Metal Winds ha avuto il piacere di scambiare due parole in compagnia degli Eversin, band dedita ad un personalissimo modo di proporre il Thrash Metal fra old school e sensazioni più moderne; rispondono Ignazio Nicastro (bassista) e Giangabriele Lo Pilato (chitarrista).

 

MW:Alla luce di quel che è “Armageddon Genesi”, possiamo definirlo come il secondo tassello di un discorso ex novo iniziato dal precedente “Trinity: The Annihilation”?

Giangabriele: Trinity: the Annihilation è stato il vero punto di svolta. L’album ha portato alla luce in maniera netta e riconoscibile le principali caratteristiche del nostro songwriting cosa che solo parzialmente si era verificato su “Tears on the Face of God” del 2012. Sarebbe stato facile per noi fare un “Trinity parte 2”, l’album ha avuto davvero un grande successo, come mai prima era accaduto, e quindi non sarebbe stato affatto difficile riciclare qualche idea. Invece lo abbiamo preso come spunto per sviluppare “ARMAGEDDON GENESI” che, seppur presentando le caratteristiche che ci hanno reso un nome molto noto al mondo del Metal, è un disco molto diverso da “Trinity”.

 

MW: Parliamo più nel dettaglio del concept di “Armageddon Genesi”: significati, sfumature…

 Ignazio: In realtà Armageddon Genesi non è un concept. Scrivendo i nuovi testi ho cercato di far coesistere la storia e  l’attualità con quanto scritto nella Bibbia, soffermandomi in particolare sugli scritti di San Giovanni. Ho provato a fare luce sull’Armageddon, la fine suprema, questo dio apparentemente morente che viene continuamente evocato dalla razza umana nei più svariati modi. Secondo la Bibbia la battaglia finale tra il bene ed il male avrà luogo presso l’altipiano israeliano di Har-Megiddo, cosa che va ad alimentare il più classico immaginario collettivo. Io ho invece ho voluto vedere nell’Armageddon un concetto puramente astratto, un’idea che, oggi, potrebbe essere realizzata dall’uomo attraverso la tecnologia da lui stesso creata, attraverso l’estremismo religioso o attraverso la smania di potere.  Ho provato a far luce sull’idea di una sorta di eutanasia auto inflitta nel nome del progresso, dell’evoluzione o del credo religioso.

MW: Ancora una volta avete optato per una copertina evocativa ed a tratti oscura. Chi l’ha realizzata? E com’è nata l’idea?

Ignazio: La cover è stata creata dal Team MoonRing Design, un team bulgaro che si occupa della realizzazione di copertine per nomi noti della scena Metal europea e non solo.  Fummo molto colpiti dalla bozza iniziale dell’opera la quale, dopo alcuni accorgimenti, iniziò a prendere forma fino a diventare ciò che potete vedere oggi.  Come nelle migliori tradizioni complottistiche, cospiratorie ed esoteriche, l’occhio ha un significato particolare, infatti in questo caso rappresenta la presenza  della fine suprema che alberga in ogni essere umano, in quanto è ormai evidente che questo ultimo è dedito all’autodistruzione ed all’annientamento dei suoi simili e degli altri esseri. Il peccato contro Dio, contro la Natura, contro l’esistenza è e sarà sempre parte dell’essere umano. 

 

MW: Il vostro è un Thrash Metal a tratti particolare, a metà fra nuove sensazioni e vecchia scuola. Come amate definire la vostra musica?

Ignazio: fin dagli esordi abbiamo cercato di formare la nostra personalità, di non essere una band derivativa. Non siamo interessati a tributare onori ad altre band e, pur avendo delle chiare influenze, siamo sempre riusciti a dare alla nostra musica una forte personalità ed una forte riconoscibilità. Non abbiamo mai fatto un disco uguale al precedente, anzi, abbiamo usato i nostri album come punti di partenza per sviluppare qualcosa di sempre diverso e riconoscibile. Il genere che proponiamo non è sempre di facile assimilazione, siamo coscienti che per capire pienamente la nostra proposta musicale un ascolto superficiale non è assolutamente sufficiente, il nostro è un Thrash Metal molto articolato, particolare e moderno che poco ha a che vedere con il classico Thrash. Sicuramente la base è Thrash Metal, del resto è quella la nostra principale influenza, ciò che ci ha più formato, ma penso che il termine più esatto per inquadrare la nostra musica sia Post Thrash Metal.

Giangabriele: gli Eversin non hanno mai avuto come obiettivo primario quello di piacere per forza. Noi scriviamo musica fondamentalmente per noi stessi, perché ci piace e perché attraverso la musica ci sentiamo più completi. Molte band invece compongono per gli altri, perché sentono la necessità di dover piacere a tutti, come se questo fosse un qualcosa di fondamentale, e quindi percorrono strade già conosciute proprio per non rischiare, finendo così per diventare dei cloni, senza personalità. Noi siamo ben coscienti che il percorso musicale che abbiamo scelto di intraprendere è un percorso molto rischioso, abbiamo sempre seguito il nostro istinto componendo sempre ciò che ritenevamo più opportuno, senza mai pensare a come sarebbe stato accolto un album. A quanto pare abbiamo messo a segno degli ottimi colpi e sia il pubblico che la maggior parte della stampa specializzata hanno sempre dimostrato di gradire a comprendere come la band nel corso degli anni si è evoluta, ma non ti nascondo che nel corso degli anni abbiamo ricevuto molte critiche soprattutto da chi, vedendo il Metal come una forma d’arte statica e con leggi ferree, ha dimostrato nei nostri confronti quasi una forma di odio.        

 

MW: Le liriche di “Armageddon Genesi” sono molto particolari, non lasciano certo indifferenti. Da cosa traete ispirazione, liricamente parlando? Come nasce un testo degli Eversin?

Ignazio: oh beh, mi basta aprire la finestra al mattino per trovare decine di cose che mi fanno girare le scatole e che in un certo modo possono darmi una veloce ispirazione per comporre musica o scrivere un testo. Quando accendo la tv e guardo un qualsiasi TG provo talmente tanto disgusto che potrei scrivere una discografia sana. Guerre, malattie, povertà, genocidio, politica, religioni… Il mondo è governato dal caos in nome del denaro e tutto questo schifo è per me fonte di nausea ma anche di ispirazione. La furia iconoclasta di Armageddon Genesi è data dall’odio che gli Eversin provano per tutta questa merda.

MW: Quanto è stato complesso trovare l’amalgama giusta, fra i vari componenti? Cos’ha cementificato il sodalizio fra i membri degli Eversin?

Ignazio: come nelle migliori famiglie ci sono spesso incomprensioni tra di noi, ma alla base di tutto c’è il rispetto reciproco ed il rispetto dei ruoli all’interno della band. Ci conosciamo da tanti anni, eravamo amici ancor prima di intraprendere questa bella avventura assieme e quindi la cosa ci ha molto giovato.

Giangabriele: penso che il conoscersi a fondo sia un punto a nostro a favore sia nella composizione della nostra musica che nei rapporti all’interno del gruppo. Ormai ci capiamo con uno sguardo e siamo ben coscienti di ciò che possiamo proporre in sede di composizione senza che questo rappresenti un problema o un motivo di attrito.

 

MW: Come intendete promuovere “Armageddon Genesi”? Parlateci della vostra attività live nell’odierno  presente

Ignazio: Abbiamo suonato in Estonia il 29 giugno assieme ai Lacuna Coil ed agli I Am Morbid di Dave Vincent ed il giorno successivo ci siamo recati in Grecia al Chania Rock Fest, in cui abbiamo suonato l’anno scorso, per presentare ufficialmente l’album ai supporters greci. Sono già in programma altre date live per la fine del 2018 e i primi mesi del 2019 che però, non essendo ancora state ufficialmente confermate da chi di dovere, non posso anticipare.

MW: Tre anni hanno separato “Trinity…” ed “Armageddon”. Avete già in mente un proseguo, o vi prenderete una sacrosanta pausa dall’attività in studio?

Ignazio: posso dirti che ho già un paio di brani che suonano molto bene ma che di sicuro verranno smontati e rimontati prima di poter dire che siano quantomeno decenti, quindi al momento è molto presto per avere un minimo di idea sulla direzione stilistica di un eventuale nuovo disco. Cosa sicura è che ci sarà un altro capitolo targato EVERSIN.

Giangabriele: ci sarà un altro disco degli Eversin, è cosa certa, infatti nel poco tempo libero di cui disponiamo, come anticipava Ignazio, abbiamo già iniziato a gettare le basi per qualche nuova canzone. Non so se il prossimo disco arriverà fra due, tre o quattro anni, ma arriverà e quando arriverà sarà devastante più di Trinity e Armageddon Genesi messi assieme. Chi si ferma è perduto, no?

MW:Per finire, a voi la totale libertà di parola! Cosa volete dire ai lettori di MetalWinds? 

Ignazio: grazie ragazzi per il supporto e le belle parole spese sul nostro ultimo disco. Un caro saluto a tutti i vostri lettori. A presto.

Giangabriele: grazie per la bella intervista, e per il supporto che ci avete dato. Ai vostri tanti lettori vorrei dire di supportare sempre e solo la musica fatta col cuore, quella vera, il resto è solo finzione.

 

Lascia un commento:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *