SKELETOON – Ticking Clock

SKELETOON – Ticking Clock

SKELETOON – Ticking Clock

TITOLO: Ticking Clock
ARTISTA: Skeletoon
GENERE: Power/Nerd Metal
ANNO: 2017
PAESE: Italia
ETICHETTA: Revalve Records

A due anni di distanza da The Curse of the Avenger, gli Skeletoon, progetto del cantante Tomi Fooler, rivelano il loro secondo album: Ticking Clock, in uscita il 3 marzo per Revalve Records. L’album si compone di nove tracce, per un totale di undici minuti di puro power metal con alcune influenze old school, ma che richiamano soprattutto band come i Trick or Treat. Un nerd metal piacevole, orecchiabile e che presenta dei picchi non indifferenti. Ticking Clock vede al suo interno la partecipazione di Guidi Benedetti dei Trick or Treat, che esegue tutti gli assoli, tranne quello della title track, che invece viene eseguito da Jens Ludwig degli Edguy. L’album è un concept che racconta di un bambino di nove anni che all’improvviso si sveglia a causa di un incubo e chiama il padre. Tutti i brani seguono il filone di questo incubo e del padre che consola il figlio, fino al risveglio, raccontato nell’ultima traccia, The Awakening. In questa traccia scopriamo che in realtà il bambino non è un bambino, ma un adulto che sta ricordando i tempi in cui era il padre a consolarlo dopo un incubo. Nei vari brani, l’incubo viene interpretato da Jonne Jarvela (Korpiklaani), mentre il padre viene interpretato da Piet Sielk (Iron Savior).
Ticking Clock presenta degli ottimi connubi sia di suoni, che di atmosfere, che di voci. Si passa da brani che, nonostante lo storytelling cupo, mantengono delle atmosfere chiare, aperte, amplificate da una composizione giocosa e da una voce sempre sul pezzo, che ci regala anche degli acuti limpidi e precisi. Suoni di tempesta e tv che poi viene spenta in Dreamland, opener che parte a ritmo serrato. L’atmosfera sembra leggera, quasi gioiosa in Dreamland e si incupisce in Drowning Sleep, dove compare la figura dell’Incubo (Jonne). I riff si scuriscono ed anche la voce propende meno alle note più alte, rimanendo su un range dove quest’ultima risulta calda e più graffiante. Scendiamo ancora un po’ con Night Ain’t Over, per poi passare ad uno dei pezzi più suggestivi dell’intero full-length: Watch Over Me. L’intro è un tributo al giro di piano suonato nel film “La Sposa Cadavere” (Tim Burton). Si parte con solo pianoforte e voce di Tomi quasi sussurrata, a cui si aggiunge successivamente quella di Piet Sielk nel ruolo del padre. L’unico difetto che posso trovare, in un pezzo del genere, risiede nel mixaggio: le voci a volte sembrano fuori sincrono e ciò confonde leggermente l’ascoltatore, pur non togliendo nulla al brano. Un climax crescente di sole voci, pianoforte e archi che passano in un soffio, lasciando una malinconia incredibile. Si riparte poi con Chasing Time e Ticking Clock, la title track: in quest’ultima specialmente, menzione d’onore va fatta per l’assolo di Ludwig, il quale ci trasporta sino alla fine del brano. Mooncry è il singolo scelto per rappresentare l’album e, anche se non è il pezzo migliore del full, è perfettamente in tiro con il resto dei brani. Arriviamo a fondo scaletta, dove ci attende Falling into Darkness, la quale, nonostante il nome cupo, è in realtà una meravigliosa ballad in acustico, molto più delicata di quanto ci si potrebbe aspettare in un album dal tema così dolce-amaro. Finiamo con The Awakening, pezzo di ben undici minuti, nel quale il bambino si sveglia e… Scopriamo in realtà che è un adulto. L’uomo, infatti, ha sognato il momento in cui il padre lo consolava dopo un incubo. Pur essendo un pezzo dalla durata importante, i cambi tempo e le variazioni serrate lo rendono un pezzo piacevole e di facile assimilazione. Complimenti vivissimi a Tomi, che ci regala degli acuti a dir poco eccezionali nel brano. Oltre a ciò, non si può non menzionare la ritmica, che sostiene abilmente il brano dall’inizio alla fine, senza mai lasciarlo andare. Nel complesso, Ticking Clock è un album che presenta qualche piccolo difetto, ma non lascia indifferente l’ascoltatore e soprattutto non lascia a bocca asciutta gli amanti del power veloce, dal suono pieno e corposo, ma anche di quei momenti di totale tenerezza e sentimentalismo che mai mancano nei pezzi più lenti. Un full-length con picchi e spunti più che ottimi, che va riascoltato nel tempo per coglierne tutte le sfumature.

VOTO: 85/100

TRACKLIST

  1. Dreamland
  2. Drowning Sleep
  3. Night Ain’t Over
  4. Watch over Me
  5. Chasing Time
  6. Ticking Clock
  7. Mooncry
  8. Falling into Darkness
  9. Awakening


LINE-UP

Tomi Fooler: Vocals
Andy “K” Cappellari: Rhytm/Lead Guitar
Davide Piletto: Rhytm/Lead Guitar
Charlie Dho: Bass Guitar
Henry Sidoti: Drums

Featuring:

GUIDO BENEDETTI from TRICK OR TREAT: Composer and guitars
JONNE JÄRVELÄ from KORPIKLAANI as “The Nightmare”
PIET SIELCK from IRON SAVIOR as “THE FATHER”
JENS LUDWIG from EDGUY as “THE TIME”
TOMIKA FULIDA from LUNAMANTIS as “THE LAST STAR SHINING”

WEB:
Skeletoon

Avatar

irene

Cantante fin da bambina, entrai nel mondo del metal all'età di 15 anni, grazie ad un mio amico dell'epoca. Da allora, per me è tutto un grande viaggio alla scoperta di ogni sfumatura di questo genere immenso e ricco di sorprese. La mia esperienza come recensore e reporter nasce a 16 anni, grazie a diversi progetti scolastici, per poi tuffarmi definitivamente nel mondo delle webzine a 19 anni.

Lascia un commento:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *