TITOLO: Pinewood Smile
ARTISTA: The Darkness
GENERE: Hard/Glam Rock
ANNO: 2017
PAESE: Regno Unito
ETICHETTA: Cooking Vinyl

 

I The Darkness sono un gruppo britannico fondato nel 2000 a Lowestoft, Suffolk dai fratelli Justin e Daniel Hawkins (voce e chitarra).  Nel 2003 i Nostri pubblicano l’album d’esordio Permission to Land, che vende più di un milione di copie solo nel Regno Unito. Il 2005 è l’anno di One way ticket to Hell and Back con la collaborazione di Roy Thomas Baker, celeberrimo produttore dei Queen, il quale comprende hit come One Way ticket to hell and back, Is It Just Me? E Girlfriend. L’album è un successo planetario ed ottiene il disco di platino.  La band intraprende un tour del Regno Unito, seguito da un tour mondiale e un tour dei maggiori festival europei, tra cui l’Heineken Jammin Festival.  All’apice del successo, nell’agosto del 2006 il frontman Justin Hawkins annuncia di lasciare temporaneamente la scena musicale per disintossicarsi dal pesante consumo di cocaina. La band torna a far parlare di sé nel 2011, esibendosi come co-headliner al Download Festival al fianco dei Def Leppard. Nel 2012 il gruppo apre le date europee del Born This Way Ball Tour di Lady Gaga. Nell’agosto del 2012 viene pubblicato l’album Hot Cakes, un lavoro genuinamente rock old school con inserti extreme metal, che ottiene un discreto successo di vendite. Dopo numerosi cambi di line up, nell’aprile del 2015 Rufus Taylor, figlio di Roger Taylor (batterista dei Queen) entra a far parte del gruppo. Nello stesso anno viene pubblicato il quarto album The Last Of Our Kind.Nel 2017 i Nostri pubblicano Pinewood Smile con l’etichetta Cooking Vinyl, in collaborazione con Adrian Bushby, che ha lavorato con band del calibro di Foo Fighters e Muse. Il full-length è composto da dieci tracce per circa quaranta minuti di musica. L’opening track è All The Pretty Girls, un pezzo sfrontato e di grande impatto. Segue Solid Gold, una critica della condizione odierna del business musicale, un trascinante pezzo hard rock con riff alla AC/DC e un ritornello di immediata ricezione: “We are legends with a power that you can’t deny, we’re immortal ‘cause these songs will never die/ and we’re never gonna stop, shitting out solid gold. Japanese Prisoner of Love, insieme a Southern Trains, è probabilmente uno dei migliori pezzi, che per l’irruenza e potenza della sezione ritmica ci ricorda molto il sound degli inizi ed esalta l’estro del batterista Rufus Taylor. Per questa produzione la band mantiene inalterato il proprio stile: scanzonato, festoso, kitsch e totalmente disinibito, non abbandona l’utilizzo di tutine colorate ed attillate care alla tradizione glitter rock.
I Nostri non si discostano dalla più che collaudata formula musicale che prende spunto dal rock degli anni 70 e 80, e da quella commistione di sonorità appartenenti ai Queen e agli AC/DC che ha riscosso tanto successo.  L’album conserva la grinta e l’energia del passato ma mancano incisività e mordente: il ritmo è trascinante ma la qualità dei pezzi non è omogenea –  come per la ballata inconsistente Why Don’t The Beautiful Cry?, probabilmente il peggior brano  – e la voce in falsetto di Justin Hawkins risente degli anni trascorsi in rehab. Pinewood Smile è un album discreto e prodotto magistralmente, ma non regge il confronto col passato e non soddisfa le aspettative: è un passo incerto verso la qualità musicale del passato periodo d’oro. Non ci resta che aspettare e vedere cosa riserva il futuro.

VOTO: 75/100

 

TRACKLIST:

01. All the Pretty Girls
02. Buccaneers of Hispaniola
03. Solid Gold
04. Southern Trains
05. Why Don’t the Beautiful Cry?
06. Japanese Prisoner of Love
07. Lay Down with Me, Barbara
08. I Wish I Was in Heaven
09. Happiness
10. Stampede of Love

LINE UP:

  • Justin Hawkins – voce, chitarra, tastiera
  • Daniel Hawkins – chitarra
  • Frankie Poullain – basso
  • Rufus Taylor – batteria

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