ARCH ENEMY – Will to Power

ARCH ENEMY – Will to Power

ARCH ENEMY – Will to Power

TITOLO: Will To Power 
ARTISTA: Arch Enemy 
GENERE:  Melodic/Death Metal
ANNO: 2017
PAESE: Svezia
ETICHETTA: Century Media 

 

Gli Arch Enemy, dopo ormai dieci album studio, non necessitano più di presentazioni. La band capitanata da Micheal Amott è all’apice della sua carriera e dopo diversi cambi di line-up, si può osar dire che l’attuale sia tra le migliori della loro storia. Alissa White-Gluz alla voce, Jeff Loomis alla chitarra, Sharlee D’Angelo al basso, Daniel Erlandsson alla batteria e Micheal Amott alla chitarra e in testa alla composizione. Una formazione di tutto rispetto, che fa alzare le aspettative su Will to Power, il decimo album in studio della band svedese e primo con l’attuale line-up. Il predecessore, War Eternal, aveva sbancato le classifiche e diviso la critica, tra chi accusava Amott di essere fin troppo ripetitivo e chi invece gridava al capolavoro. Will to Power non è stato diverso, possiamo dire che è un album che “o si ama o si odia”, se prendiamo in considerazione i nuovi tentativi di sperimentazione dei suoni, dei riff e dell’aggiunta della voce pulita di Alissa White-Gluz. Will to Power fa storcere il naso ai puristi del genere e fa tirare un sospiro di sollievo a chi temeva di non cominciare a vedere dei cambiamenti nel sound dei Nostri.
Sebbene Will to Power presenti ottimi presupposti per un reale sviluppo degli Arch Enemy, ancora ha quel sapore di un qualcosa che sorride al futuro, senza abbracciarlo del tutto. Brani che si decentrano dalla safe-zone in alcuni punti, per poi tornarci violentemente. Esempio fra tutti è The Eagle Flies Alone, quinta traccia del full-length e secondo singolo estratto, che si dimostra ripetitiva e poco ispirata, soprattutto se confrontata con il brano che la precede: The World is Yours, quarta traccia e primo singolo estratto, strizza l’occhio a War Eternal, senza però calcarne le tracce in maniera troppo evidente. Punto di pregio del brano è l’assolo eseguito da Loomis e il ritornello sussurrato che spezza la chiusura. Entrando nel vivo dell’album, ci sono pochi pezzi che davvero colpiscono fin dal primo ascolto. L’hype generale era altissimo per Reason to Believe, prima ballad nella discografia degli Arch Enemy. Una buona partenza per una band che non aveva alcuna intenzione di inserire la voce pulita prima dell’arrivo di Alissa, però ancora non ci siamo. Il pezzo parte bene, con un’ottima prestazione da parte di voce e chitarre, il vero problema si riscontra nel ritornello: un growl dissonante, fuori contesto rispetto al resto del brano. Un brano che si pone bene e che porterebbe una ventata d’aria fresca, se non fosse per il crollo delle linee vocali. Tutt’altra storia invece per pezzi come First Day in Hell (scritto da Alissa sulla base dei racconti dei suoi nonni, sopravvissuti all’Olocausto) e A Fight I Must Win. Nel primo caso, troviamo il classico sound della band svedese, che tende però a scurirsi e a puntare su un potente muro creato dal connubio tra chitarre e basso. Decisamente uno dei pezzi migliori dell’intero album. Nel secondo caso, troviamo delle aggiunte molto interessanti, che speriamo non siano un caso isolato: sentiamo infatti la presenza di tastiere e violini, a creare un contrasto melodico degno di nota e, soprattutto, di sviluppo. Guardando un po’ al resto della tracklist, troviamo brani degni sì di ascolto, come The Race, My Shadow and I e Blood in the Water, ma non particolarmente memorabili. Servono più ascolti e serve attenzione per riuscire a capire l’andamento del full-length e la reale intenzione compositiva. Innegabilmente c’è stato uno studio più accurato della composizione e delle strutture utilizzate, nonostante non sia ancora abbastanza per definirlo un album al di sopra della media. In Will to Power Amott è quasi paragonabile ad una nonna che fa saggiare la cottura della pasta ai nipoti: siamo vicini al punto perfetto di cottura, anche se non ancora abbastanza da poterla scolare. Speriamo che il prossimo album sia, finalmente, un bel piatto di spaghetti al sugo a cottura ottimale, perché Will to Power ne fonda perfettamente le basi e dà il via a quella che sarà, molto probabilmente, la nuova vita degli Arch Enemy.

VOTO: 70/100

TRACKLIST

  1. Set the Flame to the Night
  2. The Race
  3. Blood in the Water
  4. The World is Yours
  5. The Eagle Flies Alone
  6. Reason to Believe
  7. Murder Scene
  8. First Day in Hell
  9. Saturnine
  10. Dreams of Retribution
  11. My Shadow and I
  12. A Fight I Must Win

LINE-UP

Micheal Amott: Chitarra
Alissa White-Gluz: Voce
Jeff Loomis: Chitarra
Sharlee D’Angelo: Basso
Daniel Erlandsson: Batteria

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irene

Cantante fin da bambina, entrai nel mondo del metal all'età di 15 anni, grazie ad un mio amico dell'epoca. Da allora, per me è tutto un grande viaggio alla scoperta di ogni sfumatura di questo genere immenso e ricco di sorprese. La mia esperienza come recensore e reporter nasce a 16 anni, grazie a diversi progetti scolastici, per poi tuffarmi definitivamente nel mondo delle webzine a 19 anni.

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