DER WEG EINER FREIHEIT – FINISTERRE

DER WEG EINER FREIHEIT – FINISTERRE

DER WEG EINER FREIHEIT – FINISTERRE

TITOLO: Finisterre 
ARTISTA: 
Der Weg Einer Freiheit 
GENERE: 
Post Black Metal
ANNO:
 2017

PAESE: Germania
ETICHETTA: 
Season Of Mist

A distanza di due anni, i bavaresi Der Weg Einer Freiheit tornano sulla scena Underground pubblicando il loro nuovo album Finisterre. Il gruppo nasce nel 2009 dalla mente di Nikita Kamprad e  Tobias Jaschinsky (non più nel gruppo). 
Presto il combo teutonico si distinse per l’abilità di proporre ritmi che riescono ad unire atmosfere oniriche legate a riff di chitarra rabbiosi e d’impatto. A distanza di otto anni i Nostri licenziano il loro settimo album, e con Finisterre possiamo dire che la band è riuscita ad entrare fra le grandi del panorama underground, riuscendo così a firmare un contratto con la Season Of Mist, la grande casa discografica del metal internazionale assieme alla Nuclear Blast Records. La vera evoluzione del gruppo è stata quella di puntare maggiormente su un post black metal granitico, senza riff che ricordino le prime band black metal scandinave, ma che, d’altro canto, riescano ad essere più d’atmosfera, uniti a blast beat infiniti i quali spesso risultano essere un ottimo connubio quando parliamo di questo genere in costante crescita. Sono da segnalare le influenze Shoegaze in diversi tratti uniti al Dark Wave più cupo i quali si uniscono in un Post Black Metal rabbioso e onirico. Messaggio che gli artisti intendono conferircelo già dalla copertina: uno sfondo nero ci accompagna verso una figura bianca, che ricorda quasi un tarocco, o comunque un qualcosa legato all’occultismo. Il tutto unito da altri due simboli rossi (uno per estremità) che ricordano dei sigilli inerenti all’esoterismo. Ravviso inoltre, dal punto di vista stilistico un impulso ulteriore alla melodia, dove le due chitarre (Kamprad e Rissling), lavorano all’unisono per creare una gran atmosfera. Il lavoro presenta cinque tracce, per un totale di circa 45 minuti di produzione, avendo quindi una durata inferiore con rispetto alla quasi totalità di album Post Black che durano spesso più di un’ora. Non lo definirei però un difetto vero e proprio poichè le tracce sono state ben organizzate, senza mai periodi -deboli-. L’album si apre con Aufbruch, un brano di 8 minuti che ci catapulta in un vero e proprio vortice di follia: il magnifico Growl di Kamprad  si impossessa immediatamente del pezzo dove a un ritmo forsennato intona, canta, grida a gran voce in questo oceano di disperazione. Una traccia che invoglia particolarmente all’ascolto del brano successivo: Ein letzter Tanz, la traccia più estesa dell’album; 14 minuti che scorrono in fretta. Il brano si apre con un riff acustico nei primi minuti del brano per poi sfociare nel blast beat e nel growl più forsennato.

Segue Skepsis Part I, una traccia strumentale secondo me ben fatta solo nella parte finale: la canzone infatti si apre con un ritmo particolarmente violento, per poi chiudersi con toni sicuramente più distesi e malinconici. Non comprendo personalmente questa bipolarità nel brano, il quale l’avrei reso totalmente d’atmosfera considerata la natura strumentale. Le ultime due tracce, Skepsis Part II Finesterre concludono l’album, presentandosi col medesimo biglietto da visita: violenza, malinconia e rancore concatenati tra loro.

In conclusione dico che abbiamo di fronte una band in crescita, la quale, forte del contratto con la Season Of mist, adesso può puntare davvero, davvero in alto. Unica pecca avrei osato maggiormente su una maggiore varietà dei brani dato che presentano tutti e 5 una struttura molto simile tra loro, rischiando di annoiare nell’ascolto.

VOTO: 74/100

Tracklist:

 

1. Aufbruch
2. Ein letzter Tanz
3. Skepsis Part I
4. Skepsis Part II
5. Finisterre

 

Line Up:

Nikita Kamprad – Voce
Tobias Schuler – Batteria 
Nico Ziska – Bass0
Nicolas Rausch – Chitarra 

WEB:
https://www.facebook.com/derwegeinerfreiheit/

Stefano Moroni

stefanomoroni

Da amante di storia ogni disco ha un qualcosa da raccontare.. è dunque il mio compito quello di farli parlare, ogni tanto aggiungendo qualche riferimento culturale per stuzzicare ancora di più l'attenzione del lettore. Recensisco principalmente Black Metal, il genere che forse nasconde di più dal punto di vista storico, nonostante adori qualunque genere musicale.

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