AFTERLIFE SYMPHONY – Moment Between Lives

AFTERLIFE SYMPHONY – Moment Between Lives

AFTERLIFE SYMPHONY – Moment Between Lives

ALBUM: Moment Between Lives
BAND: Afterlife Symphony
GENERE: Symphonic metal
ANNO: 2016
PAESE: Italia
ETICHETTA: Revalve Records

 

A tre anni dal loro album d’esordio, Symphony of Silence, gli Afterlife Symphony (allora Afterlife) decidono di tornare sulla scena con un nuovo lavoro, Moment Between Lives, rilasciato il 9 settembre 2016 da Revalve RecordsMoment Between Lives può essere considerato un concept album dai tratti mistici, una sorta di viaggio tra esoterismo e realtà. Lo si coglie già dalle note introduttive di Half-Moon Night, sulle quali si inserisce la voce melodiosa di Anna Giusto, dando vita ad un cantato dai sapori arcani ed a tratti goticheggianti. La seconda traccia The Abyss, è una canzone dai toni più oscuri: una caduta verso un abisso in cui nulla più è chiaro e dal quale, a un certo punto, bisogna uscire.
L’intro di Under the Sleeping Tree sembra sospesa nel vuoto e poi rafforzata dalla chitarra e dagli archi. Si nota però che il cantato sembra avere lo stesso mood dei brani precedenti, sia come timbro che come espressività, scelta che potrebbe essere voluta per creare una sorta di consequenzialità tra le tracce dell’album: in effetti, questo tipo di cantato si sposa bene con la tematica del concept.
My Existence to You inizia con un tema enunciato dagli archi e supportato dalla batteria, che ci conduce pian piano al momento in cui entra anche la chitarra distorta e, successivamente, la voce; per il cantato vale quello che si è detto poc’anzi.
Le prime battute di Broken Breath sembrano dare tutti i presupposti per una canzone epica, ma ciò viene smentito presto, a causa di un cantato che reitera quanto già sentito. Il parlato ricco di effetti, verso la metà del terzo minuto, spezza per breve tempo la monotonia.
L’intro di pianoforte di Dreamer’s Paradox è una bella sorpresa, per poco sembra di trovarsi di fronte a una ballad con tutti i presupposti per intraprendere un bel viaggio emozionante, salvo poi ricadere nei canoni e nelle similitudini dei brani precedenti.
Si continua con Seventh e Last Hope, per poi arrivare a Novembre, la quale si divide tra una prima parte, più eterea, ed una seconda parte, più decisa, che delinea un mix fra sogno e realtà, tra l’innocenza infantile e le difficoltà dell’adolescenza e della maturità, binomio che viene espresso correttamente dalla musica. Genesis of Eternity, ultima canzone del lotto, è una traccia dal sapore mistico che raccoglie in sé tutti i sentimenti ed il corso degli eventi dell’album e ci conduce così alla conclusione, che ricalca l’introduzione di basso di Half-Moon Night.
La bravura dei Nostri è indubbia, i brani sanno essere tecnicamente angusti e, in generale, le linee vocali sono complesse e tutt’altro che banali. L’impressione è però quella di trovarsi davanti a un lavoro per molti tratti ripetitivo, con buone idee di base ma non adeguatamente sviluppate in modo tale da renderlo un masterpiece. Le parti sinfoniche sono interessanti, a volte raffinate, ma mancano di spessore e l’orchestrazione è perlopiù poco sviluppata. Manca inoltre quella traccia (o quelle due/tre tracce) che possa spiccare come un’isola in mezzo all’oceano per trascinare l’album tra le vette delle classifiche personali degli appassionati del genere.

 

VOTO: 65/100

 

Tracklist:

  1. Half-Moon Night
  2. The Abyss
  3. Under the Sleeping Tree
  4. My Existence to You
  5. Broken Breath
  6. Dreamer’s Paradox
  7. Seventh
  8. Last Hope
  9. Novembre, Pt. 1
  10. Novembre, Pt. 2
  11. Genesis of Eternity

 

Lineup:

Anna Giusto – Voce
Stefano Tiso – Tastiere e Pianoforte
Eddy Talpo – Chitarra
Nicolas Menarbin – Basso
Antonio Gobbato – Batteria e Percussioni

Video:

WEB:
https://www.facebook.com/AfterlifeSymphony

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giuseppe_corcella

Appassionato di musica da quando ha memoria, studia pianoforte da 12 anni e chitarra acustica da autodidatta. Da una decina d'anni si interessa di musica metal, al punto da conseguire una laurea triennale in Musicologia a Cremona nel 2016 con una tesi dal titolo "The Rime of the Ancient Mariner di S. T. Coleridge nella lettura poetico-musicale degli Iron Maiden". Ora studia Scienze della Musica e dello Spettacolo a Milano, è tastierista e compositore degli Onyrica (Symphonic Heavy Metal), scrive recensioni di album metal e porta avanti un progetto di composizione di musica cinematica.

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