BAHRRECHT – L’Aube Glaces

BAHRRECHT – L’Aube Glaces

BAHRRECHT – L’Aube Glaces

TITOLO: L’Aube Glaces
ARTISTA: Bahrrecht
GENERE: Black-Metal
PAESE: France
ANNO: 2016
ETICHETTA: Ketzer Records

 

I Bahrrecht sono nati nella regione della Loira, nella Francia Nord-Orientale, nel 2001 da un’idea di Fëanor (Guitars) e Winterhalter (Drums). Nel 2005, la band rilascia il suo primo Demo, Black Metal Way Of Life, subito dopo l’ingresso in formazione del vocalist Thulsa Doom. Nello stesso periodo, subito dopo l’uscita del primo lavoro, Winterhalter lascia la band per unirsi alla Black-Metal band Peste Noire (per poi entrare negli Amesoeurs nel 2006 e negli Alcest nel 2013). La band decide quindi di cambiare la propria direzione musicale spostando il proprio sound verso canzoni più veloci e “bellicose“. Nei primi mesi del 2006 Sargatanas dei Funeral Holocaust entra a far parte della band come bassista e nel mese di Settembre del 2011 Nehsit entra in formazione come secondo chitarrista. Nel 2011, dopo la pubblicazione del Demo Lotharingen (Night Birds Records), la band firma un contratto con la label Ketzer Records con la quale rilascia il suo primo full-lenght intitolato Nuit de neige. Il 31 Ottobre del 2016, viene licenziato sempre dalla Ketzer Records il secondo album del gruppo francese: L’Aube Glacée

Con L’Aube Glacée, il gruppo ci porta in un viaggio attraverso un universo freddo e ostile. Questo è un album che si rivela pieno di influenze (ma dove la band riesce a mantenere la propria identità); anche non si può evitare di pensare a diverse fasi della scena Black scandinava: ad esempio, palesi sono i rimandi agli Himinbjorg ascoltando l’opener dell’album Hommage À Une Foi Perdue, od ai 1349 su Ceux De La Nuit. Questo album risulta meno violento e più melodico rispetto al precedente, ma tuttavia mantiene i canoni tradizionali del Black europeo anni ’90. I riff di chitarra creati su L’Aube Glacée riprendono le gesta di gruppi come Windir, Dissection, Taake e Ragnarok od il sound di band finlandesi come Arckanum e Wyrd. Questo disco presenta anche un discreta connotazione melodica che rende il suono generale più variegato rispetto alla sola idea del gruppo di focalizzare la propria attenzione, come evidenziato in apertura, verso canzoni puramente veloci e aggressive, elemento che comunque resta in risalto. Una buona dose di energia mischiata ad un uso di riff e melodie di chitarra ben amalgamati senza che si creino predomini tra una o l’altra componente. Buoni anche le parti di batteria che alternano parti rapide di blast-beat a interventi più cadenzati e le linee di basso che ben si sposano ai ritmi dettati. Vocalmente non vi è nulla da dire, il lavoro dietro al microfono di Thulsa Doom è di ottima fattura e caratterizza bene le storie narrate nelle nove canzoni che compongono l’album.

Un lotto buono senza particolari difetti ma dove le molteplici influenze della band spiccano in modo deciso all’interno di questo secondo full-length anche se il tocco personale del gruppo, come già asserito, è presente e distinguibile.

VOTO: 70/100

TRACKLIST:

  1. Hommage À Une Foi Perdue
  2. Un Orage éternel
  3. Le Géant Des Neiges
  4. Le Tombeau De Ma Mémoire
  5. Ceux De La Nuit
  6. Dieux Des Bois
  7. L’Aube Glacée
  8. Le Goût Du Sang
  9. La Palingénésie De Mon Âme

LINE-UP:

Thulsa Doom – Vocals
Fëanor – Guitars
Nehsit – Guitars
Sargatanas – Bass

WEB:

Facebook: http://www.facebook.com/pages/Bahrrecht/201413029914918

 

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daniele_vasco

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