MASTERCASTLE – Wine of Heaven

MASTERCASTLE – Wine of Heaven

MASTERCASTLE – Wine of Heaven

TITOLO: Wine of Heaven
ARTISTA: Mastercastle
GENERE: Metal Neo Classico
ANNO: 2017
PAESE: Italia
ETICHETTA: Scarlet Records

 

Quinta release per la band nostrana fondata dal chitarrista Pier Gonnella e dalla cantante Giorgia Gueglio, Wine of Heaven tratta di un interessante concetto, incentrato sul vino visto come nostro spirito e linfa vitale.
Si apre con una traccia che ci riporta con la mente a un sound un po’ anni ’80, con molti interventi di elettronica, dal titolo Drink of Me. La successiva Space of Variations si apre con un riff di chitarra che mostra una forza propulsiva maggiore rispetto alla traccia di apertura: il ritmo è molto cadenzato e la voce melodiosa di Giorgia Gueglio si intreccia bene al tappeto sonoro degli strumenti.
Wine of Heaven, la title track presenta un ritornello molto orecchiabile, mentre Hot as Blood è una traccia che ricorda uno stile simile al rock classico, caratterizzata da una maggior aggressività mitigata dalla linea melodica.
Segue Shine on Me, una canzone in cui la voce della cantante la fa da padrone, prendendo in mano la situazione e ponendosi come strumento principale del brano. L’unica pecca è l’impressione che diventi ripetitiva verso la fine.
Black Tree’s Heart può essere considerata la ballad dell’album. È una traccia molto dolce, che invoglia l’ascoltatore a seguirla con attenzione nota dopo nota.
Enlightenment è un brano leggermente più spinto con un bel ritornello e interessanti assoli di chitarra e di tastiera.
Seguono, a conclusione dell’album, due cover: la prima, interamente strumentale, è una rielaborazione del brano Castle in the Sky del compositore, regista e pianista giapponese Joe Hisaishi, e mette in risalto le abilità compositive e interpretative del gruppo; la seconda è invece una cover di Making Love di Yngwie Malmsteen.
Per concludere, ci troviamo davanti a un lavoro discreto. La canzone d’apertura, Drink of Me, non è abbastanza carica per essere la track di apertura di un album, atta a coinvolgere il pubblico sin dalle prime note, caratteristiche proprie in misura maggiore della seconda traccia, Space of Variations; inoltre, la chiusura in fade out di Making Love è come se lasciasse aperto un discorso che, in realtà, non ha mai preso una forma ben definita. La ballad Black Tree’s Heart è davvero una bella canzone, e Giorgia Gueglio riesce a darne un’interpretazione molto apprezzabile. Forse è la miglior traccia del full length, assieme a Space of Variations e Enlightenment. I brani di questo album presentano a tratti una buona difficoltà tecnica e strutturale e le linee melodiche della voce non sono quasi mai banali, però non riesce in generale a coinvolgere l’ascoltatore alla pari di altri lavori scritti in passato dalla band.

 

VOTO: 70/100

 

TRACKLIST:

  1. Drink of Me
  2. Space of Variations
  3. Wine of Heaven
  4. Hot as Blood
  5. Shine on Me
  6. Black Three’s Heart
  7. Enlightenment
  8. Castle in the Sky (instrumental, Joe Hisaishi cover)
  9. Making Love (Yngwie Malmsteen cover)

 

LINE – UP

Giorgia Gueglio – voce
Pier Gonnella – chitarra
Steve Vawamas – basso
Francesco La Rosa – batteria

 

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giuseppe_corcella

Appassionato di musica da quando ha memoria, studia pianoforte da 12 anni e chitarra acustica da autodidatta. Da una decina d'anni si interessa di musica metal, al punto da conseguire una laurea triennale in Musicologia a Cremona nel 2016 con una tesi dal titolo "The Rime of the Ancient Mariner di S. T. Coleridge nella lettura poetico-musicale degli Iron Maiden". Ora studia Scienze della Musica e dello Spettacolo a Milano, è tastierista e compositore degli Onyrica (Symphonic Heavy Metal), scrive recensioni di album metal e porta avanti un progetto di composizione di musica cinematica.

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