LENORE S. FINGERS – Inner Tales

LENORE S. FINGERS – Inner Tales

LENORE S. FINGERS – Inner Tales

TITOLO: Inner Tales
ARTISTA: Lenore S. Fingers
GENERE: Progressive Doom/Gothic Metal
ANNO: 2014
PAESE: Italia
ETICHETTA: My Kingdom Music

 

Reggio Calabria, 2014. In un sud Italia decisamente dedito ai generi estremi, c’è ancora qualcuno che crede nella melodia; quella leggera, semplice, ma mai banale. Senza nulla togliere alla strepitosa scena estrema calabrese che vede band del calibro dei Nuclear Detonation, Traumagain, Glacial Fear, Dripping Sin, Jana Draka e molte altre, questa volta si verte su un sound decisamente più delicato che vede tra le sue influenze nomi molto diversi tra loro, da Dolores O’ Riordan fino ai nostrani Novembre. I Lenore S. Fingers si presentano al pubblico italiano col full “Inner Tales”, nel quale mostrano di saper amalgamare molteplici influenze musicali anche al di fuori del mondo Rock.

Dopo un’intro decisamente evocativa, la seconda traccia è The Last Dawn, dove la delicata e musicale voce di Lenore (Federica Catalano) è accompagnata da alcuni arpeggi di chitarra acustica, violino e tastiere, con una batteria decisa ma non violenta nelle sue ritmiche, fino al morbido assolo che ci porta nella seconda metà della canzone e che ripeterà la stessa formula con una chitarra elettrica e un doppio pedale più presenti rispetto alla prima parte: decisamente il miglior manifesto per Inner Tales. Victoria, terza track dell’album, appare al contempo più allegra e ritualistica, grazie anche ai cori maschili che faranno ora la prima apparizione. La band è capace di variare velocemente il mood delle canzoni in pochissimi istanti mantenendo comunque il filo logico dei brani. Cry Of Mankind, nonostante le evoluzioni musicali che presenta, rimarrà un film che vedrà come protagonista la voce di Lenore per tutta la durata della pellicola. Giungiamo così alla quinta traccia, To The Path Of Loss: un pianoforte di influenza vagamente yirumana tra le onde del mare, prima, e la lead voice, dopo, ci accompagnano nel centro del brano, che si irrobustisce improvvisamente a metà, mantenendo una vena Alternative Rock e che vede un elegante intreccio tra chitarra acustica ed elettrica solista fino alla fine. La formula adesso è chiara, ma non per questo perde di efficacia nel suo intento. Songs To Eros, concettualmente simile a Cry Of Mankind, presenta un intreccio melodico maturo, ma costantemente funzionale alla voce di Lenore. Doom, nella sua semplicità rispetto alle altre canzoni, ha alcuni dei momenti melodici più belli di tutto il full, come ad esempio la chitarra al minuto 1:15. Il brano tende più a spaziare tra i generi che a trovare nuove soluzioni musicali; difatti in alcuni momenti si avvertono inaspettatamente anche influenze Thrash.
The Calling Tree, di matrice  più Progressive Death ma senza l’utilizzo di voci in growl o in scream, è paradossalmente un brano più compatto e lineare nonostante le ritmiche che il genere richiede. Arriviamo dunque all’ultima traccia, An Aching Soul. Essa non aggiunge nulla agli stilemi precedentemente descritti, ma la sua breve durata e l’atmosfera che crea rende bene chiara la caducità del tempo e dell’opera in questione. Opera che avrebbe meritato più considerazione rispetto a quella avuta in questi tre anni.

VOTO: 90/100

 

TRACKLIST:

01 – Inner Tales
02 – The Last Dawn
03 – Victoria
04 – Cry of Mankind
05 – To the Path of Loss
06 – Song to Eros
07 – Doom
08 – The Calling Tree
09 – An Aching Soul

LINE UP:

Domenico Iannolo – Basso
Gianfranco Logiudice – Batteria
Patrizio Zurzolo – Chitarra
Giuseppe Giorgi – Tastiere
Lenore – Voce e Chitarra

 

WEB:
https://www.facebook.com/LenoreSFingers

Ivo

ivano

Mi occupo da anni di recensioni e interviste (anche bilingue) in ambito Metal. Recensisco su Metal Winds solo previo invio del disco fisico in questione. Polistrumentista per Vereor Nox, Padulo, Breethoven e Social Media Manager per i Liquid Fear.

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