SCUORN – Parthenope

SCUORN – Parthenope

SCUORN – Parthenope

TITOLO: Parthenope
ARTISTA: Scuorn
GENERE: Symphonic/Folk Epic Black Metal
PAESE: Italia
ANNO: 2017
ETICHETTA: Dusktone

Nella storia troviamo numerosi casi di personaggi che d’improvviso, sembrando quasi sbucare dal nulla, hanno prodotto qualcosa e quel qualcosa, quel loro pezzo d’arte, ha immediatamente mostrato il suo immenso potenziale esplodendo in un fenomeno spesso di proporzioni allucinanti che finisce sempre col spaccare a metà critica e pubblico. Di solito è indipendente da chi vengano, questo tipo di lavori così forti sono sempre storia e ciò è comunque una nota di merito, ancor più notevole è quando, appunto, a chi creare questo lavoro è qualcuno di sconosciuto che dal nulla voleva dire la sua e ci riesce alla grande.
Questo è il caso di Scuorn all’uscita di Parthenope, un album dal potenziale così forte da essere sicuramente, sin da subito, un pezzo della storia del Black Metal. Ma conviene procedere per passi.

Con delle orchestrazioni magistrali nella prima traccia Cenner E Fummo veniamo subito introdotti in quell’atmosfera malsana e decadente che tutto l’album trasuda.
Questo Parthenope vuol’essere come un simbolo della cultura di Napoli: storia, miti, leggende, i pensieri di un popolo e, soprattutto, la sua musica. Infatti durante tutto l’ascolto abbiamo una costante componente Folk (che si fa notare particolarmente durante l’utilizzo di particolari strumenti tradizionali) di qualità eccelsa che quando va a miscelarsi alla perfezione, in maniera impercettibile, con le varie orchestrazioni di stampo epico si crea un’atmosfera surreale sorretta da un incedere quasi sempre costante ed infernale.
Oltre che riuscire a raccogliere molto bene la musica tradizionale,  il disco infatti è fatto di uno scheletro di puro Black Metal che, seppur di forti influenze sinfoniche ed a tratti melodiche, rimane solenne, malvagio e costante nella sua marcia che procede dritta verso quell’inferno di cenere e fumo che in ogni brano ci viene descritto.
Degna di nota è la cura maniacale per ogni minimo dettaglio che traspare in ogni secondo: nulla è messo lì per caso, nulla è un riempitivo.
Brani come Fra Ciel E Terr sono il perfetto esempio del connubio fra epicità innalzata sopra ogni cosa, ma comunque oscura, diabolica e decadente ed un Folk dal sapore amaro che riesce ad emozionare già al primo ascolto.
Lo stesso vale per la breve, ma varia e malvagia, Tarantella Nera che con i suoi appena tre minuti ci riuscirà a coinvolgere in una melodia maniacale ed ossessiva. Eppure il cuore di tutto quest’album è la varietà. I brani non hanno una struttura che si ripete, anche la stessa durata delle canzoni varia da tre a nove minuti. Alcuni brani avranno un’impronta più sinfonica, altri saranno di uno stampo Folk/Black, altri ancora punteranno tutto su atmosfere sulfuree create dal connubio di tutti questi elementi alternandoli ossessivamente o combinandoli magistralmente; ci saranno anche brani che punteranno più al Black ed altri completamente Folk dove del metal non se ne vede neanche l’ombra (Averno e Megaride) e lasciando a bocca aperta.
Proprio perché la varietà è tantissima e perché quel che ha da dire Parthenope non finisce qui il disco è proposto anche in una versione totalmente orchestrale dove ogni brano sembra esser visto da una prospettiva nuova ed acquisisce un nuovo valore. Infine, ascoltando Parthenope ci si rende conto di trovarsi dinnanzi ad un vero capolavoro, un lavoro immenso gestito alla perfezione che spuntando dal nulla sta dicendo e dirà la sua sul Black Metal. Il potenziale di questo disco non si esaurisce al primo ascolto, né al decimo. Ogni volta che lo si ascolta si riscopre qualcosa di nuovo venir fuori da quell’infernale orchestra che a suon di Black Metal ci spiana la strada di morte attraverso testi eccezionali che raccontano miti o tematiche care al popolo partenopeo.

VOTO: 95/100

TRACKLIST:

  1. Cenner’ e Fummo
  2. Fra Ciel’ e Terr’
  3. Virgilio mago
  4. Tarantella Nera
  5. Sanghe Amaro
  6. Averno
  7. Sibilla Cumana
  8. Sepeithos
  9. Parthenope
  10. Megaride

LINE UP:

  • Giulian: Tutti gli strumenti, voce, arrangiamenti, testi
  • Daniele “Ogre” Cristiano (guest narrated vocals in the role of Publius Vergilius Maro)
  • Marco “Wolf” Lauro (guest narrated vocals in the role of Dragonzio)
  • Tina Gagliotta (guest narrated and operatic vocals in the role of Parthenope)
  • Diego Laino (guest narrated vocals in the role of Ulysses)
  • Libero Verardi (guest narrated vocals in the role of Polite)

WEB:
https://www.facebook.com/scuorn

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jonathan

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