DELIRIUM X TREMENS – Troi

DELIRIUM X TREMENS – Troi

DELIRIUM X TREMENS – Troi

TITOLO: Troi
ARTISTA: Delirium X Tremens
GENERE: Death Metal
ANNO: 2016
PAESE: Italia
ETICHETTA: Punishment 18 Records

 

I Delirium X Tremens sono una band di Belluno, nata nel 1998. Iniziano come cover band e nel 2003, trovata stabilità nella line up, decidono di creare qualcosa di nuovo: viene pubblicato il primo Ep autoprodotto Cyberhuman e successivamente Created From No_Thing

Il 30 novembre 2016 viene pubblicato Troi, in dialetto bellunese “sentiero”, con l’etichetta piemontese Punishment 18 Records. Il full length nasce come continuazione del precedente Belo Dunum – Echoes From The Past ed è un concept album che omaggia le avvincenti storie e leggende delle Dolomiti e illustra con atmosfere lugubri e malinconiche i suggestivi paesaggi di quelle zone. Il disco descrive il cammino di un ragazzo attraverso i sentieri delle Dolomiti guidato da un gufo, incarnazione dello spirito di un alpino morto durante la Prima Guerra Mondiale. Il gufo condurrà il protagonista alla vecchia casa dell’uomo in cui troverà un album di fotografie, ognuna rappresentata da un brano.

L’opening track Ancient Wings con le sue rullate monumentali introduce la narrazione, in cui a parlare è il gufo: “Tu, giovane ragazzo mio, entrerai in un luogo ove il tempo è in grado di parlare, ti sarà di insegnamento in un portentoso vortice di alberi e di polvere. Sarai in grado di vedere attraverso i miei occhi, le mie fotografie alimenteranno il falò dei ricordi, la mia storia, in un istante, spirerà inarrestabile attraverso le cime più alte, sarà in grado di sollevare la bufera grandiosa delle sacre nevi immacolate”.  A seguire la potentissima Col Di Lana, Mount Of Blood: la canzone fa riferimento alla battaglia sul Col di lana, detto anche Col di Sangue, avvenuta nel corso della prima Guerra Mondiale “Col di Lana, non si vince non si perde. La montagna è una frana in cui la vita si disperde”.  Nel 1916 la montagna franò a seguito dello scoppio di una mina, causando la morte di circa 150 militari austriaci e consentendo agli italiani di occupare la vetta. Il prezzo da pagare per la vittoria fu enorme poiché causò la morte di moltissime vittime da entrambe le parti. È uno dei pezzi migliori e denota grande perizia tecnica nell’esecuzione. Molte sono le storie e le tradizioni trattate in questo concept, la cui gestazione è durata cinque anni. Affascinante è l’aneddoto legato alla track The Dead of Stone riguardo la vita di Girolamo Segato, per i suoi contemporanei il Pietrificatore, ideatore di una particolare forma di mummificazione impropriamente detta pietrificazione. Egli morì giovane, portando nella tomba il segreto della sua tecnica “Qui giace disfatto Girolamo Segato, che vedrebbesi intero pietrificato, se l’arte sua non periva con lui. Fu gloria insolita dell’umana sapienza, esempio d’infelicità non insolito”. È un brano dalla ricezione immediata, con riff serrati e una vigorosa sezione ritmica. All’appassionato e minuzioso lavoro di songwriting e allo studio attento delle tematiche trattate si affianca la continua ricerca di situazioni sonore innovative e di grande impatto, come nel caso di Spettri nella steppa, il punto più alto dell’intero concept, una delle tracce più lunghe e ricche di pathos, lenta e cadenzata, con inserti acustici e armonica “Siamo spettri nella steppa, in una colonna di sbandati, gli amici cadono al mio fianco, a migliaia. La mia penna nera guarda il cielo, ma tra non molto, forse, anche io me ne andrò lassù, e diventerò neve, coprirò le mie lontane montagne”. La suite presenta un equilibrio tra momenti più intimi e altri energici e poderosi che si susseguono senza scatti netti, sottolineato dai vari cambi di registro del cantato dall’incedere solenne, al growl di grande energia e il cantato pulito che si intersecano alla perfezione. L’album si chiude con la Ghost Track Ombre nel Bosco.

Troi è un omaggio alla terra natia, al passato di un territorio aspro e duro ma ricco di miti, leggende e valori che ancora vivono nel presente; è un lavoro visionario, drammatico e teatrale dal gusto tipicamente Death metal, ma con molteplici elementi eterogenei come musiche popolari, rumori boschivi, strumenti tipici, cori di montagna in dialetto bellunese: “Danza la luna imbreàga de sangue, mentre le stele no le ha pì colòr. Nebbia de roccia te l’aria se spande, su in Col de Lana i ghe ha crepà al còr. Mari che piande divise diverse, ma entro lore le ha ‘l stesso dolòr, Slúsega i oci dele anime perse, destra o sinistra le ha pers al fiòl. Làgreme casca come tempesta, e la vittoria no ha nessun saòr sti pòre soldà la vita i la ha persa, de lori resta al ricordo e ‘l valòr“, queste contaminazioni hanno contribuito a creare un sound unico e distintivo, facilmente riconoscibile. Il terzo full length della formazione bellunese è il risultato di una grande maturazione artistica, e consacra la band tra le migliori del panorama extreme nazionale.

VOTO: 80/100

 

TRACKLIST:

  1. Ancient Wings
  2. Col di Lana, Mount of Blood
  3. The Dead of Stone
  4. The Voice of the Holy River
  5. Owl
  6. Spettri nella Steppa
  7. Song to Hall up High (Bathory Cover)
  8. When the Mountains Call the Storm
  9. The Picture
  10. Ombre nel Bosco (Ghost Track)

LINE UP:

Ciardo – Voce
Thomas – Batteria
Med – Chitarre
Pondro – Basso

WEB:

Sito Ufficiale

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dgiulia

Ama la musica, prevalentemente Rock e Metal. Non si alza dal divano se il telecomando è lontano, ma andrebbe a piedi in capo al mondo per sentire il concerto della sua band preferita.

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