In occasione della Fiera internazionale della Musica 2018, lo staff di Metal Winds è lieto di porre qualche domanda all’ideatore Verdiano Vera!

 

 

 

MW: Ciao Verdiano, grazie per aver accettato di rispondere a qualche nostra domanda.
Iniziamo subito, com’è nata l’idea di creare la fiera internazionale della Musica? Com’è cominciata la tua attività? Quando sei stato folgorato sulla via di Damasco? Descrivici il tuo rapporto con la musica: cos’ami ascoltare, cosa ti emoziona, cosa ti lascia indifferente e così via.

Ho iniziato a giocare con la musica da bambino. Avevo in casa alcuni strumenti musicali di mio papà, e iniziai ad usarli per dare vita le mie prime composizioni amatoriali. Una fisarmonica, due chitarre, un’armonica a bocca e qualche percussione. Da lì a poco mi appassionai, e iniziai ad avere il desiderio di capire meglio la musica: di ascoltarla, di suonarla, di studiarla. Iniziai a suonare la chitarra con un amico, con il quale, a 12 anni, fondammo il nostro primo gruppo musicale. Purtroppo, le canzoni che scrivevamo erano tutte uguali, perché le nostre conoscenze musicali erano limitate. Così capii quanto fosse importante studiare la musica, e iniziai a studiare chitarra classica con un insegnante indiana a Genova, Eli Tagòre, che mi trasferì le basi della teoria musicale, del solfeggio, dell’armonia e della chitarra classica. Successivamente frequentai il Conservatorio Nicolò Paganini di Genova. A 16 anni iniziai a suonare la chitarra elettrica nei locali della Liguria con alcuni amici musicisti più grandi di me, insieme ai quali affittai uno scantinato a Genova per fare le nostre prove musicali. Trascorrevo più ore in quello scantinato che a casa mia. Iniziai ad avere la passione per gli strumenti musicali. Comprai il mio primo computer per fare musica a 17 anni, un Atari ST con una versione primitiva di Cubase, e iniziai a realizzare basi musicali conto terzi. Un amico mi insegnò le prime tecniche di registrazione multi-traccia. Allora usavamo i registratori a bobine Revox; era il periodo in cui il digitale iniziava a farsi sentire, uscivano gli ADAT, nascevano i primi registratori multi-traccia su Hard Disc Fostex. Con i primi soldi che guadagnai iniziai ad acquistare attrezzature home studio e strumenti musicali usati. Ben presto, altri amici musicisti, mi chiedevano di utilizzare i miei strumenti musicali. Così la mia attività diventò un business. A 18 anni chiesi ai miei genitori di anticiparmi i soldi per acquistare una piccola casetta indipendente da ristrutturare per realizzare uno studio di registrazione, che avrei pagato piano piano lavorando. Nacque così il Mediatech Studio, che visse per 11 anni. La mia passione per gli strumenti musicali crebbe in maniera esponenziale, tutto quello che guadagnavo lo investivo in strumenti musicali e attrezzature per la registrazione. In 11 anni registrai molti dischi: per conto di Ecosound producevo Musica Ambient e Chillout, per conto di Black Widow Records producevo musica Progressive Rock, e per conto mio producevo Pop Rock. Nel 2008 progettai insieme a mia moglie l’attuale Studio Maia, nel cuore di Genova, uno studio di registrazione dedicato all’accoglienza del musicista. Nel nuovo studio iniziai a produrre gli album di alcuni amici, ma nessuno avrebbe mai immaginato che da li a poco, internet avrebbe cambiato così rapidamente il mercato della musica. Così, nel tentativo di esplorare i mezzi di promozione esistenti a disposizione della musica, mi avvicinai alla televisione. Iniziai ad acquistare spazi televisivi su Telegenova, per produrre trasmissioni televisive mie, e far ascoltare la musica che producevo. Da li a poco, gli ottimi risultati di ascolto che ottenni con le mie trasmissioni televisive, mi portarono a trovarmi coinvolto in decine di progetti televisivi per conto di emittenti come Odeon TV e 7Gold, e mi trovai in poco tempo a gestire la produzione, il palinsesto, la raccolta pubblicitaria e la direzione artistica di Teleliguria. L’esperienza televisiva fu cruciale per la mia carriera perchè mi aprì le porte a molti canali, anche all’estero, e da li a poco nacque l’idea di mettere insieme tutte le conoscenze acquisite negli anni per creare un evento per la musica che in Italia non esisteva: La Fiera Internazionale della Musica.

 

MW: Come distingui una persona di talento da un personaggio anonimo? Parlaci del tuo “occhio” clinico.

Nella musica esiste uno strumento fatto apposta per distinguere il talento che si chiama “orecchio”.   Tutti ce l’hanno. Il segreto per rendere un orecchio più esperto e più affidabile di un altro, è  ascoltare tanta musica, capirne le differenze, studiarne il messaggio, distinguerne il valore e percepirne la complessità. Io ascolto molta musica, di qualsiasi genere, dal Rock al Pop, dal Prog al Folk, dalla Musica Elettronica alla Musica Classica, dall’Hip Hop all’Ambient Music. Vorrei poter dedicare molto più tempo a questa attività, ma spesso, per distinguere un talento, devo affidarmi a chi ne ascolta più di me.

 

MW: Come organizzi la tua giornata lavorativa?

Io lavoro tutti i giorni. Difficilmente trascorro un giorno senza fare almeno un paio di telefonate di lavoro: che sia Domenica, Natale, Capodanno o Ferragosto. Il mio lavoro è la mia passione. Lavoro prevalentemente a progetto. Ogni progetto ha un suo obbiettivo. Ogni obbiettivo ha un suo crono-programma. Ogni crono-programma prevede una serie di “prossimi passi”. Ogni cosa che faccio durante il giorno deve portarmi ad una sola domanda: “qual è il prossimo passo?”. Ogni “prossimo passo” mi porta a compiere determinate azioni, che piano piano mi fanno arrivare al mio obbiettivo finale. Quando decido di seguire un progetto nuovo, mi pongo un obbiettivo, decido il quantitativo di risorse da dedicare a quel progetto, stabilisco una scadenza, e inizio a lavorare. Affido tante mie attività quotidiane alla tecnologia, e tante altre ai miei collaboratori. Posso contare sull’aiuto di mia moglie, su uno staff di persone preparate e qualificate che mi aiutano, e seguo ogni progetto come se fosse “il progetto della mia vita”. In tutto questo sono aiutato da un’efficientissima segreteria telefonica on-line, che gestisce le telefonate in entrata nel mio ufficio e fa si che io riceva i messaggi più importanti sotto forma di messaggio sul cellulare, un calendario on-line che tiene traccia di tutti i miei appuntamenti, e un gestionale personalizzato on-line che tiene traccia di costi e ricavi, fatture, scadenze, pagamenti, contratti, documenti, risorse, fornitori, partners, clienti, contatti e impegni.

 

MW: Di che tipo di professionisti ami circondarti? Descrivici il tuo team

Le persone che mi piacciono di più, sono quelle che risolvono i problemi invece di crearli. Le persone sono la cosa più importante, quelle che spesso possono cambiare il risultato di un intero progetto. Per una serie di combinazioni fortunate, mi trovo circondato da uno straordinario team composto prevalentemente da amici e familiari: Io e mia moglie Linda lavoriamo insieme, siamo due creativi. Lei è la migliore grafica che io abbia mai conosciuto. Mio cognato Giorgio è un bravissimo avvocato, mia cognata Laura è una straordinaria commercialista. Il mio amico Stefano è un creativo appassionato di pubblicità on-line. Ho nel mio team persone straordinarie come Giovanni, amico, musicista, filosofo e appassionato di progetti culturali; Piero, amico, giornalista ed editore; Claudia, bravissima commerciale ed organizzatrice di eventi; Donato, il mio ufficio stampa; Massimo, amico, discografico, produttore, organizzatore di eventi e grandissimo esperto in ambito rock e prog. Durante il FIM, posso contare su circa 35 collaboratori scelti, tutti con un proprio compito preciso, tutti molto bravi e affidabili.

 

MW: Quali sono le soddisfazioni più grandi che il tuo lavoro è in grado di donarti? Viceversa, cosa è più ostico e complesso? Quali obbiettivi hai raggiunto e quanti ne hai prefissati?

Lavorare su un proprio progetto nuovo e originale, è di per se una delle cose più appaganti del mondo. A prescindere dal risultato che si ottiene. Il problema più difficile da risolvere è sempre  lo stesso: il conto economico. Ogni giorno, appena mi sveglio, mi pongo decine di obbiettivi, e ogni giorno, quando vado a dormire, sono soddisfatto se ho raggiunto almeno la metà degli obbiettivi che mi sono posto al mattino.

 

MW: Cosa consiglieresti ad un giovane intenzionato ad intraprendere una carriera nei tuoi ambiti?
Il consiglio più utile che potrei dare è quello di fare il possibile per imparare a distinguere le cose importanti da quelle meno importanti, le persone affidabili, da quelle inaffidabili.

 

MW: Sei un personaggio estremamente polivalente: come riesci a conciliare le tue diverse anime?

Fondamentalmente, alla base di ogni attività che intraprendo, c’è sempre arte e creatività. Mi appassionano i progetti che aggregano le persone e quelli aperti all’innovazione, mi piacciono i progetti che hanno un loro senso, un significato, una mission, un obbiettivo. Di qualsiasi genere.

 

MW: Parliamo ora un po’ più approfonditamente della Fiera, quali sono i pro ed i contro di un’organizzazione così impegnativa?

I pro sono rappresentati sicuramente dai risultati che otteniamo ad ogni fine manifestazione, all’impressionante numero di aziende e di persone che riusciamo a mettere insieme e a coinvolgere per l’evento, agli incredibili nuovi progetti che nascono ogni anno grazie al FIM, all’emozionante beneficio che ne traggono i coloro i quali si avvicinano alla musica e agli strumenti musicali proprio grazie alla fiera; i contro sono rappresentati dall’enorme quantità di tempo, di impegno e di risorse umane ed economiche che occorrono per realizzare ogni singola edizione del FIM.

 

MW: Come selezioni e scegli ospiti ed eventi?

É quasi un miracolo come ogni anno gli eventi, gli ospiti e le novità del FIM vengano fuori in maniera quasi naturale e spontanea. Spesso basta selezionare le proposte che arrivano sulla base della linea progettuale dell’evento, altre volte basta leggere attentamente i comunicati stampa che arrivano in redazione per trovare nuovi spunti, la maggior parte delle volte è sufficiente seguire i canali di comunicazione musicali per scegliere i migliori contenuti da inserire.

 

MW: Quali sono gli artisti che vorresti portare alla Fiera nelle prossime edizioni? E quali sono gli obiettivi che ti vuoi prefissare per le prossime edizioni ?

FIM è un progetto in continua evoluzione. Al termine di ogni edizione, è molto difficile capire come sarà la prossima, proprio perché il FIM è un’evento che nasce dal basso, e quindi si plasma sulle tendenze della filiera musicale basandosi sulle reali esigenze del mercato. Quello che possiamo già prevedere è che la naturale e spontanea direzione verso la quale sta andando il FIM è la formazione in ambito musicale, proprio perché l’idea innovativa attuale è quella di lavorare sul futuro della musica, avvicinando alla musica oggi coloro i quali potranno diventare i musicisti del domani.

 

MW: Concludendo, ti lascio qualche riga da dedicare ai nostri lettori

Concludo ringraziando tutti coloro i quali sono arrivati insieme a me alla fine di questa intervista; li invito ad ascoltare tanta musica e a venirci a trovare al FIM, che sarà a Milano, in Piazza Città di Lombardia, dal 31 maggio al 3 giugno 2018.

 

WEB:
http://www.verdianovera.com/

Fiera Internazionale della Musica

 

 

 

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