tutti. In conclusione, mi sono ritrovata come sempre in una fragorosa pièce musicale contaminata da vari generi in perfetta simbiosi tra di loro, una sinergia tra i componenti del gruppo probabilmente figlia di questi festeggiamenti. Dieci anni ripercorsi in poco più di due ore di turbinio fatto di ritornelli cantati stretti insieme a Lore, balli, salti, strofe imparate a memoria e qualcuno che adduce alla tua mancanza di sobrietà nel sentire e tue scarse dote artistiche.
Passano gli anni ma i Folkstone restano sempre una garanzia!

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marianna

Amante di live e fotografia, quando non scrivo di concerti, li fotografo. Ascolto principalmente Folk e Heavy Metal. Svapo addicted, acida, sarcastica e pignola, il tutto concentrato in 1.58 metri di pura cattiveria.

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