HAAN – SING PRAISES

HAAN – SING PRAISES

HAAN – SING PRAISES


TITOLO
: Sing Praises
ARTISTA: Haan
GENERE: Sludge Metal/Noise
ANNO:2014                          
PAESE: Stati Uniti d’America
ETICHETTA: Kaos Kontrol
                                                                                                                                         

Sing Praises è un brevissimo gioiello, questo va detto. Gli Haan riprendono quella che è stata per tanto tempo la tradizione del Grunge, assorbendo sia la lezione dei Tad che quella degli Alice In Chains, in parte.
Palese è, oltretutto, l’enorme influenza degli Eyehategod, uno dei gruppi seminali dello Sludge.
Quattro tracce di potenza e violenza, ben compattate in questo EP che ormai è in circolazione da tre anni. La capacità del gruppo di reinterpretare un genere apparentemente morto o rinchiuso in un certo stile d’esecuzione, salta subito alle orecchie con la prima traccia, The Cutting, graffiante, che si giostra bene tra una pesantissima strofa, cadenzata da un basso molto presente e un riff che nel ritornello diventa molto orecchiabile, quasi Pop.
La voce di Chuck Berrett è versatile e si sente, avendo poco da spartire, nonostante tutto, con le tipiche grida disumane di Mike Williams, tanto per citarne uno. Ricorda più la corposità del più grezzo dello Stoner.
Anche la seconda traccia, Shake The Meat, si discosta leggermente dalle tipiche caratteristiche dello Sludge, ma con un ritornello che richiama le ritmiche in levare di un certo Post-Hardcore, amalgama tutto in un risultato che diventa quasi l’inno dell’intero disco, concluso da una deriva che lascia intendere come le influenze degli Haan siano moltissime e abbiano tutte avuto un ruolo molto importante nella stesura dei brani.
War Dance, la terza traccia, fa sorridere gli appassionati degli Sleep; sembra di addentrarsi in Holy Mountain. Chitarra pulita, voce e poi batteria, questa è l’entrata in ordine. Poi si va di distorsione e le cose cambiano, si ritorna allo Sludge, quel riff trattenuto la dice lunga ed i bending continui in tutta la seconda parte del pezzo lo riportano su di un piano differente, su di un piano che sa di Sud degli Stati Uniti, che sa di pub affollato. Il finale è puro Noise.
L’ultima traccia, Pasture-Abuela, che è anche la più lunga, si apre con un riff di basso distorto che da la carica al feedback spietato dei primi trenta secondi. Un riff lento e cadenzato poi, anticipa la voce di Berrett, che sembra giungere da lontanissimo, dalla Psichedelia più acida. Il pezzo conclude il lavoro ed è anche quello che contiene tutto ciò che è stato detto fin’ora, tutte le influenze e tutta la capacità notevole del gruppo di condensare in poco meno di mezz’ora, una grandissima fetta degli esperimenti musicali fatti in vent’anni in ambito estremo.
Un lavoro semplice, diretto e che si lascia ascoltare da chiunque abbia un po’ di cognizione di anni novanta.

VOTO: 80/100

TRACKLIS:

1. The Cutting
2. Shake The Meat
3. War Dance
4. Pasture – Abuela

 

LINE – UP:

Chuck Berrett – Voce
Jordan Melkin – Chitarra
Dave Maffei – Basso
Christopher Enriquez – Batteria

WEB:
https://haan-nyc.bandcamp.com/
https://www.facebook.com/haannyc/

Alessandro Saba

alessandro_saba

Penso dunque sono. Scrittore a tempo (molto) perso, avido ascoltatore di musica.

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