PARODOS – Catharsis

PARODOS – Catharsis

PARODOS – Catharsis

TITOLO: Catharsis
ARTISTA: Párodos
GENERE: Avant-Garde Black Metal
ANNO: 2017
PAESE: Italia
ETICHETTA: Inverse Records

 

“Nel fuoco si è trasformata la materia ormai inerte. La sofferenza è mutata in ricordo, eternamente vivo. Dal fuoco si è innalzato lo spirito verso una nuova dimensione dove tutte le anime si ritroveranno oltre lo spazio e il tempo.”


E’ con queste parole, pronunciate da una voce molto profonda in grado di colpirci da subito, che comincia il viaggio dei campani Párodos che ci condurrà attraverso la loro catarsi personale atta a farci esplorare luoghi magici della mente con la loro musica suggestiva; i Nostri vogliono essere una band dalle sfumature teatrali e molto introspettive e non a caso il termine Párados, come questi ci dicono, deriva da un’antico termine greco che stava ad indicare la “canzone d’ingresso” che anticipava lo spettacolo, fosse esso una tragedia o una commedia. L’intento dei Párodos è proprio questo, quello di mostrarci un personalissimo spettacolo teatrale, dai toni e dalle tematiche intime, ma anche esplositivamente rabbiose ed energiche. Questi portano in scena una costante danza dai toni, appunto, catartici se non anche ascetici con costanti riferimenti dagli astri, all’esistenza in quanto tale ed ad un tutto che racchiude tale esistenza, un qualcosa di ineccepibilmente superiore alla piccola ed insignificante realtà umana: in tutto ciò, la consapevolezza proprio di ciò. “Polvere siamo e polvere torneremo”
Tutto questo ricorda vagamente, ma solo per una coincidenza cronologica che colloca vicini i due album, l’ultimo disco degli In Tormentata Quiete, Finestatico, nonostante sia molto diverso.
Come ci vien detto l’intento della band è quello di riuscire ad esprimersi con la propria musica, di matrice Black Metal, ad un livello estremamente intimo nonché personale e fuori dal comune e c’è da dire, quasi come premessa obbligatoria, che la band ci riesce alla perfezione in ciò.
Ho deciso di scrivere le mie “conclusioni” su questo Catharsis all’inizio perché tanto sono assolutamente inutili dinnanzi a tanta meraviglia fatta musica.

Dopo un’intro magistrale capace di racchiudere in sé l’intera essenza della band ecco che siamo immediatamente catapultati nell’elegante raffinatezza che la band vuol mostrarci con Space Omega, brano bellissimo nonostante ci lasci con l’amaro in bocca. Il resto dell’ascolto è qualcosa di assurdo, l’album prende il volo e diventa inarrestabile. Si va dalle magiche clean vocals sognanti e uno stupefacente assolo in Black Cross, violini di una qualità eccelsa e un talento compositivo fuori dal comune. L’album si mostra come un costante contrasto fra la bellezza più ricercata e raffinata, capace di lasciarci a bocca aperta in più di un’occasione (e qui m’inginocchio davanti ad Evocazione, forse il brano più ispirato e bello che abbia ascoltato negli ultimi tempi), e l’altra faccia della medaglia, una violenza aggressiva e spietata dovuta al tormento che proprio questa ricerca crea e che è contenuta e deve esser contenuta proprio nella ricerca della bellezza perché questa si trova nel tutto e i questo esiste anche il tormento e l’odio.
Tutto ciò oscilla, come detto, della bellezza a tratti quasi sinfonica o comunque molto melodica ad un comparto Black Metal estremamente curato nel quale si possono sentire forti le influenze di gruppi Black molto “fuori dal comune” quali Agalloch, Alcest, Fen e tutti quei gruppi che si discostano dal classico e violento Black Metal. Siamo costantemente immersi in un’atmosfera sognante, delirante, che ci avvolge e ci congela nella solitudine, nella desolazione, o ci lascia bruciare negli inferi oscuri. La chitarra in ciò compie un grande lavoro, sempre estremamente ispirata capace di tenere incollati all’ascolto in ogni momento, cosa non facile quando un brano cambia così tanto spesso la propria impostazione (e lo dice qualcuno che di Avant-Garde ne ascolta una quantità indecente).
Dal punto di vista tecnico e da quello della produzione siamo su alti livelli (per non dire su livelli di perfezione) per quanto riguarda l’aspetto tecnico.
C’è un punto sul quale va posta molta attenzione perché riesce ad essere il vero protagonista indiscusso: le tastiere di Hybris. Il tastierista talentuoso, pur non finendo mai in veri e propri tecnicismi e virtuosismi, è il vero protagonista di questo Catharsis, il disco non sarebbe quel che è se non ci fossero le tastiere di quel livello ad accompagnare le già citate chitarre. Grazie alle tastiere dai toni dolci, delicati e forti come un raggio di luce che si fa strada nel buio più angosciante, tutto il disco sembra esser avvolto da un’aura magica che dona una grande bellezza anche quando non la si aspetta e anche quando intorno a noi imperversa l’inferno. Quindi va un plauso alle tastiere nonché alle chitarre.

In conclusione: è arduo valutare un disco come questo. Siamo sicuramente dinnanzi ad un’opera molto al di sopra della media che ha obiettivi ben precisi e sa molto bene come fare per raggiungerli andando a toccare corde nell’animo dell’ascoltatore troppo spesso ignorate.  L’album è molto complesso, pieno di influenze e sonorità differenti, e non basteranno un paio di ascolti per riuscire ad apprezzarlo appieno, ma gli ascolti si susseguono con una facilità estrema grazie alla bravura del gruppo. Qui ci viene raccontata magistralmente una storia, quella di una catarsi oltre tutta l’umana possibile percezione dell’esistenza e, proprio come accadeva con l’intro, anche l’outro, a dir poco meravigliosa, ci colpisce e racchiude in sè quel che l’album è, una catarsi che ci conduce verso l’infinito. Questo è un gruppo non adatto a tutti, ma è sicuramente da ascoltare e per chi sa apprezzare un determinato stile musicale è un disco da amare.
Col suono del fuoco, l’album si conclude lasciandoci meravigliati, quasi commossi, e in forte attesa per il prossimo album della band. Un debutto così sono in pochi a poterselo permettere.

Voto: 90/100

Tracklist

1. Prologue (Intro)
2. Space Omega
3. Catharsis
4. Heart of Darkness
5. Stasima
6. Black Cross
7. Evocazione
8. Metamorphosis
9. Exodus (Outro)

Line Up:
Marco “M.” Alfieri
– Voce
Giovanni “Hybris” Costabile – Tastiere & Sintetizzatori
Francesco “Oudeis” Del Vecchio – Chitarre
Gianpiero “Orion” Sica – Basso
Alessandro “Okeanos” Martellone – Batteria & Percussioni

Marco Mastrobuono (Hour Of Pegnance), Basso in Space Omega, Black Cross, Evocazione
Massimiliano Pagliuso (Novembre), Assolo di chitarra in Black Cross
Francesco Ferrini (Fleshgod Apocalypse), Arrangiamento e composizione in Stasima

Facebook: https://www.facebook.com/parodosmusic/?ref=br_rs

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jonathan

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