DEATHLESS LEGACY – RITUALS OF BLACK MAGIC

DEATHLESS LEGACY – RITUALS OF BLACK MAGIC

DEATHLESS LEGACY – RITUALS OF BLACK MAGIC

TITOLO: Rituals Of Black Magic
ARTISTA: Deathless Legacy
GENERE: Horror Metal

ANNO: 2018
PAESE: 
Italia

ETICHETTA: Scarlet Records

 

Rituals Of Black Magic (19.01.2018 via Scarlet Records) è la quarta opera dei nostrani Deathless Legacy, nonché primo effettivo concept album della loro carriera. Siamo al cospetto di un disco che sancisce definitivamente la maturità artistica di una band ormai più che avviata, capace di proporre un sound definito e soprattutto ben plasmato lungo tutta una serie di peculiarità riconoscibilissime. Un discorso iniziato nel 2013 con il validissimo Rise From The Grave e proseguito di gran classe e carriera con i più maturi ed interessanti The Gathering Dance with Devils. In occasione della quarta release, la band toscana decide di accorpare le tematiche più usate e care (storie di stampo horror, rifacimenti a scrittori come Poe Lovecraft, esoterismo ed occultismo) sotto un’unica “bandiera”, quella del concept del Grimorio. Una sorta di espediente “libresco” se vogliamo, un massiccio volume (ben tredici brani) colmo di appunti e rituali riguardanti diverse branche dell’alchimia, della magia e della divinazione. Per chi fosse a digiuno di linguaggio “magico”, il Grimorio (la cui massima diffusione si ha a cavallo fra il ‘600 ed il ‘700) nasce come libro di magia nel quale il mago, lo studioso, l’esoterista ha pazientemente inserito ogni suo sapere o scoperta. Si va da argomenti riguardanti l’astrologia sino a giungere a veri e propri incantesimi, magia, rituali per invocare entità soprannaturali e molto altro. Uno dei più famosi risulta essere – giusto per fare un esempio – la ben nota Clavicula Salomonis, testo sicuramente caro ai nostri Deathless Legacy. Non certo poco preparati in materia magica, esoterica ed occulta, i Nostri artisti possono essere in questa occasione rappresentati come “alchimisti” e “stregoni”, intendendo far iniziare il loro percorso appunto dall’apertura del grimorio: una volta sfogliato sarà poi difficile tornare indietro. Rituali e Magia Nera sono alle porte. Ed è così che Rituals Of The Black Magic prende forma.
La prima traccia è un connubio di musicalità oscure e voci diaboliche, le tastiere capitanate dal Mastermind Lucatti rendono il tutto ancora più tetro; i cori che vengono accostati ad una voce a dir poco demoniaca fanno sì che il brano assuma soprattutto delle cadenze evocative: di certo i demoni bisogna evocarli, ed è proprio nel grimorio che gli incantesimi adatti sono stati pazientemente inseriti. La seconda canzone nonché eponima del full-length definisce in toto il tipico sound del combo toscano, il quale attinge a piene mani dalle sonorità dei conterranei Death SS, soprattutto per quel che concerne il periodo Do What Thou Wilt; le influenze della band di Steve Sylvester sono pressoché la base sulla quale i Nostri strutturano il loro operato, dati sì i loro inizi come cover band ufficiale dell’oscura compagine pesarese. Superando The Abyss, la quale si mantiene abbastanza fedelmente alla precedente, Vigor Mortis delinea le doti canore di Eleonora “Steva” Vaiana: la grinta, il carisma e potenza della sua interpretazione potrebbero ergere la cantante come una delle migliori frontgirl della scena metal underground italiana. Bloodbath – Bagno di sangue, assume tonalità più marcate e possenti, di certo non poteva essere altrimenti; anche qui i Nostri danno piena dimostrazione di maturità artistica ormai raggiunta e consolidata. Gli innesti smaccatamente horror sono sapientemente inseriti, rendendo il brano sì orrorifico ma comunque non snaturando mai la verve Metal; ed in questo la band si è sempre dimostrata indiscutibilmente capace. Segue un lotto di brani di tutto rispetto: la misteriosa e vibrante I Summon the Spirits conferma il gran lavoro dei musicisti, bravissimi a passare da brani più tirati e potenti ad altri più morbidi e soffusi, ammantati di nebbia. Homunculus parte veloce e continua spedita, narrandoci della pratica alchemica di creazione della vita e dando modo alla sezione ritmica di mostrare tutta la propria potenza. Frater OrionC-AG1318 sono dotati di indubbie potenzialità, così come El Calàver, qui impegnato in un solo niente male. Ars Goetia glorifica l’antica arte della Goezia, la più famosa in ambito d’evocazioni demoniache, mentre Hex ed i suoi giochi melodici riescono a metterci definitivamente k.o, lasciandoci interdetti e stupefatti. La piccola strumentale Read The Bones riprende in qualche passaggio qualche melodia già presente in Scarlet Woman dei Death SS, spianando la strada agli ultimi tre brani: Litch è interamente dedicata alla figura dello stregone non morto, Haruspex e la sua andatura cibernetica ci spediscono direttamente nell’antica Roma, intenti ad interrogare il destino osservando le viscere delle vittime sacrificali. Chiude il cerchio la cadenzata ed incedente Dominus Inferi, dimora oltre che del diavolo della più bella prova vocale “cori + Steva” dell’intero disco. In sostanza, non si può non guardare con soddisfazione ad un platter del genere. La definitiva affermazione di un quintetto che, pian piano, sta scalando vette sempre più alte e portando la propria musica non solo in giro per l’Italia, addirittura lungo l’Europa. Una compagine carica di personalità, di idee, di capacità non solo musicali ma anche e soprattutto “personali”. La cultura, gli interessi e le passioni di ogni singolo membro trasudano da ogni nota, facendo ciò dei Deathless Legacy uno dei gruppi più estroversi e sui generis che la nostra penisola abbia mai visto nel recente passato.

 

VOTO: 85/100

 


TRACKLIST:

1. The Grimoire
2. Rituals Of Black Magic
3. Abyss
4. Vigor Mortis
5. Bloodbath
6. I Summon The Spirits
7. Homunculus
8. Ars Goetia
9. Hex
10. Read the Bones
11. Litch
12. Haruspex
13. Dominus Inferi

LINE UP:

Steva – Voce
Frater Orion (The Necromancer) – Batteria
Sgt. Bones – Chitarra
C-AG1318 (The Cyborg) – Basso & Cori
Alex van Eden (Alessio Lucatti) – Tastiere

The Red Witch – Performances
Anfitrite – Performances
 
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alissa

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