THE FACELESS – Autotheism

THE FACELESS – Autotheism

THE FACELESS – Autotheism

TITOLO: Autotheism
ARTISTA: The Faceless
GENERE: Technical Death Metal
ANNO: 2012
PAESE: Stati Uniti
ETICHETTA: Sumerian Records

I The Faceless sono una band Technical Death Metal proveniente dagli Stati Uniti. Rispetto al loro precedente full, Planetary Duality, Autotheism si presenta come un lavoro molto più maturo. L’album inizia con una suite, vi sono infatti tre canzoni tra loro legate: Autotheist Movement I: Create, Autotheist Movement II: Emancipate, Autotheist Movement III: Deconsecrate.
La prima traccia si apre con una linea di piano, sostituita successivamente da strumenti ad arco che ne introdurranno altri.
La batteria comincia quasi a suggerire una svolta senz’altro più dura, ma le tastiere continuano ad evidenziare l’eleganza che ci accompagnerà per tutto l’album.
La voce si alterna magistralmente tra clean e growl, creando melodie nelle quali ci si può perdere senza alcuna difficoltà. Se ne fossimo all’oscuro, penseremmo che i tre brani siano un’unica canzone, in quanto è talvolta difficile capire dove si conclude un pezzo e dove ne inizia un altro. Autotheist Movement II: Emancipate, inizia subito con un potente growl e strumenti, i quali strutturano un muro del suono fatto di tecnicismi. Ad un certo punto il brano diventa di colpo più pacato e si ode il pianto di un bambino, accompagnato dalla leggerezza delle melodie le quali sfociano poi, nuovamente, in una voce cupa anche se nel sottofondo udiamo chiaramente la delicatezza del piano. Seguono poi veloci riff di chitarra ed anche qui sarà presente l’intervallarsi di una voce calda e pulita a quella sporca.
Vi sono anche assoli di chitarra, successivamente accompagnati dal rullare delle pelli. Nonostante il brano abbia una durata di circa sette minuti, non risulta mai monotono, anzi l’ascolto è avvincente e ci si trova di fronte ad una traccia piena di sorprese.
Arriviamo quindi all’ultimo pezzo che compone la triade.
Inizia con l’udirsi del piano ed una voce in clean, la quale può ricordare le performance teatrali di spettacoli inglesi d’altri tempi. Quest’atmosfera è poi rotta dal growl e dal succedersi degli strumenti mai caotico, infatti nonostante gli innumerevoli tecnicismi, il tutto risulta ben costruito. Anche qui vi sono voci di bambini e possiamo sentire distintamente forti influenze jazz.
Questi tre brani sono una sorta di inno alla scienza, argomento che i The Faceless hanno molto a cuore.
Il concept dell’album infatti è incentrato sulla superiorità della scienza sulla religione e sulla realizzazione dell’uomo.

Anche in Accelerated Evolution è presente una intro suggestiva che confluisce in sonorità decisamente più pesanti, le quali vengono messe in disparte quando si presenta la voce in pulito. Il rullante è utilizzato in modo da conferire quell’intervallare tra quiete e confusione, che mai scade nella ripetitività.
The Eidolon Reality inizia subito con il sovrapporsi di più strumenti, i quali si fondono alla perfezione. L’utilizzo delle percussioni è ricco di blast beat, tipici del Metal estremo. Tecnicismi a profusione, come d’altronde nel resto dell’album in questione, mai fini a sé stessi. Un’atmosfera altisonante si fa strada anche nell’apertura di Ten Billion Years, che va poi ad immettersi in un sound più oscuro, grazie anche all’uso del basso che conferisce cupezza al brano.
Il connubio tra chiarezza di linea melodica vocale, tecnicismo nella strumentazione e pesantezza risulta essere particolarmente ben riuscito. Gli assoli sono molteplici, ma senza tediare. La canzone si conclude con un liquefarsi di suoni che ci accompagnano all’ascolto del brano successivo.
Hail Science è un intermezzo, traccia solo strumentale nella quale vi è una voce registrata, la quale inneggia alla scienza, con fare professionale. Potremmo infatti essere portati ad immaginare un giornalista protagonista in un notiziario oppure un professore universitario che tiene una lezione davanti alla sua classe. Vorrei riportare qui una frase pronunciata in questo eloquio, per tentare di chiarire il concetto: “Science is on the verge of debunking the preposterous concepts of mythological superstitions and enlightening the world to a new age of self-empowerment.”
Hymn of Sanity
è un continuum della traccia precedente, infatti nonostante questo non sia un brano solo strumentale poichè dopo la prima metà spicca la presenza della voce di un uomo che sta chiaramente facendo un monologo rivolgendosi all’umanità: “Brothers and sisters! Free your bodies from the contempt of a soul. Let it die with archaic ideals. The only heaven and hell are the ones you make for yourself here and now. Accept science into your life!”. Come ho precedentemente detto, il tema della scienza è caro ai The Faceless.
In Solitude si apre con un leggera intro ad opera del chitarrista, successivamente accompagnata da una voce che quasi commuove per la sua dolcezza nei toni. Un’atmosfera permeata di tranquillità viene poi infranta da alcuni colpi di percussioni. Anche qui, troviamo un salendo di tecnicismi i quali, nonostante siamo giunti ormai all’ultima traccia, non disturbano affatto. I suoni pian piano si diradano, suggerendo la conclusione di questo capolavoro.

Un album che tutti gli amanti del Technical Death Metal dovrebbero ascoltare; finora l’opera più matura dei The Faceless (senza nulla togliere ai loro altri lavori). Tecnicismi a non finire, ma che mai cadono nel banale, infatti tutto ha un filo logico. Il full in questione per poter essere compreso a pieno ha bisogno di essere ascoltato più volte. Un ascolto superficiale di esso ci indurrebbe a perdere molti dettagli che a primo impatto potrebbero sfuggirci. Se vi piacciono sonorità dure, ma senza rinunciare alla melodia questo album vi sorprenderà piacevolmente. Con Autotheism i The Faceless hanno superato sé stessi, pubblicando un lavoro curato nei minimi dettagli.

 

VOTO: 95/100

 

Tracklist:
1. Autotheist Movement I: Create
2. Autotheist Movement II: Emancipate
3. Autotheist Movement III: Deconsecrate
4. Accelerated Evolution

5. The Eidolon Reality
6. Ten Billion Years
7. Hail Science
8. Hymn of Sanity
9. In Solitude

Line Up:
Geoff Ficco – voce
Michael Keene – chitarra, voce, tastiere
Wes Hauch – chitarra
Evan Brewer – basso
Lyle Cooper – batteria

WEB:
https://www.facebook.com/thefaceless


 

Teresa Medori

teresa

Ascolto Metal da più di dieci anni, ho studiato canto per più di tre anni presso una scuola, ed il resto da autodidatta. Il genere che prediligo è il Technical Death Metal, nonostante comunque io ascolti anche molto altro in ambito Metal.

Lascia un commento:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *