Folkstone + Cara Calma @ Crazy Cow Fest (BS)

Prendete una giornata uggiosa, la coda in autostrada, il parcheggio che non si trova e penserete che il Venerdì di certo non sarà dei migliori, ma per fortuna un buon concerto può cambiare tutto.
Il 6 Luglio siamo stati al Crazy Cow Fest (BS), una di quelle feste che sopravvivono grazie alla passione e dedizione di volontari ed organizzatori, dove le persone sono alla mano, il cibo è ottimo e (soprattutto) la musica è ancora gratis.
Immersi nel verde di Paderno Franciacorta abbiamo seguito Folkstone e Cara Calma in una serata davvero carica di energia; ecco il nostro live report!

Open Act della serata appena trascorsa: Cara Calma. Nati nel 2016 e con all’ attivo il primo album datato 19 Gennaio 2018, per quanto mi riguarda, sono stati una vera e propria rivelazione!
Suonano un Punk-Rock fresco e giovanile, pieno di carica e grinta, intrinseco di quella spregiudicatezza  tipica della band che ha voglia di farsi conoscere ed amare dal pubblico. I pezzi hanno un “sapore” fine anni 90 / 2000 che ricordano i vecchi Verdena di Valvonauta, Matrioska o, in tempi più recenti, i Fast Animals and Slow Kids. Probabilmente, proprio a causa di queste influenze e del mio retaggio musicale, mi sono sentita in piena crisi tardoadolescenziale! I testi, infatti, trattano delle classiche delusioni d’amore, vita e tormento interiore dei giovani; “drammi” da cui traggono spunto quelle band Punk “all’ italiana” note a chi, come me, ha vissuto gli anni d’oro di questa scena. Sebbene si siano formati solo di recente, calcano il palco senza alcuna timidezza: saltano, corrono e  coinvolgono il nutrito pubblico che è accorso solo per loro. Nella tracklist della serata spiccano: Domenica e Premi sulle Ossa, brani malinconici ma dal forte appiglio che riescono a strappare cori ed accendini accesi; l’ euforia e l’ essere anticonformisti sono le qualità che ci fanno apprezzare questo gruppo.
Ascoltando i Cara Calma sono tornata una sedicenne,con la voglia di indossare le Globe e gettarmi nel pogo!

Scaldati, sudati e “affamati” di buona musica, siamo pronti per i Folkstone.
Non hanno bisogno di presentazioni, sono ormai veterani della scena Folk italiana, ma riescono sempre a “trascinare” numerose persone alle loro esibizioni.
“Di Caos e Derive” è il tour estivo in cui viene portata in scena una tracklist piena di pezzi “storici”, cavalli di battaglia e nuove hits tratte dall’ultimo album Ossidiana. Vi troverete a prender parte ad una serata mai scontata, banale o monotona, ogni concerto sarà una esperienza unica a sé stante; veniamo a noi ed alla data bresciana.
Guadagnata la transenna si parte con Nella mia Fossa e Fuori Sincronia; brani travolgenti, pronti ad infiammare il pubblico che ha macinato chilometri solo per i Nostri.  Un inizio carico ed entusiasmante, che scatena l’ emblematico pogo “alla Folkstone“, fatto di sudore, petti nudi e scarpe che volano – soprattutto scarpe che volano –

Da Oltre… l’ Abisso, si torna indietro nel tempo con Frerì tratta da Damnati ad Metalla (album storico e che ha accresciuto la notorietà del gruppo ndr.); esso è uno di quei brani che affonda le radici nelle tematiche storico-sociali tanto care ai Folkstone. Se in Frerì si narra la condizione di miseria e schiavitù dei minatori di ogni epoca, con Dritto al Petto si evoca la figura di Nellie Bly ed il ruolo sottostimato della donna dal passato fino all’età contemporanea. La voce di Roberta è quasi tremante e commossa quando ci spiega che il brano non ha alcun riferimento autobiografico, bensì narra di tale giornalista impegnata in battaglie per l’ emancipazione femminile e delle condizioni dei più deboli. Elizabeth Jane Cochran (in arte Nellie Bly) fu la prima reporter investigativa donna che si batté di persona per il miglioramento delle donne in ambito lavorativo e sociale; proprio ad essa si deve la grande riforma degli istituti di cura mentale dello stato di New York. 
L’esecuzione del pezzo è avvincente, Roberta ammalia il pubblico e lo trascina a cantare all’ unisono un pezzo di Storia sconosciuto ai molti ma che aprirà sicuramente nuovi spunti di riflessione. I Folkstone, infatti, si fanno da sempre portavoce di messaggi sociali, tematiche attuali e di figure popolari che, con le loro gesta, sono diventi emblema della condizione di un’epoca storica. I valori trasmessi e lo schieramento in difesa degli umili, li hanno resi promotori di una musica socialmente impegnata e senza restrizioni; non avendo peli sulla lingua o bisogno di bieche velature per esprimere il loro pensiero, essi sono da sempre sinonimo di libertà e spontaneità.
Questo stile di vita che oltrepassa i diktat generali, fatti di costrutti mentali limitanti ed impositivi, trova voce nei classici Non sarò Mai, Nebbie ed Il Confine, nei quali Lorenzo (come è consueto fare), ci invita a “pensare con la nostra testa”, superando qualunque tipo di barriera. Esso è da sempre visto solo come un limite, una concezione mentale da abbattere, creata dall’ uomo; la natura è libera e tale deve rimanere.
La scaletta della serata propone anche pezzi nuovi come Pelle Nera e Rum e Mare Dentro. Sebbene Ossidiana inizialmente possa non aver incontrato il gusto dello “zoccolo duro” dei fans, man mano che le date si susseguono, notiamo come i brani entrino sempre di più nel cuore di tutti. Mare Dentro ne è l’ esempio lampante: l’ atmosfera di quiete e pathos che scatena, lascia sempre a bocca aperta; una ballata elegante, che non ci si aspetterebbe proprio dai Nostri, accompagnata ogni volta da voci corali del pubblico.
In Caduta Libera e Briganti di Montagna (come sono soliti definirsi i Nostri ndr.) non mancano di certo anche questa sera e così, tra una “pausa birretta” e qualche sguardo malefico di Federico Maffei, arriviamo circa a metà scaletta con la strumentale Anomalus. Cornamuse e pelli picchiate senza ritegno, un pubblico che balla non mostrando alcun segno di stanchezza e la professionalità di umili musicisti:  ecco lo scenario dinanzi a noi.
I vecchi pezzi lasciano il posto al nuovo materiale: Anna, Supernova e Scintilla, i cui versi sono ormai diventati tormentoni; viaggi mentali metafisici o grido di riscossa, poco conta, ormai si canta a squarciagola.
Il livello alcolico e di disagio, raggiungono l’apice in Mercanti Anonimi ed Un’ altra Volta Ancora, quest’ultima ispirata al liquore Anthidoto, che probabilmente annebbia solo suonandola!
Lo spirito che si respira è quello di festa, di sette musicisti che scherzano tra di loro, ridono e si divertendo; Andrea Locatelli diventa “aiuto batteria” del vecchio “picchia casse” Edoardo Sala, Luca Bonometti ci regala sfavillanti “hair”banging, mentre Matteo Frigeni si cimenta in balletti alla Pulp Fiction.
Tra un inciampo di Lorenzo, scambi di microfoni e birra a fiumi, la complicità con i fans è sempre più profonda, tanto da cimentarsi in uno stage-diving. Il pubblico lo accoglie a braccia aperte, mentre noi di Metal Winds lo vediamo perdersi nei meandri di braccia, pogo e polvere; se questo non è un perfetto sodalizio, ditemi voi cosa potrebbe esserlo. Il bis di chiusura è composto da: Anime Dannate, Omnia Fert Aetas, Prua Contro il Nulla e Con Passo Pesante. Se con la prima veniamo invitati a cantare il ritornello perchè: “Dopo dieci anni mi sono rotto di cantarlo ogni sera” cit., con Prua Contro il Nulla compaiono autonomamente, nel mezzo della folla, vogatori pronti a farsi condurre in incessanti danze, dal proprio capitano.
Il coro Rocce Nere intonato dal pubblico è la rappresentazione dell’ affetto descritto poc’ anzi; chiusa perfetta di una splendida serata.

Quello di Brescia è stato un concerto revival di vecchi tempi, senza rigore, energico, una serata madida di sudore, dove anche i Folkstone, ci è apparso, si siano divertiti assieme a noi. Ho trovato un pubblico pronto a farsi trascinare dal loro impeto, musicisti poliedrici (Roberta all’ arpa è sempre una piacevole emozione ndr.), occhi lucidi, sinergia sia sul palco che fuori.
Nota di merito per la scelta dei brani eseguiti: un excursus musicale sulla storia della band e la propria evoluzione; se davvero essi rispecchiano la caratteristica dell’ Ossidiana, ovvero di essere un vetro vulcanico in divenire, per il futuro ci aspettiamo tante altre sorprese e sviluppi artistici di rilievo.

Per concludere: mai perdersi un concerto dei Folkstone!
Se vi “bidonano” poco prima, non scoraggiatevi: prendete una birretta e venite a fare festa sotto il palco, qualcuno della “Marmaglia” che vi abbraccerà e canterà a squarciagola con voi, lo troverete!

About Mary 8 Articles
Amante di live e fotografia, quando non scrivo di concerti, li fotografo. Ascolto principalmente Folk e Heavy Metal. Svapo addicted, acida, sarcastica e pignola, il tutto concentrato in 1.58 metri di pura cattiveria.

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3 risposte a “Folkstone + Cara Calma @ Crazy Cow Fest (BS)”

  1. Posso dire “io c ero!” e condivido tutto quanto esposto , soprattutto a livello di bella energia e positività. Bella festa, bravi anche i Cara Calma e Folkstone più in forma che mai!

    • Grazie mille Rossana, ci fa piacere che ti sia piaciuto il nostro articolo!
      Gran bella serata come non se ne vedevano da tanto tempo.

      A presto!

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