Abbiamo avuto il piacere di intervistare la mente dietro l’agenzia di management, booking e promotion: May de l’Alchimie Agency.

MW: Com’ è nata la voglia di cimentarti nelle tue attività? Cosa ti ha, sostanzialmente, ispirata?

Alchimie Agency: la musica in genere ha sempre fatto parte integrante della mia vita, e il metal è stato un elemento di presenza costante, da quando avevo 16 anni.  
Una sera di novembre 2008 ero ad un concerto underground con un’amica, vicino Lione ( vivo in Francia) dove suonava un gruppo Death Metal molto bravo. Parlando con i musicisti, mi sono resa conto che avevo molti contatti di promoters e locali, e che avrei potuto proporli sia in Francia che Svizzera. Tutto è iniziato per dar loro una mano.  

MW: Quando hai capito che questa sarebbe stata la tua strada?

Alchimie Agency: qualche mese dopo quel concerto, nel gennaio 2009, lavoravo già in booking per varie band francesi e straniere  e c’è stata la necessità di ‘regolarizzare’ il tutto, tramite statuto legale e partita Iva. In quel momento le cose sono diventate serie, anche se non l’ho mai considerata come unica strada da percorrere.

 

MW: Raccontaci del tuo percorso, della tua gavetta.

Alchimie Agency: ho molti interessi e passioni, ed ho avuto un percorso non proprio classico. Dopo gli studi in Lingue Straniere e qualche esperienza lavorativa in Italia, sono partita per lavorare nel turismo internazionale in vari paesi europei. Nel frattempo ho continuato gli studi, specializzandomi anche in Health Coaching e Naturopatia. Finito di lavorare nel turismo ho aperto l’agenzia per il booking, che all’epoca si chiamava L’Alchimie des ténèbres. Poi ho fatto anche un corso di Management e ampliato i servizi dell’agenzia, che è diventata L’Alchimie Agency, un nome misto francese e inglese per indicarne l’origine e sottolinearne l’identità internazionale.  
La gavetta in ambito musicale non è stata lunga, pero’ è stata travagliata e se vogliamo, pure bella, mi ha insegnato molto. Contrariamente a ciò’ che si pensa oggi, la gavetta ci vuole eccome. Ti puoi inventare il mestiere che vuoi, ma senza basi e senza esperienza duri poco e ti fai male (a parte qualche fortunato caso raro). Ho iniziato a lavorare per band molto piccole e le ho tirate fuori dal garage dove suonavano, le ho portate all’estero in tour e quella é stata sicuramente la soddisfazione più’ grande. Poi sono arrivate le band medie e le grandi.  Personalmente pero’ preferisco lavorare con band medie, perché vendere le band famose è troppo facile e non ho soddisfazione ( e non è ironia)!

 

MW: Descrivici brevemente il tuo modus operandi, il tuo modo di lavorare.

Alchimie Agency: L’Alchimie Agency è un’agenzia che si occupa di Management, Booking puro (non organizzo concerti, ma propongo le band per cui lavoro a chi organizza concerti e festival) e Promozione nel Metal Underground internazionale (soprattutto Black, Death e Doom Metal). Lavoro con le band del mio roster, e anche con band fuori roster. Per quanto riguarda il mio modo di lavorare nel booking non ho nessun tipo di accordo con locali o promoters, non ho nessun trattamento di precedenza, per cui propongo le mie band e se vogliono le prendono, altrimenti busso altrove. Ho molti contatti in tutta Europa, ma nessun tipo di trattamento di favore. Ho lavorato spesso su tours di settimane e anche di mesi negli anni scorsi, per band conosciute che avevo in roster, ma non è ciò che preferisco fare. Mi piace concentrarmi su mini tour di 3/4 giorni e sulle date singole, perché prediligo la qualità alla quantità, e cerco sempre di aver il meglio per le band con cui lavoro. Mi accordo il lusso di scegliere con chi lavorare, anche secondo i miei gusti. Infatti non potrei mai lavorare per una band di cui non apprezzo il sound.  
Nel management lavoro secondo definizione internazionale del mestiere di Manager. Prendo la band e me ne occupo dalla A alla Z. E’ un lavoro complesso e completo di cura dell’immagine, rapporto con i media, studi di mercato, gestione della band, booking, promozione, problem solving… A volte ci si occupa anche della salute fisica e mentale dei musicisti e si cucina pure!! E’ un un lavoro personalizzato e impegnativo, ma è ciò che preferisco perché vario, interessante e molto gratificante. Ovviamente la band deve darmi fiducia, altrimenti non ha senso né interesse per nessuna delle due parti.
Da qualche tempo poi, ho introdotto anche la promozione, visto che finalmente ho trovato una collaboratrice fantastica, Melissa Ghezzo, che si occupa interamente di quello.

MW: Com’è la tua giornata tipo? In che modo si svolge?

Alchimie Agency: dipende da dove sono! Se sono a casa mia in Francia, di solito dopo il caffè e la rassegna stampa internazionale (prima di questo sono fuori servizio!) la mattina la dedico alle mail e do un’occhiata all’attualità metal su internet. Il pomeriggio lo passo a far telefonate e ai contatti diretti con le band e con i locali. Tardo pomeriggio e sera sono dedicati al lavoro sui tours, e prima di dormire mi rilasso con la scoperta di nuove band ( e con i video di gattini e cucina!!)  Sono sempre stata una creatura notturna per cui lavoro volentieri fino alle due, tre di notte.
Se sono in viaggio di lavoro è perché devo incontrare gente, quindi vado agli appuntamenti, ai concerti, ai festival, e finalmente posso approfittare un po’ della musica live! Quando sono in Italia per vedere famiglia ed amici,  riesco comunque a rimanere connessa ed occuparmi del lavoro  soprattutto la sera.  Per una settimana circa all’anno poi sparisco totalmente, stacco con tutto, vado in posti dove non c’è connessione internet e mi immergo nelle altre mie passioni: natura, storia, arte e archeologia.

MW: Quanta differenza noti fra la scena italiana e quella estera?

Alchimie Agency: per quanto riguarda il talento, l’immagine, la musica, la passione e la tenuta scenica, ho sempre pensato che in generale, le band italiane fossero le migliori.  Pero’, come è stato già detto molte volte da diversi professionisti del metal in varie interviste, devo purtroppo confermare anch’io che l’Italiano è molto indisciplinato. Lavorare con gli Italiani è più difficile. Se tu chiami e paghi un professionista, devi ascoltarlo, non devi instaurarci un rapporto di concorrenza o di forza. E devi essere pure un po’ umile. Perché anche se sei conosciuto nel tuo paese e sei bravissimo, devi capire che fuori non ti conosce nessuno, quindi o ti fissi uno scopo e fai compromessi con il tuo orgoglio per il bene della band, oppure continui a suonare sempre nel tuo paese e non ti lamenti. Le band straniere, in genere, sono più organizzate, serie, preparate, si adattano meglio a tutte le situazioni ed hanno un comportamento più corretto. Poi per fortuna esistono le eccezioni. Per quanto riguarda invece i promoter e i locali, a parte quelli che non rispondono o ti dicono ‘scrivimi pure’ e poi neanche leggono i messaggi o ti tengono al telefono per ore ma non concretizzano mai,   trovo che ce ne siano di bravissimi anche in Italia, e non hanno niente da invidiare agli altri paesi. In poche parole: in Italia è tutto molto approssimativo, mentre all’estero c’è più ordine e rispetto e sai quasi sempre con certezza  cosa aspettarti.

MW: Qual è la situazione più assurda in cui tu ti sia mai trovata? E’ mai successo qualcosa di incredibilmente singolare?

Alchimie Agency: quando si lavora in questo ambiente succede sempre qualcosa di singolare e assurdo! Soprattutto nei tour. Mi è successo per esempio di ricevere una telefonata in urgenza alle 4 di mattina da una band in tour in pieno inverno in un altro paese, per trovare un carrozziere per rimpiazzare il finestrino rotto del van. E di passare il resto della notte su internet e al telefono per trovare la soluzione più rapida, meno cara e accettabile! Oppure di provare a risolvere l’ attacco di cervicale del batterista della band headliner quindici minuti prima del concerto! E ultimamente di dover impedire al chitarrista di una band straniera di portarsi via il gattino della padrona dell’appartamento che avevamo trovato come alloggio! Di aneddoti ne avrei migliaia da raccontare ma tanto prima o poi ci scriverò un libro!!

MW: Come miglioreresti la scena italiana? Cosa modificheresti?

Alchimie Agency: innanzitutto cercherei di far capire (alle band, a certe agenzie, a promoter e locali) l’importanza di un comportamento preciso e corretto, in questo, che deve esser considerato per ciò’ che è, cioè un lavoro serio. Mi piacerebbe far sparire tutta la competizione cattiva che esiste e che toglie senso allo spirito Metal di origine, che è di condivisione e fratellanza.

MW: Cosa consiglieresti a chiunque avesse voglia di lavorare nel tuo ambito?

Alchimie Agency: prima di tutto di armarsi di tanta pazienza e di avere una grande apertura mentale.  Anche in questo ambiente si impara tutti i giorni, visto che le situazioni cambiano e ci si deve adattare se si vuol continuare ad esistere. Direi di non fare questo mestiere per la gloria o per diventare ricchi, ma per passione della musica innanzitutto. Consiglierei anche di non arrendersi mai, soprattutto per il booking, che è un lavoro monotono, di ricerca continua e spesso di molto sforzo e pochi risultati. Poi consiglierei di entrare a far parte di quella rete (c’è in Italia e anche all’estero) di gente che fa le cose per passione, in collaborazione e in condivisione, che siano bookers, webzines, locali etc, che è meravigliosa e che voglio ringraziare e salutare. Perché se le cose le fai per passione, stai facendo il tuo lavoro al meglio, non ti stufi dopo due mesi, non ti mangi il fegato, non ti esaurisci e vai avanti tranquillamente per la tua strada!

MW: A te la parola! Cosa vuoi dire e condividere con i nostri lettori?

Alchimie Agency: innanzitutto vorrei ringraziare voi per avermi dato spazio, poi vorrei dire che la mia agenzia é sempre aperta ad ogni tipo di collaborazione ( nei generi di cui mi occupo, cioé Death, Black e Doom Metal), per cui non esitate e contattatemi!

 

May 
Manager & Booking agent 
L’Alchimie Agency

 

 

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