TESTAMENT – Brotherhood of the Snake

TESTAMENT – Brotherhood of the Snake

TESTAMENT – Brotherhood of the Snake

TITOLO: Brotherhood of the Snake
BAND: Testament
GENERE: Thrash Metal
ANNO: 2016
LABEL: Nuclear Blast
COUNTRY: Usa

L’ultimo disco di questa storica formazione a stelle e strisce è un lavoro sorprendente per due semplici motivi: il primo consiste nella qualità generale, il secondo risiede nella potenza e nell’energia emanata da una band che esordì nel lontano 1987 e che ancora oggi risulta carica come non mai. Questi elementi riescono addirittura ad innalzare la band sino al (quasi) raggiungimento di livelli comparabili a quelli raggiunti ormai 18 anni fa con il mai troppo lodato The Gathering.
I Testament negli ultimi anni si sono contraddistinti per una florida attività sia live sia studio, tra album e concerti sempre validissimi, dopo aver attraversato alcuni anni turbolenti tra lavori non sempre all’altezza (The Ritual, Demonic) ed i problemi di salute del singer Chuck Billy. Dopo otto anni dal ritorno in pompa magna con il buon The Formation of Damnation e a quattro dall’altalenante Dark Roots of Earth gli storici thrasher ritornano quindi presentandoci un disco assassino, caratterizzato da un sound recante in sé pochissima voglia di compromessi, in grado di far dimenticare in un sol colpo l’ultimo episodio non esattamente esaltante. Riuscendo anche a superare la qualità di The Formation of Damnation.
Lo stile è quello al quale la band ci ha abituati negli ultimi due dischi: un thrash metal californiano imbastardito da venature death metal, che non raggiunge certi eccessi (il già citato The Gathering) per via di una certa presenza melodica, a tratti tipicamente heavy metal anni ’80.
La band capitanata dal carismatico Chuck Billy si prodiga spesso in tempi mediamente veloci, grazie ad una sezione ritmica (nella quale vi troviamo due pesi massimi del calibro di Steve DiGiorgio e Gene Hoglan) potente, vibrante e squisitamente varia grazie anche a repentini cambi ritmici impartiti dal combo, in grado di tenere botta in maniera a dir poco impeccabile. Nota di merito per la prestazione dietro alle pelli di Hoglan, il quale intelaia un tessuto ritmico che sa essere molto frenetico o più moderato, ma sempre ispirato e che sa esaltare il lavoro fatto dagli altro membri.
Il guitarwork della coppia d’asce Peterson/Skolnick è a sua volta caratterizzato da quei riffs massicci e tipici delle ultime produzioni del gruppo, alternando rasoiate Thrash/Death – che ad onor di cronaca non raggiungono l’estremizzazione fatta a suo tempo con Demonic o The Gathering – a fraseggi più melodici e tipicamente Heavy, capaci di donare al tutto un impatto devastante ma che non sprofonda comunque nella monotonia ed anzi sanno esaltare, grazie anche alle ottime prove soliste fatte da entrambi i chitarristi, prove soliste che si alternano tra assoli fulminei ad altri più lenti. Oltre a questo c’è da sottolineare come il riffing abbia comunque un sapore assai moderno, nonostante evidenti richiami al passato.
Chuck Billy dal canto suo offre una prova vocale assolutamente ineccepibile, nonostante l’età avanzi, e alterna con una certa bravura ed intelligenza il cantato pulito, molto energico, tipico degli ’80s con il suo growl, potente e cavernoso, “in uso” dai tempi di Low.
I brani hanno tutti una durata concisa e in media si assestano sui quattro minuti, una scelta intelligente vista la musica qui proposta; che riesce ad avere un ottimo tiro ed un impatto, per un totale 45 minuti i quali, salvo un mero filler, risultano essere di grande interesse per tutto il loro dipanarsi.
La produzione è tipica di casa Nuclear Blast: potente, limpida e moderna, il che potrebbe far storcere parecchio il naso ai fedelissimi della vecchia scuola, che potrebbero accusare la label di rendere i propri gruppi eccessivamente “freddi”; a conti fatti però il lavoro dei cinque non solo non viene sminuito, ma anzi viene esaltato da questa scelta che a conti fatti ci propone un sound potente e moderno oltre che molto ispirato.
Davvero un bel ritorno insomma quello dei Testament, che in un sol colpo unisce il loro glorioso passato con il presente e si rende un album al passo con i tempi, fresco e attuale, che si farà apprezzare molto dai fan della band americana, ufficialmente tornata in uno stato di grazia che non toccava dal 1999.
Di contro però c’è da dire che non è per forza detto che i nostalgici del Thrash ottantiano lo apprezzeranno nel complesso, in primis per la produzione sopra citata e poi per “l’imbastardimento” del sound, che tra un growl travolgente e scappatelle con il Death Metal potrebbe far venir qualche mal di pancia alla vecchia guardia.
Senza ombra di dubbio questo Brotherhood of the Snake risulta essere una delle migliori uscite Thrash Metal del 2016 ed, in generale, degli ultimi tempi. Buone nuove, dunque, sui lidi terremotanti del metal estremo!

Voto:85/100

Tracklist:
01. Brotherhood Of The Snake
02. The Pale King
03. Stronghold
04. Seven Seals
05. Born In A Rat
06. Centuries Of Suffering
07. Neptune’s Spear
08. Black Jack
09. Canna Business
10. The Number Game

Line Up:
Chuck Billy – Voce
Eric Peterson – Chitarra, Seconda Voce
Alex Skolnick – Chitarra
Steve DiGiorgio – Basso
Gene Hoglan – Batteria

WEB:
https://www.facebook.com/testamentlegions/

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Sebastiano Dall'Armellina

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