NÚMENOR – Sword and Sorcery

NÚMENOR – Sword and Sorcery

NÚMENOR – Sword and Sorcery

TITOLO: Sword and Sorcery
BAND: Númenor
GENERE: Epic Power Metal
ANNO: 2016
COUNTRY: Serbia
LABEL: Stygian Crypt productions

I Númenor si formarono nel 2009 da un’idea di lunga data di Despot Marko Miranović, il quale è anche fondatore ed editor Metal Sound Magazine. L’idea concettuale e musicale dei Nostri è stata completata con la fondazione dei Númenor quando Srdjan Branković (Alogia) e Vladimir Djedović (ex-Alogia) si sono uniti alla band. Ciò avvenne nell’estate del 2010, quando Srdjan suggerì la cooperazione. Il primo brano registrato in assoluto, con i nuovi membri, è stata una cover di The Legend of the Master-Ring dei Summoning. Un anno dopo, nel 2011, Balint si unì alla band.
Nel 2012 (da Gennaio ad Aprile) la band finisce il proprio album di debutto, Colossal Darkness, registrato presso gli studi Paradox e rilasciato il 29 Agosto 2013 per la Stygian Crypt Productions.
Durante l’estate del 2014 i Númenor cominciano a comporre e registrare il loro secondo full-length, Sword and Sorcery, ancora una volta agli studi Paradox. Nel mentre Vlamidir lascia la band per alcuni problemi personali e Mladen Gosic entra come tastierista. Nel Novembre 2015 la band pubblica il secondo album, Sword and Sorcery, per la Stromspell Records
Nel Gennaio 2016 la band registra e rilascia una cover di Valhalla dei Blind Guardian, che fu registrata esclusivamente per una compilation della Stromspell.
Nell’estate del 2016 è iniziata la composizione e la registrazione del terzo album, Chronicles of The Realms ai Paradox Studio.
Nel Settembre del 2016, la band pubblica di nuovo Sword and Sorcery, includendo un mini-CD bonus con cinque tracce (brani registrati nel periodo embrionico della band tra il 2009 e il 2016).
I testi sono basati sulla letteratura Epic Fantasy: Michael Moorcock, J.R.R. Tolkien, Robert E.Howard, H.P. Lovecraft.
Sword and Sorcery si presenta con questa definizione di power black che può incuriosire, come può far storcere il naso ai puristi. Al di là di ciò, l’album è un perfetto mix tra i due generi, senza mai strafare in nessuna delle due fazioni.
I brani sembrano richiamare molto i nostrani Rhapsody, unendo però marcate sonorità symphonic black. I temi Tolkeniani vengono enfatizzati da orchestrazioni quasi fiabesche, sotto le quali vengono, però, montati incisi che ribaltano l’atmosfera.
Le voci si alternano tra growl e clean. Un growl non troppo scuro, molto graffiante, in contrapposizione ad un clean perfetto, ben sostenuto e relativamente dolce all’ascolto. Nel full-length troviamo diversi livelli di Prelude strumentali, che aiutano a suddividere l’ascolto in più settori. Si va da brani più tendenti al power nella prima metà del lavoro, a brani dalla componente più symphonic black nella seconda parte. Ogni brano, in ciascun caso, mantiene un discreto equilibrio su più fronti, presentando un lavoro artisticamente molto vario e dall’impronta inconfondibile. Citiamo sicuramente la seconda traccia, Dragonheart, dove è la batteria a decidere l’andamento del brano. Degno di nota è anche The Oath of Feanor, che crea un bellissimo climax ascendente partendo da un intro morbido, fino ad arrivare alla potenza di riff decisi e voce aggressiva. Uno dei brani top è sicuramente Bane of Durin, dall’intro solenne e con molte più variazioni rispetto ai brani precedenti. L’intero album, comunque, si mantiene sempre sulla stessa linea, variando di pochissimo le sonorità e i temi di composizione. Qualche volta può risultare addirittura ripetitivo, a causa dello schema spesso fisso. In generale, è un ottimo album nel suo genere. Degna di menzione è anche la produzione, che non soffoca i suoni di nessuno strumento, ma li esalta uno ad uno e non lascia indietro nemmeno le orchestrazioni, che spesso e volentieri emergono piacevolmente nel mixaggio generale.

BONUS CD

In questa edizione di Sword and Sorcery troviamo anche cinque tracce extra in un mini-cd. Anche qui si parte con un brano strumentale, ma già con In Darkness, seconda traccia, le regole cambiano. La componente black sovrasta quella power e il brano che ci viene presentato è aggressivo, quasi violento. La voce è sporca, la batteria è uno schiaffo in faccia ed i riff sono frenetici, in continua accelerazione. A sorpresa arriva anche una variazione a pianoforte che subito smorza l’atmosfera e crea un contrasto molto forte col resto del brano. Un’ottima variazione da quel che è Sword and Sorcery, di sicuro. Passiamo a Monarchy Divine, terza traccia. Batteria studiata nei minimi particolari e delle orchestrazioni leggere, ma allo stesso tempo sostenute, sono il punto forte di questo brano, con particolare attenzione anche alla voce che crea un duo growl/clean nel ritornello molto particolare e piacevole. Straordinario l’inciso a metà brano, dove la chitarra prende piede e conquista il suo spazio in maniera più che degna. Anche qui troviamo una stoppata verso il finale, dove abbiamo solo orchestra e voce parlata, per poi tornare a correre dritti verso il finale. Con Aeons of Magick e Once We Were Kings, lo schema non cambia: la composizione black e potente viene inframezzata da parti orchestrali studiate nel dettaglio, che creano un contrasto controbilanciante con il resto. Peccato, però, che ci sia una prevalenza di growl e poca voce pulita, quest’ultima avrebbe potuto creare un maggiore contrasto. In ogni caso, il bonus CD merita un ascolto e forse anche più di uno, vista la più ampia varietà che viene presentata in confronto al full-length.

VOTO: 87/100

 

LINE – UP

Despot Marko Miranovic: voce
Srdjan Brankovic-Guitars: basso
Mladen Gosic: tastiere
Bálint Kemény: tastiere, chitarre

TRACKLIST

1. Prelude
2. Dragonheart
3. The Arcanist
4. Prelude I
5. The Prince in the Scarlet Robe
6. The Oath of Feanor
7. Dragon of Erebor
8. Prelude II
9. Bane of Durin
10. Sleeping Sorceress
BONUS CD
1. Eostorm
2. In Darkness
3. Monarchy Divine
4. Aeons of Magick
5. Once We Were Kings
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irene

Cantante fin da bambina, entrai nel mondo del metal all'età di 15 anni, grazie ad un mio amico dell'epoca. Da allora, per me è tutto un grande viaggio alla scoperta di ogni sfumatura di questo genere immenso e ricco di sorprese. La mia esperienza come recensore e reporter nasce a 16 anni, grazie a diversi progetti scolastici, per poi tuffarmi definitivamente nel mondo delle webzine a 19 anni.

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