TETHRA – Like Crows For The Earth

TETHRA – Like Crows For The Earth

TETHRA – Like Crows For The Earth

TITOLO: Like Crows For The Earth
ARTISTA:
Tethra
GENERE:
Doom/Death Metal
ANNO:
2017
PAESE: Italia
ETICHETTA:
Sliptrick Records

 

I Tethra sono una band nostrana di Novara nata nel 2008. Due anni dopo, iniziano a suonare live e nello stesso 2010 realizzano il loro primo lavoro: l’EP At The Gates Of Doom. Intanto continuano i loro tour, supportando band come Sepultura, The Foreshadowing, Sadist, Forgotten Tomb e altri ancora. Il loro primo full-length invece verrà rilasciato nel 2013: Drown Into The Sea Of Life.
In Like Crows For The Earth, pubblicato a Febbraio del corrente anno, si nota come la band sia maturata rispetto ai precedenti lavori; l’album è stato registrato e mixato da Matt Stancioiu (Ex Labyrinth) e masterizzato da Greg Chandler (Esoteric).
Il lavoro comincia con Resilience, una intro piuttosto breve la quale ha la funzione di accoglierci in Like Crows For The Earth.
Transcending Thanatos riprende le stesse sonorità della traccia precedente, almeno in principio, poi dopo pochi minuti un growl spezza l’apparente calma; Thanatos è nella mitologia greca la personificazione della morte.
La performance del cantante si dimostra particolarmente versatile, intervallando harsh vocals, voce in pulito e growl. L’atmosfera è prevalentemente malinconica la quale ci accompagnerà per tutta la durata del full-length; la presenza della voce in pulito, rende il ritornello di facile presa. Prelude To Sadness è un altro pezzo solamente strumentale, che non spezza l’atmosfera creatasi finora e ci fa meglio immergere in Springtime Melancholy.
Quest’ultima è pervasa da una vena Goth e narra di una dipartita prematura, avvenuta in primavera, stagione simbolo della rinascita per eccellenza, quando la vita rinasce, i fiori sbocciano e tutto rifiorisce. Il pensiero però è sempre rivolto alla morte, dunque non ci sarà nessuna primavera, metaforicamente parlando, per i nostri Tethra: l’inverno sarà eterno e non c’è nulla che potrà cambiare questo. Canzone particolarmente struggente, nella quale gli strumenti rimangono delicati come per segnalare una sorta di rassegnazione; la disperazione che la morte fisica provoca in chi sopravvive, ma allo stesso tempo un non volersi separare dal ricordo: “Close to me but far from my life, an ocean of trees separate you and me. You must rest at your side, I’ll reach you at the end of my spring.”  Passiamo ora a Deserted che inizia in modo sorprendente con sonorità orientaleggianti; la traccia si dimostra sin da subito più dinamica della precedente, infatti abbiamo anche del Death, assente in Springtime Melancholy. Nonostante ciò è sempre il Doom a farla da padrone in maniera magistrale, qui miscelandosi a sonorità più dure.
Subterranean è un interludio nel quale viene messa in risalto la voce di Clode Tethra, particolarmente evocativa, mentre descrive l’animo umano, lacerato dall’interno, ma che, anche se in difficoltà, si risolleverà ogni volta: forse un barlume di speranza, nella profonda tristezza che ci circonda.
In The Groundfeeder vi è all’inizio la presenza di violini, in sottofondo, per breve tempo. Un’altra canzone particolarmente toccante, anche se nonostante la tristezza espressa, presenta punti dinamici grazie non solo agli strumenti, ma anche al growl;  anche qui i generi che si miscelano sono molteplici: Doom, Death ed anche del Goth Metal: “Now don’t let me be a useless man, a weight for Earth. Plague for the ground, don’t let me be, I’ll spend my time to feed the ground slowly”; saremo nutrimento per la terra dopo la nostra morte, sperando di essere utili almeno in quello.
Con Entropy abbiamo di nuovo una strumentale dove vengono messe in risalto non solo le chitarre, ma anche il basso dona quel pizzico di pesantezza che accentua una malinconia un po’ oscura; la batteria è assente.
In Synchronicity InSynchronicity of Life and Decay  troviamo una riflessione sul concetto di vita e declino, inevitabilmente presenti nella natura e sulla Terra, tutti i giorni. Verso la fine un assolo di chitarra rende l’atmosfera più dinamica, di colpo la musica si arresta.
Le melodie di due chitarre che s’intersecano danno il via a Earthless che prosegue con l’introduzione della batteria ed uno scream. In Like Crowns For The Earth una menzione va fatta comunque anche a Lorenzo Giudici, batterista dei Tethra, il quale riesce a mantenere dei ritmi cadenzati, ma non solo. è capace di evocare sonorità Doom, tanto quanto quelle Death, come possiamo udire anche in questa canzone.
Siamo giunti alla fine di questo full-length con la traccia omonima Like Crows for the Earth. Essa tratta del naturale cerchio della vita; di nuovo presente la contrapposizione tra ciò che siamo ora e ciò che diverremo quando saremo ormai cenere. Anche in questa traccia come di consueto, voce pulita e growl si alternano. Questa è una componente essenziale per la riuscita dell’album, perchè allo stesso tempo i Tethra riescono a trasmettere tristezza, senza abbandonare comunque sonorità più aggressive, che possono attrarre un pubblico più ampio tra gli amanti del Metal.
Like Crows for the Earth è un full-length avvolgente, colmo di malinconia, ma senza trascurare suoni più aggressivi, amate dai fan del Metal in generale. è un lavoro che sicuramente sarà molto gradito agli amanti del Doom, ma non solo. Tra i punti di forza dei Tethra c’è senz’altro la versatilità del cantante, capace di utilizzare la sua voce nel migliore dei modi ed evocare a seconda dell’occasione atmosfere tra loro varie, tra le quali malinconia, ma anche dinamismo.

 

VOTO: 80/100

 

Tracklist:

1. Resilience (Intro)
2. Transcending Thanatos
3. Prelude to Sadness (Instrumental)
4. Springtime Melancholy
5. Deserted
6. Subterranean (Interlude)
7. The Groundfeeder
8. Entropy (Instrumental)
9. Synchronicity of Life and Decay
10. Earthless
11. Like Crows for the Earth

 

 

Line Up:

Clode Tethra – voce
Luca Mellana – chitarra
Gabriele Monti – chitarra
Salvatore Duca – basso
Lorenzo Giudici – batteria

WEB:

www.tethra.it

www.facebook.com/TethraHell

Teresa Medori

teresa

Ascolto Metal da più di dieci anni, ho studiato canto per più di tre anni presso una scuola, ed il resto da autodidatta. Il genere che prediligo è il Technical Death Metal, nonostante comunque io ascolti anche molto altro in ambito Metal.

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