TITOLO: Auðn 
ARTISTA: 
Farvegir Fyndar
GENERE: Atmospheric Black metal
ANNO: 
2017

PAESE: Islanda
ETICHETTA:
Season Of mist

Gli Auðn sono una band islandese Atmospheric Black metal il cui primo album, omonimo, vede la luce nel 2014 ed alla fine di quest’anno, riescono a ottenere un contratto con la label Season Of Mist, producendo l’album Farvegir Fyndar. Si sa, la terra dei ghiacci ormai può vantare una gran produzione musicale come  Solstafir e Skalmold, passando alla Psichedelia dei Vintage Caravan, fino allo sperimentalismo di Björk. In islandese Auðn significa deserto, parola non proprio comune tra i cittadini, data la natura freddissima del luogo. In effetti proprio la copertina ricorda un paesaggio desertico: un quadro impressionista dai colori spenti che indica malessere, oscurità e tristezza; sono questi i sentimenti che il complesso islandese vuole proporci. In un periodo in cui l’Atmospheric Black Metal sembra essere più – in voga – del canonico Black Metal, gli Islandesi sono riusciti a distaccarsi anche in un sottogenere che rischia di cadere nella banalità, proponendo sonorità personali e decise uniti a momenti riflessivi e onirici. Nel nuovo album possiamo apprezzare il salto di qualità, riconducibile anzitutto alla qualità del suono e alle atmosfere le quali non cadono nella banalità come l’omonimo album (nonostante si riconosceva già un certo talento da parte del gruppo). I testi, in islandese, dimostrano questa tradizione immutabile di molte band del luogo, di mantenere i loro testi indecifrabili per la maggior parte dei suoi ascoltatori; si tratta di una scelta o di strategia? L’album si apre con Veröld Hulin, il primo dei nove brani, cui si sviluppa in un crescendo strumentale: dalle percussioni, si passa agli assoli di chitarra, per poi fermarsi e ripartire con l’imperante scream del cantante, Sveinsson. 
Un pezzo che lo ritengo un ottimo biglietto da visita che si lega inesorabilmente con Lífvana Jörð, la quale sembra quasi un continuo del primo in cui la batteria si fa più prepotente e gli assoli ricoprono una posizione ancillare. In Haldreipi Hugans, invece, entra in gioco la parte acustica del brano all’inizio, per poi scatenarsi in un progressivo crescendo compositivo, il quale sembra essere una costante per la band islandese in questo album. Il sound del complessivo platter si mantiene su questi lidi per tutta la sua durata; Farvegir Fyndar mostra nella sua interezza una definitiva maturazione artistica del combo islandese. Trattasi questo di un album davvero completo ed uno dei più interessanti nel suo genere. 

 

VOTO 90/100

 

TRACKLIST:

  1. Veröld Hulin
  2. Lífvana Jörð
  3. Haldreipi Hugans
  4. Prísund
  5. Ljósaslæður
  6. Blóðrauð Sól
  7. Eilífar Nætur
  8. Skuggar
  9. Í Hálmstráið Held

LINE UP:

Hjálmar Gylfason: Basso
Sigurður Kjartan Pálsson: Batteria
Andri Björn Birgisson: Chitarre
Aðalsteinn Magnússon: Chitarre
Hjalti Sveinsson: Voce

 

WEB:
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