ALBUM: The Reins of Life
BAND: Degrees of Truth
PAESE: Italia
GENERE: Symphonic Progressive Metal
ANNO: 2016
ETICHETTA: Underground Symphony Records

Introdotto dall’artwork di Gustavo Sazes (Kamelot, Angra, Temperance, Arch Enemy) e rilasciato da Underground Symphony Records il 17 ottobre 2016, The Reins of Life è il primo lavoro in studio del gruppo nostrano Degrees of Truth, fondato lo scorso anno dal tastierista e compositore Gianluca Parnisari. L’album si apre con Pattern, una breve nenia strumentale dai toni psichedelici, che sfocia direttamente nell’intro di pianoforte di Finite Infinite, che mette subito in mostra le qualità vocali della mezzosoprano Claudia Nora Pezzotta, la cui voce potente e cristallina si fonde con le melodie che legano insieme gli undici brani che compongono questo concept.
La title track è una suite di undici minuti, che unisce elementi desunti da classica, metal ed elettronica. Le orchestrazioni, curate dallo stesso Parnisari, sono a dir poco magistrali, e mostrano una maturità compositiva sopra la media, in un modo che ricorda vagamente i Nightwish di Tuomas Holopainen. Il cammino nei meandri dell’evoluzione continua appunto con Evolution e Civilization. La strumentale Subtle Borderline, dai toni irriverenti e giocosi, spezza il mood dell’album, che viene ripreso con la successiva The World Beneath My Feet, primo singolo dell’album, una canzone dalle atmosfere epiche e lontane, in cui ancora una volta si sente il perfetto connubio tra metal e musica sinfonica, inframmezzato da qualche breve intervento di elettronica. La monotonia del cantato delle strofe viene spezzata da un ritornello decisamente orecchiabile, che dà l’impressione di essere arrivati al punto di massimo spessore del brano. Fine Art of Havoc è un brano che mette in evidenza per la prima volta il cantato growl, che si contrappone bene alla voce femminile.
The Grim Lesson e Deep Six sono due canzoni legate tra di loro, dai toni più sofferenti, simbolo della desolazione di un mondo in agonia. Pillar of Hope ha l’aria di una colonna sonora della fine di un film: quando tutte le tensioni sono risolte e il mondo è di nuovo tranquillo, l’inquadratura si sofferma su una vasta foresta  equatoriale all’alba, appena sopra le fronde degli alberi, con il sole che sorge all’orizzonte ed il cielo rischiarato da una luce dorata, una nuova speranza per l’umanità. In generale ci troviamo di fronte a un lavoro di spessore, ennesima prova che anche sul nostro suolo abbiamo ragazzi con idee e voglia da vendere. Il risultato complessivo spinge l’ascoltatore a premere ripetutamente sul tasto “play” per godersi, passo dopo passo, da inizio a fine questo cammino.
Se si presta attenzione anche ai testi, sembrerà di essere immersi in una storia (come in un film o in un libro) ed a ogni canzone ci si chiederà quale sarà il passo successivo e cosa accadrà. Una domanda che ci si pone anche per il prossimo lavoro di questo gruppo.

Voto: 80/100

Tracklist:

1. Pattern (Instrumental)
2. Finite Infinite
3. The Reins of Life
Part I: Imaginary Waterscape; Part II: A Warm awakening; Part III: The Contemplation;
Part IV: Journey Begins!
4. Evolution
5. Civilization
6. Subtle Borderline (Instrumental)
07. The World Beneath my Feet
08. Fine Art of Havoc
09. The Grim Lesson (Evolution Demise)
10. Deep Six
11. Pillar of Hope
Part I: Essence; Part II: Equilibrium

 

 

Line Up:
Claudia Nora Pezzotta: Voce
Gianluca Parnisari: Tastiere, Arrangiamenti, Composizioni d’orchestra
Graziano Franchetti: Chitarra Elettrica
Luca Ravezzani: Batteria
Matteo Clark: Basso

 

Guest:
Michael Bertona: Basso
Carlo Colombara: Chitarra Classica/Acustica
Daniela Luzzaro: Cori
Omar Ruggiero: Voce Growl

 

WEB:
Facebook: https://www.facebook.com/degreesoftruthofficial
Bandcamp: https://degreesoftruth.bandcamp.com/

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