TEMPLE OF LIES – The Serial Killer Suite

TEMPLE OF LIES – The Serial Killer Suite

TEMPLE OF LIES – The Serial Killer Suite

TITOLO: The serial Killer Suite
ARTISTA: Temple of Lies
GENERE: Metal/Rock/Stoner/Grunge
ANNO: 2017
PAESE: UK
ETICHETTA: Attic Records

 

I Temple of Lies sono una band metal/stoner fondata a Leicester nel 2010. Da sempre impegnati in una intensa attività live che li ha portati a suonare con band del calibro di  XII Boar, Kyrbgrinder, Stormbringer, One Machine. Nel 2012 i Nostri pubblicano il primo album autoprodotto Monumental; dopo alcuni cambi nella line up (Alex Gamble alla batteria e Jags al basso) nel 2016 pubblicano il loro secondo album From Sand. L’ultima fatica del gruppo è  The serial killer suite, pubblicato nel 2017 dall’etichetta Attic Records, composto da dodici tracce per circa cinquanta minuti di musica. Il full-length  segue l’impronta del precedente From Sand, con riff catchy e poderosi come vuole la tradizione, e affronta argomenti spinosi con ironia e senza mezzi termini: critica la società odierna come prigione dell’uomo, afferma la vacuità di molti aspetti della vita umana, mette alla gogna il fanatismo e la religione; inoltre disquisisce sul ruolo dell’uomo nella società e sui ruoli predefiniti all’interno di essa, e sottolinea la volontà di volerne rompere gli schemi “The skin I’m in, hey it isn’t mine(…) set me free from myself let me be someone else cover me with yourself let me be someone else”.
Un groove schiacciante introduce  l’opening track Epic Doom:  “Welcome to the show this is what you came to see: a man that’s lost all self control”. A seguire Illusion of Choice, con la sua intro incalzante che culmina con un drumming esplosivo, è una canzone cupa ed ironica, una critica al fanatismo religioso: “While you wait you could donate your wealth, separate the heathen from yourself. Ask no questions, look in my eyes every temple is a temple of lies (…) Eternal suffering awaits anyone who questions God’s infinite love”. Modus Operandi pone un interrogativo sul posto dell’uomo all’interno della società e rimarca l’ambiguità del concetto di normalità: “Live a life of normality whatever that is? Let me see: get a job, settle down, get a spouse, fuck around, procreate, lose the plot, covet what I haven’t got”. 
Lo stile è ipnotizzante e granitico, i brani denotano un’energia incontenibile ed elementi eterogenei appartenenti al grunge, al rock e all’heavy metal e atmosfere di matrice stoner di ampio respiro.  L’esecuzione è caratterizzata da un prepotente dinamismo sonoro: drumming martellante, rullate poderose, riff serrati, sferzate elettriche e assoli di chitarra intricati e veloci accompagnati dalla voce roca e penetrante di Si Shaw in grado di tenere sull’attenti l’ascoltatore fino all’ultima nota. È forte l’eredità del grunge in svariati brani come in I Cut You Bleed e Modus Operandi che rievocano lo stile degli Alice in Chains e dei Pearl Jam, altri brani come Face of Grey rimandano alle sonorità heavy metal degli eightiesThe Serial Killer Suite conferma ancora una volta la competenza e il talento dei Temple of Lies, che ci regalano sempre opere di grande livello;  è  un lavoro realizzato con grande passione, perizia e originalità, pregevole nella composizione, nella produzione e nei contenuti, un album certamente apprezzabile e degno di nota per gli appassionati del genere.

VOTO: 85/100

 

 

TRACKLIST:

  1. Epic Doom
  2. Illusion Of Choice
  3. Broken Mind
  4. Modus Operandi
  5. Skin
  6. I Cut You Bleed
  7. Sleep
  8. Dark Energy
  9. Teeth
  10. Face Of Grey
  11. Symbiotic Parasite
  12. Nihilistic Dreams

 

LINE UP:

Simon Shaw: voce

John Scranney: chitarre

Alex Gamble: batteria

Jags: basso

 

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dgiulia

Ama la musica, prevalentemente Rock e Metal. Non si alza dal divano se il telecomando è lontano, ma andrebbe a piedi in capo al mondo per sentire il concerto della sua band preferita.

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