RED MOON ARCHITECT – Return Of The Black Butterflies

RED MOON ARCHITECT – Return Of The Black Butterflies

RED MOON ARCHITECT – Return Of The Black Butterflies

TITOLO: Return Of The Black Butterflies
ARTISTA:
Red Moon Architect
GENERE:
 Doom Death Metal 
ANNO:
2017
PAESE: Finlandia
ETICHETTA: 
Inverse Records

Cominciare questa recensione da subito parlando direttamente di Return Of The Black Butterflies, il nuovo Full Length dei finlandesi Red Moon Architect, sarebbe sbagliato poiché sarebbe estremamente riduttivo.
C’è infatti da raccontare quanto forte può esser stata l’attesa di questo disco. I Red Moon Architect nascono praticamente dal nulla con l’intenzione di portare una ventata d’aria fresca in un panorama Doom/Death Metal moderno che va sempre più appiattendosi e banalizzandosi: potete quindi immaginare lo stupore quando nel 2011 questa band ci fa ascoltare un Doom/Death Metal che, seppur non andava contro i rigidi dettami imposti dal genere, riusciva ad emozionare e a mostrare nella band un gusto unico ed affascinante per la melodia e la disperazione che trapela nella loro musica. Tutta la loro musica è come circondata da un’aura di purezza e meraviglia seppur dalle tinte oscure e sinistre.
E’ difficile provare a far capire quanto stupefacente e personale fosse il sound dei Red Moon Architect, fatto sta che nel 2015 la band rilascia quello che è definibile come vero e proprio capolavoro indiscusso: Fall. Un disco in cui le sonorità oscure del gruppo davano il loro meglio circondandoci con melodie malinconiche che si susseguivano senza pietà e si intrecciavano ai loro riff potenti, tutto in un incedere molto lento.
Un amante di Doom/Death Metal qui non poteva che trovare pane per i suoi denti.
Si sa però che è col terzo album che una band ha il compito di dimostrare al mondo che sono realmente talentuosi e non fortunati: il disco della consacrazione.
Fatte le queste doverose premesse ci accingiamo quindi all’ascolto.
Un primo brano, The Haunt, che funge da intro e che per quattro minuti si sforza di costruire un’atmosfera sostenuta dal sintetizzatore di Saku Moilanen riuscirà ad ammaliarci con la sua delicata bellezza e col sound ipnotico: ascoltandolo sembrerà davvero di essere nel paesaggio rappresentato sulla copertina del disco, semplice, pallido, luminoso, tutto immerso nella cortina bianca della nebbia. Con questo primo brano, ci facciamo un’idea di quale sarà l’atmosfera dominante durante l’intero brano, infatti sembra quasi che questa intro getti le fondamenta di tutto l’album.
Senza che ce ne rendiamo conto il nostro viaggio attraverso la musica tormentata dei Red Moon Architect comincia proprio con Tormented. E’ evidente sin da subito il cambio di direzione rispetto al precedente Fall: prima se lì era tutto nero, sofferente, con sprazzi di luce che erano quasi più sofferenti delle stesse tenebre, qui ciò che domina è la luce. Una luce bianca e pura proprio come abbiamo visto nell’intro. Una luce che però non è per niente rassicurante e che va ad incastrarsi alla perfezione con a poesia malinconica della band. Quella bellezza pallida qui regna ovunque ed è perfettamente rappresentata dall’eccezionale lavoro alle tastiere.
La musica è un continuo oscillare fra quell’atmosfera pallida e melodiosa e un precipitar giù negli abissi oscuri e disperati dove a farla da padrone sono chitarre distorte all’estremo e il diabolico growl di Ville Rutanen.
Ecco che nei momenti più oscuri ed intensi ascoltiamo che la musica diventa così lenta e maligna nonché sporca e distorta da arrivare a riportarci spesso alla mente addirittura del Funeral Doom Metal; esempi della bravura della band di gestire anche tali sonorità li abbiamo nei momenti più cupi di NDE e nell’intera Return Of The Black Butterflies.
La musica sa trasportarci e tenerci incantati fino alla fine, la parte strumentale è studiata in ogni singolo dettaglio rasentando la perfezione, la voce di Anni Viljanen vale da sola l’intero disco, le tastiere, come già detto, sono l’emblema di un talento immenso. Anche le chitarre riescono ad essere sempre ispirate e mai banali messe lì solo per andar a creare un’atmosfera, cosa non scontata ormai nel Doom Death, e se un chitarrista è così bravo da riuscire a non annoiar mai per ben cinquanta minuti continui di Doom Metal pesante e estremamente lento allora non merita che complimenti.

Forse l’unico quasi difetto è la voce in growl, che spesso sembra un po’ ripetitiva ed annoia facilmente, nonostante riesca a trasmettere perfettamente il senso di oscurità. Ciò però non è sufficiente per svalutare questo disco, il miglior ritorno della band che si potesse mai sperare, e sicuramente non riuscirà a mandar via questo disco dalla lista dei migliori dischi dell’anno.
Un ascolto che quindi risulta obbligatorio per tutti gli amanti di tali sonorità ed è perfetto anche per chi a queste sonorità si sa avvicinando per le prime volte.
Return Of The Black Butterflies è un disco di quelli che non capitano spesso e quindi sì, si può dire che i Red Moon Architect si son consacrati mostrandoci il loro talento e facendoci sperare molto bene per il futuro.

Voto: 95/100

Tracklist:

  1. The Haunt
  2. Tormented
  3. Return Of The Black Butterflies
  4. Journey
  5. End Of Days
  6. NDE

Line Up:

  • Saku Moilanen – Batteria & Tastiere
  • Ville Rutanen – Voce
  • Matias Moilanen – Chitarra
  • Anni Viljanen – Voce
  • Jukka Jauhiainen – Basso

WEB:
https://www.facebook.com/RedMoonArchitect/

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jonathan

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